Viaggio in India con Rolling Pandas

Dall’India del Rajasthan e Varanasi all’India del Sud

Alla scoperta dell’India, un viaggio tra l’incanto e l’inganno

India, India, quante volte ti ho vista sulla cartina e ti ho sottovalutata!” cantano Elio e le Storie Tese. Quale incipit migliore per mettere a nudo l’enigma che è l’India. Dai monti glassati di neve alle spiagge calde e candide, dalle foreste dall’indole meditative e selvaggia allo stesso tempo ai deserti pianeggianti, dai templi tranquilli alle feste che emanano colori e odori che ti entrano dentro, dai piccoli villaggi illuminati a lanterne alle city che dominano il mercato del software. Una terra poliedrica e multidimensionale, che fa della sua diversità un vanto. Il mare in India coccola le sue coste chilometriche, il Golfo del Bengala accoglie le acque dei fiumi Gange (personificazione della Dea Ganga) e Brahmaputra, mentre l’Himalaya e il Deserto del Thar direzionano i monsoni, influenzando il clima di questa terra dai molteplici volti. All’India appartengono l’arcipelago delle Laccadive, costituite da atolli corallini, e le Andamane e Nicobare, di origine vulcanica.

L’India è divisa in 6 macro regioni:

  • L’Himalaya settentrionale, patria di numerosi monasteri, sulle cui pendici si rifugio il Dalai Lama quando il suo Tibet venne invaso dalle truppe della Repubblica Popolare Cinese.
  • Le Pianure Indiane in cui sorge la tortuosa India di Varanasi, definita la Capitale Spirituale dell’India.
  • L’ India Occidentale, l’affascinante Rajasthan, il cui territorio è percorso in parte dal Deserto del Thar e sormontato da palazzi principeschi oggi trasformati in alberghi di lusso, per turisti d’élite. E Mumbai, la capitale finanziaria per eccellenza e sede di una delle più importanti industrie cinematografiche dell’Oriente, Bollywood.
  • L’India del Sud, caratterizzata da templi Induisti spettacolari, foreste tropicali e lagune estese.
  • L’India Orientale, regione a prevalenza rurale, brulica di templi, ed è sede di una delle più famose metropoli dell’India, Calcutta.
  • L’India del Nord – Ovest, una regione remota caratterizzata da paesaggi lussureggianti alternati a piantagioni di Tè, note come Tea Garden.

L’India è la terra che ha dato i natali alla Civiltà della Valle dell’Indo che intratteneva fiorenti rapporti culturali e commerciali con la Mesopotamia e l’Antico Egitto. Nascono le prime forme di religione, il culto della Dea Madre e del Dio Shiva da un lato e il Giainismo dall’altro. Anche Alessandro Magno nel 520 a.C. con l’idea di espandere il suo Impero promosse una campagna per esplorare la Valle dell’Indo; ma giunti alle sponde del Fiume Ifasi (oggi Beas), a causa di labirinti monsonici, malaria ed elefanti d’assalto dei regnanti indiani, il suo esercito si rifiutò di proseguire oltre. Nell’India del Nord emerse e regnò egemone l’Impero Magadha soppiantato poi dalla Dinastia Maurya nel III secolo; il primo Impero ad unificare quasi tutto il subcontinente indiano. L’impresa di unificazione venne portata avanti dall’Impero Gupta, egemone nel periodo conosciuto come “l’età d’oro dell’India Antica”.  È nell’epoca dei grandi imperi che fiorino la scienza, l’ingegneria, l’arte, la letteratura, l’astronomia e la filosofia. Tra il X e il XII secolo nel territorio si susseguirono le invasioni da parte dei territori dell’Asia centrale. Il Nord dell’India passo sotto il dominio del Sultano del Delhi e poi dell’Impero Moghul.  Dal XVI secolo iniziano ad imporsi le prime colonie del vecchio continente – Portogallo, Paesi Bassi, Francia e Regno Unito. L‘India divenne così sede di importanti rotte commerciali e vasti imperi coloniali. Nel XVIII secolo venne annessa alla Compagnia Britannica delle Indie Orientali. Nella metà del XIX secolo venne colonizzata dal Regno Unito. Nel 1947, dopo una pacifica lotta per l’indipendenza guidata dal suo padre spirituale Gandhi, l’India divenne un moderno stato nazionale. Nel gennaio del 1950, l’India divenne finalmente una Repubblica, con una nuova Costituzione.

