Viaggio in Sicilia con Rolling Pandas

Tra abbaglianti diversità paesaggistiche e tesori culturali

Cosa vedere in Sicilia, l’eterno crocevia del Mediterraneo?

Bellezza seducente , nel cuore del Mediterraneo, la Sicilia come una sirena ha ammaliato passanti da tempi immemori. Da Enea ad Ulisse,  a Garibaldi e a Goethe, molti furono i personaggi illustri che caddero sedotti dalla bellezza e dalla sensualità di questa terra.

La terra dei Ciclopi cantata da Omero e Virgilio, la terra in cui Fenici, Cartaginesi, Romani, Greci ma anche Barbari e Vichinghi decisero di farne loro dimora. Cosa vedere in Sicilia? A Palermo potrai vedere lo scintillante Golfo di Castellammare, invece potrai vedere a Catania l’Etna fumeggiante che ti porge i suoi omaggi. 

Gli escursionisti potranno avventurarsi lungo le coste scoscese, scalare i vulcani in eruzione e gironzolare attraverso prati fioriti di montagna. Gli amanti del birdwatching trarranno beneficio dalla pletora di specie sulla rotta migratoria Africa-Europa. I sub e i nuotatori godranno di alcune delle acque più incontaminate del Mediterraneo. E se lo stomaco brontola dopo tutta questa attività, a Catania una secolare pasta alla Norma vi attende. La tradizione collega metaforicamente la pasta alla Norma con l’Etna, dove: i pomodori sono lava; le melanzane, le ceneri; il basilico, il verde frondoso sulle pendici; e la ricotta, neve.

La Sicilia è culla di gemme architettoniche. Per esempio, a Palermo potrai vedere le cupole e gli archi arabi, i mosaici bizantini e le mura del Palazzo Normanno. Girando nella zona orientale della Sicilia scoprirete luoghi d’interesse quali la straordinaria serie di capolavori architettonici barocchi, dalle cupole ai palazzi dorati di Noto  alle facciate a più livelli della cattedrale di Ragusa e Modica.

Per la sua forma triangolare in tempi antichi si aggiudicò il nome di Trinacria. I vertici di questo triangolo di terra sono:

Capo Peloro, o Punta del Faro, a Messina. 

Capo Boeo, o Lilibeo, a Marsala.

Capo Passero a Portopalo.

La Sicilia è una regione insulare, cinta da un insieme di arcipelaghi e isole minori. Vi sono in totale 19 isole abitate, Sicilia compresa. Le  principali isole sono gli arcipelaghi delle Eolie, delle Egadi e delle Pelagie. 

La Sicilia è una regione prevalente collinare, tuttavia non mancano zone pianeggianti come la Piana di Catania e quella di Gela e zone montuose come i monti Peloritani, Nebrodi e Madonie nella Sicilia orientale; al centro della Sicilia sorgono invece i Monti Erei; nella fascia sud-orientale tra la provincia ragusana e quella siracusana troviamo i monti Iblei; mentre ad ovest della Sicilia sorgono i Sicani, e i monti che circondano la Conca d’Oro, i monti di Palermo, ai cui piedi sorge la città di Palermo, capoluogo della regione.

Il territorio siciliano è interessato da una intensa attività vulcanica. L’Etna è caratterizzato da eruzioni di lava basaltica intervallate a periodi di calma. Tra i vulcani siciliani si considera anche quello sottomarino Empedocle, attivo e situato nella zona del Canale di Sicilia, denominata “Banco di Graham”, la cui attività eruttiva nel XIX secolo provocò la comparsa e successiva scomparsa dell’effimera Isola Ferdinandea.

La regione costiera è molto variegata: le coste settentrionali alte e rocciose, con presenza di qualche insenatura come il Golfo di Castellammare; ad est le coste sono caratterizzate da strette spiagge di ghiaia fin quasi a Taormina; verso sud sono frastagliate, con insenature e baie come quella di Giardini Naxos. Le spiagge del sud della Sicilia sono ampie, sabbiose e selvagge, talvolta incorniciate da suggestive scogliere bianche, come nel caso di Scala dei Turchi.

I fiumi siculi sono di portata ed estensione limitata. Un fiume degno di nota è il Ciane, le cui sponde sono cinte da distese di papiri. Sembra quasi di essere in riva ad un piccolo Nilo.

