Viaggio in Mongolia con Rolling Pandas

Bellezza selvaggia e ospitalità mediterranea

Mongolia: il Deserto del Gobi a cavallo della Transiberiana

“…Ma il Cielo è sempre più Blu” cantava Rino Gaetano. Benvenuti in Mongolia! La terra del cielo blu dove per ben 257 giorni l’anno il cielo si dipinge di azzurro. Un cielo estivo e sereno, se non si fa caso alle temperature che arrivano a toccare i -49°C; che rendono la capitale della Mongolia, Ulan Bator, la città più fredda del mondo. Una delle caratteristiche peculiari da tenere in considerazione quando si decide di organizzare un viaggio in Mongolia è l’Ospitalità Nomade. Ci troviamo di fronte ad una cultura dell’ospitalità molto aperta. I turisti in Mongolia possono dormire nelle herder’s ger (le yurte tipiche del luogo), aiutare nel pascolo delle pecore, cavalcare, insomma entrare a contatto a 360° con la natura e le tradizioni della Mongolia. Organizzare un viaggio in Mongolia significa essenzialmente trovarsi di fronte ad una popolazione così aperta da farti sentire a casa, nella cara vecchia Italia. E come nella buona tradizione mediterranea, organizzare un viaggio in Mongolia, che ti porta ad entrare in contatto con le famiglie del posto, presuppone uno scambio di doni in segno di reciproca generosità. La Mongolia è l’hamburger tra due grosse fette di pane, la Russia (Nord) e la Cina (Sud). Non ha alcun affaccio sul mare, a sud è attraversata dal Deserto del Gobi.  Le zone settentrionali sono essenzialmente montuose e fredde. Nell’estremo ovest della Mongolia si erge il Picco Hùjtnij, noto anche come Picco dell’Amicizia. È il punto più alto della Mongolia (4374 m) e fa parte dei 5 picchi del Monte dei 5 Santi. La maggior parte della Mongolia è costituita da steppe, che ne caratterizza il clima – inverni lunghi e rigidi ed estati asciutte e salubri. La stagione estiva è breve, durante la quale il vento la fa da protagonista – quello fresco del Nord e quello tiepido del Deserto del Gobi. Una piccola curiosità: il termine gobi deriva dal mongolo e significa “terra senza acqua”. Il Deserto del Gobi si caratterizza infatti per la presenza di una steppa arida e una vegetazione sufficiente al sostentamento di marmotte e cammelli. La Mongolia condivide con la Russia il Lago Uvs Nuur. Un bacino poco profondo e molto salato – ultimo ricordo di un mare salato che occupava la regione migliaia di anni fa – che nel 2003 è divenuto patrimonio dell’UNESCO. La zona è dimora del leopardo delle nevi, degli argali (pecora selvatica asiatica) e dello stambecco asiatico, tre specie a rischio estinzione.Quando si decide di organizzare un viaggio in Mongolia si deve tenere in considerazione che la Mongolia è divisibile in 3 zone, morfologicamente distanti l’una dall’altra.