Quando andare in India

Il clima dell’India subisce la forte influenza del Deserto del Thar a Nord – Ovest e dell’Himalaya a Nord, la cui forza combinata genera un ciclo monsonico che nel corso del tempo ha avuto effetti sulla cultura e l’economia del territorio. Le stagioni indiane si dividono in:

Inverno, dura da dicembre a marzo. I mesi più freddi sono dicembre e gennaio, con temperature medie intorno ai 10-15 °C nell’India del Nord – Ovest. Le temperature tendono a salire verso l’equatore, con picchi intorno ai 20-25 °C nell’India del Sud e ad Est.

Estate, dura da aprile a giugno. Nell’India del Sud e nelle zona Ovest, il mese più caldo è aprile, nelle regioni dell’India del Nord è invece maggio. Nelle regioni centrali dell’india le temperature si aggirano tra i 32-40°. 

Monsone o stagione delle piogge, dura da luglio a settembre. Il periodo è dominato dal monsone estivo che attraversa lentamente tutta l’India alla fine di maggio/inizio giugno placandosi in ottobre.

Post-monsone o stagione autunnale, dura da ottobre a novembre. Nell’India del Nord generalmente questo periodo è caratterizzato da un clima sereno.

Il turismo in India è presente tutto l’anno. Ma il periodo migliore per un viaggio in India, essendo le condizioni climatiche profondamente differenti da regione a regione, va deciso in base ai luoghi che si vogliono visitare.

Gennaio, Febbraio e Marzo sono i mesi migliori per un viaggio nell’India del Sud, in particolare per rilassarti sulle spiagge di Goa, ammirare i templi Indù perduti e immergerti nella jungla urbana di Bombay. Puoi esplorare Delhi, l’iconica capitale dell’India. O ancora, potrai far visita alla coloniale Calcutta, dove i contrasti architettonici e sociali rendono meravigliosamente unico questo paese.

Aprile e Maggio. Questo periodo è caratterizzato da un caldo torrido, con temperature che toccano i 45°C. Si consiglia di visitare la regione del Sikkim, dove godersi un landscape montano d’eccellenza. O ancora nel Bengala Occidentale. E se sei amante del trekking ti suggeriamo un viaggio a Uttarakhand, dove potrai unire fitness e spiritualità. La regione è infatti meta di pellegrinaggi religiosi. 

In Giugno, Luglio, Agosto e Settembre, l’India è colpita dai potenti monsoni estivi, si rischia di imbattersi in veri e propri disastri naturali. È consigliabile pertanto come meta di viaggio l’India del Nord, una vera e propria oasi di freschezza, in cui imbattersi in un melting pot di culturale e tradizioni.

Da Ottobre fino a fine anno, finisce la stagione delle piogge e le temperature rientrano nella norma. In questo periodo puoi recarti dovunque, da ricordare solo che le zone di montagna la notte registrano temperature molto basse. Per gli amanti dell’avventura, questo è il periodo migliore per un viaggio  nell’India dell’Est, dove ci si potrà imbattere in territori inesplorati e praterie dimora dei rinoceronti. 

Andare in India a Gennaio

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Andare in India a Febbraio

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Andare in India a Marzo

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Andare in India a Aprile

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Andare in India a Maggio

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Andare in India a Giugno

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Andare in India a Luglio

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Andare in India a Agosto

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Andare in India a Settembre

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Andare in India a Ottobre

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Andare in India a Novembre

4stelle

Andare in India a Dicembre

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Cosa vedere in India

Lonely Planet ha stilato un elenco delle  “Top Experience”, ergo cosa visitare assolutamente in India. Tra le mete in classifica figurano: 

  • L’India Sacra di Varanasi
  • Il gioiello dell’India: Rajasthan
  • Il Mare dell’India
  • Agra

L’India Sacra di Varanasi, l’India dell’immaginario con il suo fascino e i suoi colori

Nota anche come Benares, Varanasi è in India la più antica forma di civiltà (risalente a circa 3500 anni fa). È la Città Sacra degli Induisti, meta di pellegrini il cui viaggio termina con l’immersione nel Sacro Fiume Gange almeno da 5 Ghat, scale che si gettano nelle sue acque, per lavare via i propri peccati, o per cremare i loro defunti e assicurargli il Moksha, ovvero la liberazione dal ciclo della rinascita.