Un po’ di storia…

Si ritiene che le prime testimonianze di persone che abbiano occupato la Sicilia risalgano al XIII millennio a.C.. Parliamo di alcune incisioni rupestri nell’entroterra di Siracusa e nella grotta Niscemi a Palermo. 

Durante la colonizzazione fenicia, Palermo, con il nome di Mabbonath, fu fondata come città portuale dai Fenici di Tiro (l’attuale Libano).

Ma la Sicilia entrò prepotentemente nella storia mondiale in seguito alla colonizzazione da parte dei greci. Le prime colonie greche furono Naxos e Siracusa, nella metà dell’ottavo secolo a.C.. La civiltà dei discendenti greci stabilitisi nelle colonie della Sicilia era analoga a quella della madre patria. La loro entità politica restò la “polis”, la città-stato. La Sicilia fu al pari della Magna Grecia una fucina attiva di cultura: ricordiamo personalità di spicco come Archimede ed Empedocle. Dal lato artistico, ricordiamo la florida architettura religiosa con il sorgere dei primi templi a Siracusa ed Agrigento. Nel contempo si sviluppo anche la decorazione scultorea dalle famose “metope” di Selinunte (elemento architettonico del fregio dorico che consiste in una formella in pietra, scolpita a rilievo) alle monete delle città siceliote. La città più importante della Sicilia, a livello politico, fu Siracusa, che fu in prima linea nella lotta con Cartaginesi ed Etruschi. Siracusa mostrò la sua forza in particolare sotto il tiranno Dionigi il Vecchio; che però non proseguì fino in fondo la guerra contro i Cartaginesi poiché impegnato nella sottomissione delle altre città siceliote e nel tentativo di espansione nel resto del territorio italico.

Con la conclusione della prima guerra punica, la Sicilia cade nelle mani dell’impero romano, divenendo la prima provincia romana. Durante la seconda guerra punica iniziarono le prime rivolte dei sicelioti contro la dominazione romana, in particolare nelle città di Agrigento e Siracusa. Alla morte di Giulio Cesare,  la Sicilia cadde sotto il controllo di Sesto Pompeo. La Sicilia godette un periodo florido e fecondo finché nel III secolo d.C. si trovò coinvolta nel generale decadimento che attraversò l’Impero. Sotto Diocleziano la Sicilia venne unita a livello amministrativo all’Italia.

La Sicilia resterà per 3 secoli sotto la dominazione bizantina, durante la quale subì una pesante tassazione. Dall’altro lato continuava ad essere soggetta all’influenza ecclesiastica, dati i numerosi possedimenti amministrativi gestiti da “rettori” inviati da Papa Gregorio Magno. Sotto Giustiniano II, la Sicilia divenne un Themaka, una circoscrizione dell’Impero di Bisanzio. Per qualche tempo Siracusa divenne la capitale dell’Impero Bizantino al posto di Costantinopoli; ciò anziché portare beneficio, creò malcontento tra le due città. 

Nell’827 a Mazzara del Vallo inizia ufficialmente il periodo di occupazione musulmana della Sicilia. Ancora oggi si possono ammirare le cupole rosse di gusto islamico della chiesa di San Giovanni degli Eremiti a Palermo. 

I Normanni stabilitisi nel Mezzogiorno, forti del placet papale, , concentrarono i propri sforzi per cacciare dall’isola i musulmani e proseguire la conquista del territorio italico. Ruggero I d’Altavilla avviò l’impresa, il suo successore Ruggero II riunì alla Sicilia il Mezzogiorno continentale, avendo da Papa Innocenzo II la corona della Sicilia (feudo del Vaticano). Nel 1194 Enrico VI di Svezia, sposato con Costanza, figlia di Ruggero II, viene incoronato Re della Sicilia a Palermo. Testimonianze della dominazione normanna sono La Zisa di Palermo, il Castello Ursino a Catania, voluto da Federico II di Svevia, e il Duomo di Monreale. 

Sotto gli angioini la Sicilia visse un periodo di malcontento che sfociò nell’insurrezione dei Vespri Siciliani.

Durante la dominazione aragonese, in Sicilia vennero emanate molte costituzioni per difendere i diritti del popolo dagli abusi feudali e fiscali, venne costituito l’istituto del parlamento – composto di nobili, clero e deputati delle città regie (cioè non feudali) – a cui fu riservato il diritto di deliberare sulla pace e la guerra, di votare le imposte, di censurare gli ufficiali pubblici. Nel 1442 poi Alfonso d’Aragona, re di Sicilia, acquistò Napoli come parte del suo regno; ma alla sua morte l’unificazione ebbe termine. 