  • Le catene montuose, che occupano la zona nord e ovest del territorio. Le catene principali sono: i Monti dell’Altai, che si estendono da ovest a sud-ovest della Mongolia, sono la catena più elevata e più lunga della regione che ospita il punto più alto della Mongolia, il Picco Hùjtnij. I Monti Khangai, con un andamento da nord-ovest a sud-est, formano una solida massa montuosa nella Mongolia interna. I Monti Khentii, che si estendono da sud-ovest a nord-est e proseguono fino in Siberia, che sono la culla della capitale della Mongolia, Ulan Bator
  • La regione dei Grandi Laghi, 300 laghi che si estendono attorno alle 3 catene montuose principali. La parte meridionale – tra i bacini dei fiumi Tuul e Orkhon (Orhon) – è una regione fertile, importante nella storia dei Mongoli, poiché la culla in cui si è sviluppato il loro stile di vita.
  • La cintura di altopiani e deserti, situati nelle regioni orientali e meridionali. Steppe ondeggianti ricoprono la regione, alternati qua e là da piccoli massicci cuneiformi, che ospitano vulcani ormai estinti. La porzione meridionale è occupata dal Deserto del Gobi, una vasta distesa pianeggiante con la presenza di oasi sporadiche. Le regioni orientali e centrali del Gobi sono caratterizzate da straordinarie formazioni naturali, quali le imponenti colonne basaltiche di forma esagonale (visti dall’alto sembrano agglomerati di matitoni giganti). Il Gobi meridionale ospita la catena montuosa di Gurvan Saikhan nota come le Tre Bellezze, celebre per le scoperte paleontologiche a Bayanzag e Nemegt. E Yolyn Am, nota come Valle del Gipeto – oggi parco nazionale – che si caratterizza per la presenza di canyon e paesaggi bucolici, nonché una piccola gola che ospita un ghiacciaio perenne; i quali si alternano in questa valle che è il luogo prediletto dei gipeti (avvoltoi barbuti), i quali scelgono le falesie di roccia torreggianti presenti nel territorio per nidificare.
Una linea ferroviaria che si dirama dalla Ferrovia Transiberiana, la ferrovia Transmongolica, si estende nella zona Sud della Mongolia, attraversando parte del Deserto del Gobi. La Ferrovia Transiberiana attraversa l’Europa orientale e l’Asia settentrionale. È stata per la prima volta presentata all’Esposizione universale di Parigi del 1900. Piccola chicca: alla Ferrovia Transiberiana è stato dedicato un uovo Fabergé – l’uovo della Transiberiana. La Mongolia è un paese con una densità di popolazione davvero bassa, ma particolarmente giovanile – i 2/3 della popolazione sono sotto i 30 anni. I Khalkha costituiscono l’86% della popolazione di etnia mongola; il restante 14% include gli Oirati e Buriati. Il 30% della popolazione, di cultura nomade, vive di agricoltura di sussistenza; seguita da estrazioni minerarie e turismo. Il 40% della popolazione vive nella capitale Ulan Bator. Detto ciò, la capitale sta subendo un radicale cambiamento, volgendo sempre più lo sguardo ad un economia globale, capitalistica e consumeristica. Ulan Bator e le altri grandi city sono divenute oggi il punto di incontro di giovani in cerca di nuove opportunità di studio e lavoro.

Organizzare un viaggio in Mongolia significa essenzialmente percorrere un viaggio alla scoperta dell’eredità di Gengis Khan e del suo impero. La Mongolia è riuscita a conquistare l’indipendenza dalla Cina nel 1911, grazie alla Russia. Ed oggi è una Repubblica Semipresidenziale a presidenza debole, per tale motivo nell’esercizio della democrazia è coadiuvata dalla comunità internazionale.

Le prime forme di popolazione in Mongolia risalgano al Paleolitico, testimoniate dal ritrovamento di pitture rupestri nelle provincie di Hovd e Bajanhongor. La Mongolia è sempre stata culla di popoli nomadi, a partire dal 209 a.C. con la tribù degli Xiongnu. Una chicca: è a causa delle possibili invasioni da parte di questa tribù che la Cina costruì la Grande Muraglia. Dal X secolo il paese era disgregato in numerose tribù legate tra loro da alleanze transitori e conflitti interni. Ma quando si parla di Mongolia, il primo vero grande personaggio della storia di questo paese è Gengis Khan, a cui si deve l’unificazione delle tribù mongole e la nascita dell’Impero Mongolo. Creò un vero e proprio stato, con un proprio corpo legislativo, il Grande Yasa o Djasag (Grande Corpo delle Leggi). Alla morte dell’ultimo dei Khan, Altan Khan, l’Impero Mongolo, che si estende dal Kokonor alla Grande Muraglia, non tarda a disintegrarsi in domini feudali rivali. Nel 1644, i Manciù depongono la dinastia cinese dei Ming e stabiliscono la dinastia Qing; i Mongoli del sud si trovano così annessi alla Cina. I Manciù importano in Mongolia la burocrazia cinese, che permette loro un controllo esteso della popolazione. Ma i piccoli allevatori sono schiacciati dalle tasse e i mercanti cinesi impoveriscono i Mongoli con le loro discutibili transazioni ed i loro prestiti a tassi usurari. Nel 1890, ad Hovd, un avventuriero di nome Dambïjanstan si fa passare per la reincarnazione di Amursanaa, l’eroe oirato sconfitto nel 1756, e acquista una grande popolarità tra i ceti più bassi della popolazione, obbligando il governatore manciù ad abbandonare l’assemblea delle tribù così facendo da vita ad un movimento di indipendenza che alla fine del XIX secolo  diventa potente anche tra la classe signorile ed ecclesiastica. Tra gli anni 10 e 20 del Novecento, la Mongolia è terra di contesa tra la Russia e il Giappone, fino a stabilire nel 1924 le basi di un regime comunista (con l’appoggio dell’URSS e la successiva neutralità giapponese), noto come la Repubblica Popolare Mongola. Le prime vere basi democratiche in Mongolia si hanno con l’adozione nel gennaio 1992 di una Nuova Costituzione, che rispetta i principi della democrazia, dell’economia libera, della libertà d’opinione e della neutralità in politica estera. Nel giugno 1993, finalmente hanno luogo le prime elezioni presidenziali in Mongolia.