Che cosa vedere a Varanasi?

Tra le tappe del tour non può mancare il tempio dedicato al Dio Vishveswara – Shiva, signore dell’universo,  noto come Golden Temple (il Tempio d’oro). La torre e la cupola del Tempio sono rivestite da ben 800 kg di rame dorato. Il Lingam, simbolo fallico che rappresenta Shiva, è contenuto nel Sancta Sanctorum. La tradizione narra che esso sia apparso all’interno del Tempio. Gli Indù, in particolari giorni sacri, sono soliti aspettare in fila per più di 48 ore per poter entrare nel tempio e porgere i loro omaggi a Shiva.

Sulla parte nord del Tempio sorge il Pozzo di Gyan Kupor, le cui acque, si narra, se bevute, guidano ad un livello spirituale più alto. Questo perché nelle sue acque è contenuto il Lingam di Shiva che fu nascosto nel Pozzo per essere protetto da Aurangzeb, imperatore della dinastia Moghul, noto per essere particolarmente avverso alla religione Indù.

I Ghat di Varanasi sono 84 scalinate, allineate lungo la sponda Ovest del Gange che si gettano nel fiume sacro, dove si narra che le anime dei defunti cremati sulle sue sponde possano sfuggire al ciclo della rinascita eterna. Dalla nascita del Sole fino al tramonto (l’ora della Puja), si può assistere ad una commistione di odori, suoni, immagini e sapori che ti trasportano in una dimensione onirica. Le migliaia di offerte votive di luce e fuoco (Ganges Aaarti) alla Dea Ganga sono accompagnati da canti, mantra, conchiglie e cimbali sonanti. Il Dashashwamedha Ghat è il principale ghat nonché uno dei più sacri di Varanasi.

Sulla sponda est del Gange sorge, il Forte Ramnagar, oggi Museo. Una fortezza che divenne sede dei Maharaja di Benares sin dal XVIII secolo. L’attuale Maharaja di Varanasi è solito seguire da qui, insieme alla sua famiglia, l’annuale rappresentazione lunga un mese del dramma di Ram Lila che si svolge nelle strade dietro al forte. È il luogo più bello da dove ammirare il tramonto del Sole sulle rive del Gange.

Quando andare a Varanasi?

Il periodo migliore per visitare Varanasi sono quello pre-monsone (aprile-maggio) e quello autunnale (ottobre-novembre).

Il gioiello dell’India: Rajasthan e i suoi palazzi fiabeschi

Il Rajasthan in India è lo Stato più imponente, il cui territorio si estende su gran parte delle vaste e inospitali distese del Deserto del Thar. Visitare il Rajasthan è come una corsa sulle sabbie del tempo. La capitale Jaipur è uno dei vertici del famoso Triangolo d’Oro, insieme alla mega metropoli di Delhi e agli angoli di Agra. Il Rajasthan è letteralmente la Terra dei Re, sormontata in ogni suo angolo da fortezze e palazzi che si ergono massicci dalle cime delle montagne. Il territorio è caratterizzato da pennellate di colori che catturano anche gli sguardi più distratti: il verde smeraldo, il giallo canarino, il rosso dei turbanti e dei sari.

Che cosa vedere nel Rajasthan?