In età moderna, Ferdinando il Cattolico istituì la carica di Viceré. Il viceré risiedeva prevalentemente a Palermo e faceva le veci del sovrano lontano. Sotto gli Asburgo di Spagna, la Sicilia visse un periodo di grande sviluppo economico, sociale, religioso, artistico, demografico che durò dal Cinquecento sino ai primi decenni del Seicento.

Nel 700, la Sicilia passò nelle mani dell’Austria. Durante la dominazione Borbonica, sotto la pressione dell’Inghilterra, Ferdinando I di Borbone, divenuto Re di Sicilia con il nome di Ferdinando III, riunì Napoli e la Sicilia sotto il Regno delle Due Sicilie. 

Durante la Restaurazione la Sicilia più volte sperò di ottenere una Costituzione  separata da quella del regno, ma il parlamento nel marzo del 1848 dichiarò decaduta la monarchia borbonica e conferì la reggenza ad Alberto Amedeo di Savoia. 

Nel 1860 dopo che Garibaldi assunse la dittatura della Sicilia per conto di Vittorio Emanuele II, il 21 ottobre un enorme plebiscito pose fine al governo provvisorio e le province siciliane divengono parte del Regno d’Italia. Dopo l’unificazione nel territorio della Sicilia iniziò a diffondersi il fenomeno del brigantaggio, aggravato dalle leggi economiche del governo centrale, che favorivano l’economia settentrionale, e dalla rottura dei rapporti commerciali con la Francia.

Dopo il primo conflitto mondiale, in Sicilia come nel resto d’Italia si impose il fascismo, che comunque non riuscì a risollevare le sorti dell’isola (nemmeno quella della Mafia). Con la fine del secondo conflitto mondiale in Sicilia rinasce quello spirito indipendentista che nel secolo precedente aveva spinto la Sicilia a chiedere l’indipendenza dal regno d’Italia. E finalmente nel maggio del 1946, alla Sicilia viene concesso lo Statuto Speciale di Autonomia.

 

Quando andare in Sicilia?

Il clima della Sicilia è di norma mediterraneo – estati calde, inverni miti e piovosi, mezze stagioni molto mutevoli. Sulle coste, in particolare quella sud-occidentale, il clima risente delle correnti africane: le estati possono essere torride. La temperatura invernale, in particolare lungo la costa tirrenica e nelle zone interne, può essere rigida e con un clima di tipo continentale. Sull’Etna non è infrequente la neve fino a luglio. Inoltre d’estate non è raro che soffi lo scirocco, il vento proveniente dal Sahara. Mentre la piovosità è in genere scarsa.

Cosa vedere in Sicilia a Gennaio?

Durante questo periodo sull’Etna e sul Monte Mufara nelle Madonie si apre la stagione sciistica. 

Alcune associazioni organizzano escursioni da Catania per raggiungere l’Etna. Natura, sapori, odori, scarpinate che vi lasceranno senza fiato. 

Cosa vedere in Sicilia a Febbraio?

Ad Agrigento potrai vedere il mandorlo in fiore e le primizie negli agrumeti. A Sciacca e Acireale potrai assistere ai fiammeggianti Carnevali, nella settimana che precede il mercoledì delle Ceneri. A Catania potrai vedere la processione per la Festa di Sant’Agata che si dirama per le vie del paese. Per non parlare della Sagra del Mandorlo in Fiore nella Valle dei templi.

Cosa vedere in Sicilia a Marzo?

Il tempo a marzo è capriccioso: sole, pioggia, vento. Tuttavia non potrai perdere le solenni processioni pasquali e la messa in scena della Passione di Cristo. A Trapani, Enna, Scicli, Lipari ed Erice potrai vedere le più famose.

Cosa vedere in Sicilia ad Aprile?

I mercati si riempiono di fragoline di bosco, carciofi e fave. In questo periodo potrai vedere a Trapani la Processione dei Misteri: una parata di statue a misura d’uomo della Vergine Maria e di altre figure bibliche che scorrazzano tra le vie della città, accompagnate da una banda che suona nenie al ritmo lento e fermo di un tamburo.

Cosa vedere in Sicilia a Maggio?