Quando andare in Mongolia

Nel decidere di organizzare un viaggio in questa regione, bisogna tenere in considerazione il clima in Mongolia, che a causa della posizione della regione, è ben lontana dal subire le influenze mitigatrici delle correnti oceaniche. Il clima è spiccatamente continentale con inverni molto freddi (dominati dagli anticicloni della Siberia), estati che vanno da calde a roventi. Vi sono grandi escursioni termiche annuali e tendenzialmente nelle ore diurne, mentre le precipitazioni sono scarse. Un aspetto particolare del clima della Mongolia è il numero delle giornate limpide e soleggiate, in media tra 220 e 260 ogni anno. Ciò nonostante, il tempo è spesso severo e imprevedibile: tempeste di sabbia o grandine che giungono all’improvviso; bufere di neve, soprattutto nelle regioni montuose. Quindi decidere quando andare in Mongolia è pressoché legato alle zone e alle attività che si vuole svolgere. La Mongolia vive  3 stagioni climatiche da prendere in considerazione se dobbiamo scegliere quando andare in Mongolia:
  • L’Alta Stagione, che va da Giugno ad Agosto. Nei primi due mesi della stagione, il clima in Mongolia è essenzialmente  caldo e asciutto, con presenza di qualche tempesta di tuoni e lampi. In Agosto inoltrato il clima è più fresco e c’è più probabilità di precipitazioni.
  • La Stagione Spalla, Maggio e Settembre. Il clima in questo periodo è davvero lunatico, un po’ come il nostro Marzo Pazzerello.
  • La Bassa Stagione, che va da Ottobre ad Aprile. Il tempo è particolarmente rigido tra Dicembre e Gennaio. La capitale, Ulan Bator, in questo periodo è soggetta ad inquinamento aereo. Mentre tra Marzo e Aprile, il clima della Mongolia è caratterizzato da tempeste di vento e di sabbia.
Il periodo migliore per un’avventura nel mondo della Mongolia è tra Maggio e Ottobre. In particolare, se si sceglie di andare in Mongolia nei mesi di Luglio e Agosto è consigliabile prenotare con largo anticipo. In questo periodo, infatti, in Mongolia si festeggia il Naadam, la spettacolare ippica mongola e il tiro con l’arco, sia a piedi che a cavallo. Da dicembre a marzo in Mongolia è inverno. Questa stagione ha temperature che scendono anche sotto i -40°C. Un viaggio in Mongolia in questo periodo è ottimo per chi viene nella regione per praticare sci e sci di fondo. Primavera e autunno sono i periodi migliori per un viaggio in Mongolia, caratterizzati da temperature miti e precipitazioni assenti. I Trekker nel decidere quando andare in Mongolia devono assolutamente prendere in considerazione questi periodi. Una delle escursioni più spettacolari in Mongolia è quella per il sentiero di Renchinlkhumbe, che ti porta fino al villaggio omonimo. O ancora il cammino nel Parco nazionale di Gorkhi-Terelj o nella zona dell’ela Tenger Uul. Anche per gli appassionati di passeggiate a cavallo, questo è il periodo migliore per escursioni attorno ad Ulan Bator o nel parco nazionale di Gorkhi-Terelj, o il Khövsgöl Nuur. L’estate coincide con il Naadam, il festival ludico mongolo molto popolare, durante il quale voli e alberghi possono fare il tutto esaurito in un lampo. Quindi se avete intenzione di fare un viaggio in Mongolia a luglio o agosto affrettatevi a prenotare!