Tra le prime tappe sicuramente non può mancare la capitale del Rajasthan, Jaipur. È stata definita la San Pietroburgo dell’India. V’è il Palazzo di Jaipur (City Palace), residenza dell’attuale Maharaja di Jaipur. È attorniato da numerosi cortili, il più famoso dei quali è il Pritam Niwas Chowk, noto come Cortile del Pavone. L’iconico Hawa Mahal (Palazzo dei Venti), un palazzo di cinque piani, la cui facciata in arenaria rosa comprende 593 finestre e nicchie finemente lavorate a merletto, le quali danno vita ad un alveare artistico. E infine il Jantar Mantar, l’osservatorio astronomico a cielo aperto i cui strumenti di osservazione sono completamente in pietra.

Jaisalmer, una fortezza di sabbia sotto il cielo desertico del Thar in cui antiche battaglie si sono combattute. È patrimonio mondiale UNESCO. Sorge su un crinale di arenaria gialla. La meta più ambita è l’antica Fortezza di Jaisalmer. A seguire v’è Fort Palace, la cui parte più famosa è la Rang Mahal (la stanza da letto del sovrano Mulraj II) tappezzata di specchi e dipinti. Non può mancare una visita spirituale ai Templi dedicati al culto del Giainismo, costruiti in arenaria gialla che al tramonto brillano di una luce accecante. E infine le setose e morbide Dune di Sam Sand, lunghe circa 2 chilometri. I vivaci tramonti mozzafiato e i proprietari dei cammelli che ti riconcorrono per offrirti una breve corsa danno alla regione un’atmosfera carnevalesca.

Forte Amber, pronunciata “Amer”, è una fortezza magnifica, di arenaria rossa e marmo che intrecciandosi le dona tonalità d’ambra e miele, ergo nota come Palazzo di Amber. Sorge su una collina scoscesa e osserva dall’alto la città di Amer. È stata la residenza dei Maharaja Rajput. Il palazzo è diviso in quattro sezioni, ognuna con un proprio cortile. Una particolare chicca del palazzo è la presenza nel terzo cortile del “fiore magico”, un pannello di marmo scolpito alla base di uno dei pilastri del Palazzo degli specchi, raffigurante due farfalle in bilico. Il fiore ha 7 disegni unici: una coda di pesce, una foglia di loto, un cobra incappucciato, una proboscide d’elefante, una coda di leone, una pannocchia di mais e uno scorpione, ognuno reso visibile nascondendo parte del pannello con le mani.

Quando andare nel Rajasthan?

Il periodo migliore per un viaggio nell’India del Rajasthan è la stagione dei monsoni, da giugno a settembre, quando i miraggi di oasi fresche diventano realtà.

Il mare dell’India: ritrovare il contatto con la natura e non solo

L’India è coccolata da 3 mari: il Mar Arabico, il Mare delle Laccadive e il Mare delle Andamane. Le candide spiagge, che circondano l’India del Sud, ospitano una selvaggia foresta di palme che si ergono imponenti, rendendo le spiagge delle piccole oasi di pace e relax nonostante la forte affluenza turistica. Goa è sicuramente la prima meta balneare, affaccia sul Mar Arabico, attrae in particolare turismo giovanile a causa dei numerosi rave party e locali notturni. Goa ha subito per 500 anni la dominazione portoghese, assorbendone profondamente le influenze e lo dimostra nel tipo di architettura coloniale che predomina nel territorio. Altra meta molto frequentata è Kerala, il cui litorale affaccia sul Mar delle Laccadive. È il luogo ideale per le immersioni. Nelle splendide lagune si alternano arenili di sabbia, formazioni rocciose e palme da cocco. Una delle località da visitare per gli appassionati di storia è Kappad, il luogo dove sbarcò Vasco de Gama nel 1498. E non possiamo dimenticare le Laccadive e le Andamane, arcipelaghi incontaminati e selvaggi. In particolare nelle Laccadive è possibile immergersi per ammirare una barriera corallina da sogno.

Il periodo migliore per un viaggio verso questi luoghi di relax e svago è da Gennaio a Marzo.