I fiori selvatici sono in fiore. Questa è il periodo migliore per una scampagnata nelle Isole Eolie o nelle Riserve di Vendicari e dello Zingaro. Potrai assistere a Siracusa al Ciclo di Rappresentazioni Classiche che animeranno l’anfiteatro del V secolo a.C. con le performance dei più grandi attori del panorama italiano. A Noto potrai vedere le decorazioni floreali di Via Corrada Nicolaci, una grande festa annuale che celebra opere d’arte fatte completamente di petali.

Cosa vedere in Sicilia a Giugno?

La Sicilia in giugno si tinge di cinema. Potrai vedere a Taormina i più grandi film di Hollywood proiettati nell’anfiteatro greco durante il Taormina Film Festival.

Cosa vedere in Sicilia a Luglio?

La scuola è finita, gli isolani si dirigono in montagna o si riversano nelle meravigliose spiagge. A Palermo potrai vedere l’annuale celebrazione della Festa di Santa Rosalia, patrona della città. La festa culmina con il giro della reliquia della santa per le vie della città e con i fuochi d’artificio in mare. A Ragusa potrai vedere ed emozionarti con la Ibla Grand Prize, un contest internazionale di musica classica, jazz e contemporanea. Potrai vedere a Taormina presso il Teatro Greco performance teatrali, d’opera, di danza e di musica live.

Cosa vedere in Sicilia ad Agosto?

La Sicilia ad agosto è caratterizzata da due cose: caldo e spiagge densamente popolate. Ma se non è la spiaggia quello che cerchi, allora potrai vedere a Catania, nello specifico nel paesino di Piazza Armerina il Palio dei Normanni – celebrazione del normanno Ruggero I che liberò la città dai Musulmani nel 1087. Mentre potrai vedere a Taormina nel Teatro Greco l’annuale Opera Festival.

Cosa vedere in Sicilia a Settembre?

Il tempo è mite e le spiagge meno affollate. Questo è il periodo migliore per le immersioni ad Ustica. Ma se sei un amante del buon cibo, a San Vito Lo Capo potrai vedere il Festival Internazionale del Cuscus, in cui si celebra il famoso cuscus al pesce di San Vito Lo Capo.

Cosa vedere in Sicilia ad Ottobre?

Sull’Etna e sulle montagne delle Madonie e delle Nebrodi è tempo di raccogliere le castagne e i funghi selvatici. E per gli amanti degli sport outdoor a San Vito Lo Capo potrai vedere o anche partecipare al San Vito Climbing Festival – scalate, corse campestri, mountain bike e tanto altro.

Cosa vedere in Sicilia a Novembre?

Il tempo uggioso è alle porte, ma a Palermo e Catania potrai vedere come la stagione dell’opera è in piena attività.

Cosa vedere in Sicilia a Dicembre?

L’inverno pungente è arrivato. Ma la stagione natalizia aiuterà a riscaldare l’ambiente. Potrai vedere a Siracusa la processione in onore di Santa Lucia, patrona della città. Mentre a Caltagirone ed Erici potrai vedere i famosi scenari della natività di Cristo, noti come Presepi.

 

Andare in Sicilia a Gennaio

5stelle

Andare in Sicilia a Febbraio

5stelle

Andare in Sicilia a Marzo

5stelle

Andare in Sicilia a Aprile

3stelle

Andare in Sicilia a Maggio

3stelle

Andare in Sicilia a Giugno

3stelle

Andare in Sicilia a Luglio

3stelle

Andare in Sicilia a Agosto

3stelle

Andare in Sicilia a Settembre

3stelle

Andare in Sicilia a Ottobre

4stelle

Andare in Sicilia a Novembre

4stelle

Andare in Sicilia a Dicembre

4stelle

Sicilia: luoghi di interesse ed itinerari

Scegliere i posti da visitare in Sicilia, dover decidere quali destinazioni della Sicilia inserire nel nostro itinerario dei “posti più belli in Sicilia” da vedere è impresa assai ardua.  Proveremo qui a darvi qualche idea. Nel nostro itinerario della Sicilia rientrano in assoluto:

  • Catania
  • Palermo
  • Taormina
  • San Vito Lo Capo

Catania, meraviglia dell’UNESCO

Una splendida città portuale alle pendici dell’Etna, che quando è in eruzione dona a Catania un fascino senza eguali. Catania è uno strabiliante contrasto di stili, dai palazzi black&white alle vaste piazze barocche. Un momento stai ammirando il cielo da una vertiginosa cupola, il momento successivo  ti ritrovi catapultato in un convento del XVIII secolo a mirare un’esibizione di arte contemporanea. E per i buongustai, ricorda! Catania è la patria della Pasta alla Norma.