Andare in Mongolia a Gennaio

3stelle

Andare in Mongolia a Febbraio

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Andare in Mongolia a Marzo

3stelle

Andare in Mongolia a Aprile

3stelle

Andare in Mongolia a Maggio

4stelle

Andare in Mongolia a Giugno

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Andare in Mongolia a Luglio

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Andare in Mongolia a Agosto

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Andare in Mongolia a Settembre

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Andare in Mongolia a Ottobre

3stelle

Andare in Mongolia a Novembre

3stelle

Andare in Mongolia a Dicembre

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Cosa vedere in Mongolia

Quando si organizza un viaggio in Mongolia, cosa vedere in Mongolia?

  • Ulan Bator, la capitale della Mongolia
  • Il Gurvan Saikhan National Park, nel deserto del Gobi
  • La statua di Chinggis Khaana a Tov
  • Amarbayasgalant Khiid, il monastero buddista a Selenge

Ulan Bator, lo Yang vibrante della Mongolia

Ulan Bator è la capitale della Mongolia, lo yang vibrante del paese. È una città in continuo cambiamento: il commercio pulsante, il traffico selvaggio, una controcultura Bohemien e la peccaminosa vita notturna costituiscono le mille facce della città. Cosa vedere nella Mongolia di Ulan Bator? Tra le prime tappe non può mancare il Palazzo d’Inverno, il luogo in cui l’ottavo Buddha vivente e ultimo re della dinastia Khan Jebtzun Damba Hutagt VIII (anche detto Bogd Khan) visse per ben 20 anni. Il palazzo venne risparmiato  dalla distruzione da parte dei russi, per motivi non chiari, e trasformato in un museo. Qui tra i cimeli esposti,  la Dichiarazione di Indipendenza della Mongolia dalla Cina nel 1911, la fa da padrona. Nel palazzo si scorge una preponderante presenza di trofei di caccia, poiché Bogd Khan era un assiduo seguace della vita selvaggia. Il Tempio-Museo di Choijin Lama, che è stata la casa di Luvsan Haidav Choijin Lama (‘Choijin’ è un titolo onorario dato ad alcuni monaci), Oracolo delle Mongolia e fratello di Bogd Khan. È costituito da 5 tempi. Il tempio principale  ospita le statue di  Sakyamuni (lo storico Buddha), Choijin Lama and Baltung Choimba (l’insegnante di Bogd Khan), i cui resti mummificati giacciono all’interno della statua. E infine Piazza Sükhbaatar, costruita in memoria di Damdin Sükhbaatar – eroe della rivoluzione – che dichiarò la definitiva indipendenza della Mongolia dalla Cina.

Gurvan Saikhan National Park, tra iconiche dune sabbiose e canyon di ghiacci

È il parco più popolare della Mongolia. Prende il nome dalle montagne che si estendono sul suo territorio, Gurvan Saikhan, tradotto  Le Tre Bellezze. Il parco giace nella parte nord del Deserto del Gobi. In questo parco vivono diverse specie rare di piante ed animali, tra cui l’elusivo leopardo delle nevi e il cammello del Gobi. Cosa vedere nella Mongolia del Gobi? Tra le mete turistiche per eccellenza si annoverano: le dune sabbiose, le più famose sono le Khongoryn Els (le Sabbie Canterine); e Yolyn Am, che ospita una gola ghiacciata stretta e profonda per la maggior parte dell’anno.

La statua di Chinggis Khaana, icona dell’Impero Mongolo

40 metri di puro acciaio inossidabile si ergono nella città di Tov e rappresentano il patriarca della Mongolia, Gengis Khan. È la statua equestre più alta del mondo. Si trova esattamente nel luogo in cui, secondo la leggenda, Gengis Khan trovò la Frusta D’Oro. La statua è volta ad oriente, verso il luogo di nascita di Gengis Khan. L ’edificio circolare sottostante è circondato da 36 colonne, ciascuna simboleggiante i 36 Khan della Mongolia che succedettero Gengis Khan.