Cosa vedere a Catania?

Partiamo con il solleticarvi la gola. La Pescheria, un acceso mercato del pesce che si svolge per le vie della città dietro Piazza del Duomo. È un vero e proprio teatro popolare! 

Per i più religiosi e per quelli che sortiscono il fascino dei chiostri, non può mancare la visita al complesso Monumentale del Monastero delle Benedettine. È costituito da 3 siti d’interesse: un convento Benedettino, la Chiesa di San Benedetto e il Museo Arte Contemporanea Sicilia. La chiesa venne edificata nel 700, adornata con fulgenti stucchi, marmi e  un altare del XVIII secolo di diaspro siciliano. Accattivanti sono poi gli affreschi di Giovanni Tuccari, tra cui una trasposizione grafica di Sant’Agata torturata di fronte un sultano curioso. 

Il Castello Ursino, edificato nel XIII secolo, un tempo si ergeva minaccioso a guardia della città dall’alto di una scogliera sul mare. Oggi, a causa dell’eruzione dell’Etna nel 600, non ha più sbocco sul mare.

Ad ovest di Piazza del Duomo si trova il Parco Archeologico Greco Romano. Si tratta delle rovine di un Anfiteatro Romano risalente al II secolo d.C. Le rovine sono situate con un certo pathos nel cuore di un quartiere residenziale in rovina, con edifici ricoperti da viti che sembrano aver germogliato spontaneamente dal palco del teatro semi-sommerso.

 

Palermo, ai margini dell’Europa e al centro del mondo antico

Per millenni Palermo è stata il crocevia di numerose civiltà. È uno speziato mix di mosaici Bizantini, cupole Arabesche e affreschi. È un luogo dove i mercati che richiamano i suk africani si scontrano con il silenzio delle chiese barocche,  dove le palme di dattero cingono i palazzi gotici, dove i ragazzi dagli occhi cielo e i capelli d’oro hanno cugini dalla pelle di bronzo.

 Palermo, cosa vedere?

La prima è sicuramente la Cappella Palatina. È stata costruita da Ruggero II nel 1130 e si erge al livello medio della loggia a tre livelli del Palazzo dei Normanni. I suoi folgoranti mosaici in oro, famosi nel mondo, sono  affiancati da pavimenti in marmo intarsiato e un soffitto in legno di muqarnas – un capolavoro di scultura a nido d’ape in stile arabo che riflette la complessità culturale della Sicilia normanna.

Il Palazzo dei Normanni, oggi sede del parlamento della regione Sicilia, risale al IX secolo. In epoca normanna, spettacolari mosaici furono aggiunti ai suoi appartamenti reali e alla magnifica cappella, la Cappella Palatina.

La Cattedrale di Palermo è una celebrazione di motivi geometrici, merlature ziggurat, maioliche e archi ciechi. L’interno è un guscio di marmo, i cui punti di maggiore interesse sono le tombe reali normanne, la tesoreria dove è conservata la corona incastonata di gemme di Costanza di Aragona, risalente al XIII secolo. È il primo esempio di architettura Arabo-Normanna nel territorio della Sicilia.

A sud-est di Palazzo dei Normanni sorge il famoso Mercato di Ballarò. È un mix inebriante di sapori, odori e vita di strada. È il posto più economico dove poter trovare prodotti freschi – pesce, formaggio, erbe, spezie. E se mostri il tuo sorriso migliore, ti verrà sicuramente offerto un assaggio dei prodotti.

 

Taormina, la culla della Magna Grecia

La città venne eretta nel IV secolo a.C. e visse il suo periodo di massima prosperità sotto i greci prima e i Romani poi. Nel XVIII secolo, dopo un periodo buio causato dalla venuta dei Normanni, Taormina divenne un’attrazione turistica per molti nord europei che la scoprirono durante il cosiddetto Grand Tour. Tra i suoi sostenitori si annovera lo scrittore D.H. Lawrence, che qui visse per ben 3 anni.

Cosa vedere a Taormina?

Tra le prime tappe, when in Taormina, non può di certo mancare il Teatro Greco. Un anfiteatro a forma di ferro di cavallo, metaforicamente sospeso tra cielo e terra. Costruito nel III secolo a.C., il Teatro ospita oggi importanti festival e chermesse, come l’International Film Festival di Taormina. 

Per sfuggire alla folla, il posto perfetto è la Villa Comunale. È stato creato dall’inglese Florence Trevelyan nel XIX secolo. Sfoggia un lussureggiante  giardino di piante tropicali e fiori delicati.

Corso Umberto I è una delle vie principali di Taormina. Questo bellissima via di san pietrini intarsiati a scacchiera, neri e bianchi, si dirama a sud ovest nella spettacolare Piazza IX Aprile in cui si erge la Chiesa di San Giorgio. Continuando verso ovest, ci si trova di fronte la Torre dell’Orologio risalente al XII secolo. E poi dritto fino a Piazza Duomo, sede di una fontana barocca che sfoggia il simbolo di Taormina, un centauro a due gambe con il busto d’angelo.

E infine lo spettacolare panorama dal Monte Tauro, una scalata di 20 minuti che ti permetterà di godere di una vista mozzafiato. Potrai gustarti tutta Taormina dall’alto, il Teatro Greco e oltre, verso la costa.

 

San Vito Lo Capo, un paradiso tutto siciliano

San Vito è rinomata per le sue spiagge sabbiose a forma di mezza luna, per le sue limpide acque turchesi e blu oltremare che contrastano l’imponente cornice montuosa del Monte Monaco.

Ma San Vito Lo Capo non è solo spiagge calde e acque cristalline, è anche opportunità di praticare sport outdoor. Si può praticare hiking, scalando 3 km di parete del Monte Monaco. E poi ci sono gli splendidi sentieri costieri all’interno della Riserva Naturale dello Zingaro.

 

cosa vedere in sicilia

Informazioni utili per un viaggio in Sicilia

Lingua & Religione

La lingua ufficiale è l’italiano, ma i locali usano comunicare utilizzando il dialetto siculo. 

Il siciliano è inoltre ritenuto lingua regionale ai sensi della Carta europea per le lingue regionali e minoritarie. 

Nella regione sono presenti anche minoranze linguistiche: quella gallo-italica della Lombardia siciliana, la minoranza albanese (detta Arbereshe) nella città di Palermo, e quella più recente di origine greca nella città di Messina.

Lo sapevi che: le varianti della lingua siciliana furono l’unico complesso delle lingue romanze a precedere quello toscano, nel divenire strumento di espressione poetica e letteraria, con la scuola siciliana di Federico II di Svevia; tanto da gareggiar a singolar tenzone con il toscano per il primato di lingua nazionale.

In tutto ciò… Arancino o arancina? A voi l’ardua sentenza 😀

 

La Sicilia è Cattolica e le feste religiose assumono una certa importanza nel folklore siciliano. Tra le feste di maggior spicco ricordiamo: la Festa di Sant’Agata, patrona della città di Catania; la Festa di Santa Rosalia, patrona di Palermo.

Non mancano tuttavia le feste di stampo più orientale come:i riti della Settimana Santa di Piana degli Albanesi – Java e Madhe – secondo il rito bizantino degli albanesi di Sicilia.

 
 

Fuso Orario

Adotta il fuso orario italiano UTC+1 

Valuta

La moneta adottata è l’euro. 

Lo sapevi che: In tempi recenti però si parla dello sviluppo di una moneta autonoma e sovrana in Sicilia “Il Grano”, ideata da Progetto Sicilia. Le regioni a statuto speciale, come la Sicilia, e com’è già accaduto in Sardegna con il Sardex, hanno la possibilità di erogare prestiti interni alla regione, con la possibilità di pagare i tributi con una nuova moneta emessa dal popolo.

 
 
euro

Visti

Non sono previsti visti per i residenti italiani

Vaccini

Nessun vaccino obbligatorio

Trasporti

Muoversi in macchina è sicuramente la soluzione migliore per godersi a pieno le proprie vacanze. Si può noleggiare un’auto negli aeroporti di Palermo, Catania e Trapani, ma anche nelle principali città.

NB: I parcheggi custoditi e a pagamento scarseggiano e sono molto diffusi i posteggiatori abusivi, soprattutto in prossimità dei luoghi turistici.

Sebbene preceduti da una fama non proprio positiva in quanto a efficienza e puntualità, i trasporti pubblici in Sicilia consentono di spostarsi abbastanza agevolmente.

 


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