Amarbayasgalant Khiid, magia senza tempo

Amarbayasgalant Khiid, noto come il “Monastero della tranquilla Felicità”, è il tempio buddista più famoso della Mongolia situato a Selenge, dedicato al grande Buddista Mongolo, capo spirituale della religione Buddista Tibetana e scultore,  Zanabazar. L’architettura è prevalentemente di Stile Manciuriano. Nonostante le restaurazioni da parte dell’UNESCO, il tempio continua a conservare quell’allure di naturale decadenza e sopravvento da parte di Madre Natura. È anche uno dei pochissimi monasteri che sopravvisse alle Purghe Staliniane.
deserto del gobi

Informazioni utili per un viaggio in Mongolia

Lingua & Religione

La lingua ufficiale della Mongolia è il mongolo, parlato dal 95% della popolazione. Nella parte occidentale del Paese sono molto diffuse le lingue turche. La lingua mongola moderna utilizza l’alfabeto cirillico, a differenza del passato che si utilizzava la scrittura mongola Hudum. La lingua russa è la lingua straniera più parlata in Mongolia.

La popolazione della Mongolia è per il 53% Buddista, seguita da un 39% di Atei.

Fuso Orario

La Mongolia presenta 2 fusi orari. Principalmente viene utilizzato il fuso orario della capitale della Mongolia. Il fuso orario ad Ulan Bator è UTC +8, 6 ore avanti rispetto all’Italia.

fuso orario +6

Valuta

Il Tughrik è la valuta ufficiale della Mongolia. Era storicamente suddiviso in 100 möngö (si pronuncia mungh), anche se oggi le monete in möngö non sono più in circolazione dato il loro basso valore.

1 Euro = 2902.4100 Tughrik 

Formalità valutarie: NON è consentito l’uscita dal Paese con una somma superiore a quella dichiarata in entrata.

tughrik

Visti

Per ottenere il visto per la Mongolia è richiesto il passaporto  con validità residua di almeno sei mesi. 

Dal 1° gennaio 2016 è necessario richiedere il visto di ingresso anche per soggiorni brevi di turismo. Per ottenerlo, bisogna rivolgersi all’Ambasciata di Mongolia a Roma, in Via Vincenzo Bellini 4. Il costo per un visto turistico si aggira attorno alle 60€.

Il visto per la Mongolia, anche quello turistico, può essere prolungato fino ad un max di 30 gg presentando richiesta al Dipartimento di Polizia di Zuun Ail in Ulan Baatar.

Vaccini

Non vi sono vaccinazioni obbligatorie, sebbene siano consigliate, previo parere medico, le vaccinazioni contro epatite A e B (molto diffuse nel Paese) e le vaccinazioni antidifterica, antitetanica e antipolio, contro il colera e la peste.

Evitare assolutamente il consumo di prodotti crudi o poco cotti, soprattutto pollame e uova. 

Trasporti

La rete ferroviaria che taglia il Paese è compresa nella Ferrovia Transiberiana che collega Mosca a Pechino, è molto più sviluppata della linea stradale però anche poco sicura. 

Il sistema locale di trasporti pubblici è affidabile e le partenze sono frequenti, ma gli autobus possono essere molto affollati. I conducenti raccolgono i soldi per le corse direttamente sull’autobus e generalmente hanno da cambiare. 

Ad Ulaanbaatar ci sono taxi ufficiali e non; che hanno una tariffa standard per km. Le compagnie taxi che vi segnaliamo sono: la City Taxi che ha una flotta di moderne Hyundai Accents gialle oppure la The Safe Taxi Company, di proprietà britannico-australiana fondata per offrire viaggi sicuri e affidabili. 

Se volete prendere una macchina e girare per il paese vi consigliamo: Drive Mongolia che  consente di guidare con una macchina di supporto al seguito. In questo caso dovete essere muniti di Patente Internazionale (Modello della Convenzione di Vienna del 1968), che è valida 3 anni ma nei limiti di validità della patente italiana già in possesso.


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