Agra e il magico allure del suo Taj Mahal

Agra è stata per secoli la capitale dell’Impero Moghul, dal XVI al XVIII secolo, con il nome di Akberabad. Sorge a ridosso del Fiume Sacro Yamuna. Sotto l’Impero Moghul la città visse la cosiddetta età d’oro. Akbar il Grande innalzò i bastioni torreggianti della Grande Fortezza Rossa (Lāl Qil’a), oltre al fatto di rendere Agra un centro di istruzione, arte, commercio e religione. Nel XIX secolo la città cadde sotto il controllo del Raj britannico, ovvero un governatore nominato dalla corona britannica per governare sulle colonie indiane in sua vece. Agra è anche il luogo di nascita della religione Dīn-i Ilāhī, fiorente sotto il regno di Akbar.

Che cosa vedere ad Agra?

La città di Agra ospita ben 3 siti patrimonio dell’UNESCO: il Tāj Mahal, la Fortezza di Agra e Fatehpur Sikri. Il Taj Mahal è una delle mete viaggio più ambite. Letteralmente  Luce del Palazzo,  venne eretto da Shāh Jahān della Dinastia Moghul, come Mausoleo in memoria della sua amata consorte Mumtāz Mahal. Il poeta Rabindranath Tagore lo definisce “una lacrima sul volto dell’eternità”. Quando le fontane dei giardini non zampillano, il Taj Mahal si riflette vividamente nelle acque.

La Fortezza di Agra è stata per molto tempo la residenza della Dinastia Mughal. È conosciuta come Città Murata, con un perimetro di 380 mila m2 e mura alte 21 m. Una chicca per gli appassionati di Sir Conan Doyle: la fortezza ha giocato un ruolo chiave nel mystery di Sherlock Holmes, Il Segno dei Quattro.

Fatehpur Sikri è una città nel distretto di Agra, fondata come capitale dell’Impero Mughal dall’imperatore Akbar. Il nome Fatehpur significa letteralmente Città della Vittoria. Durante l’occupazione britannica di Agra, la città divenne il centro amministrativo dell’impero coloniale britannico. L’architettura è una commistione di stili indu e islamico. La caratteristica di questa tipologia di palazzi “moghul” è il fatto che non sono attraversate da strade e vicoli, ma da terrazze con edifici individuali ognuno con una funzione specifica.

E poi ci sono i vivaci Chowk, i mercati tipici del territorio. Una fusione di odori, sapori e colori che rende il passaggio in questo mercato un’esplosione dei sensi. Il tutto è accompagnato da orde di Rickshaw che sfrecciano per le periferie di Agra, bagarini, guide non ufficiali, venditori di souvenir che ti ricordano che ogni mondo è paese.

Quando andare ad Agra?

Il periodo migliore per un viaggio tra le meraviglie di Agra è da Gennaio a Marzo e da Ottobre a Dicembre, quando le temperature si aggirano in media sui 26°C e la stagione delle piogge è lontana.

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Informazioni utili per un viaggio in India

Lingua & Religione

L’India è la Babele dei tempi odierni, 24 lingue ufficiali e ben 2000 forme dialetti. Ma la Costituzione indiana ha proclamato l’Hindi e l’Inglese le lingue ufficiali per il governo nazionale. 

Anche sul fronte religione, diverse sono le credenze e le pratiche culturali. L’Induismo è la religione più professata, con ben 81.3% di seguaci, seguita da quella Musulmana con un 12%, Cristiana 2.3%, Sikh 1.9% e altri gruppi (Inclusi Buddisti, Jainisti e Parsi) 2.5%.

Fuso Orario

Il fuso orario in India è UTC+5:30, 4 ore e mezza avanti l’Italia. Una piccola postilla, l’India non adotta l’ora legale.

fuso orario +4

Valuta

La valuta indiana è la Rupia indiana (INR). È suddivisa in 100 paisa. Ogni taglio è contraddistinto da un colore particolare. Le monete in circolazione sono da 25 paise, 50 paise, 1 Rupia, 2 Rupie e 5 Rupie. 1€ vale circa 81 rupie.

rupia indiana

Visti

Il passaporto deve avere validità residua di almeno sei mesi e bisogna avere un visto d’ingresso. Il visto per l’India si richiede a Milano, in via Marostica, 34 presso l’Indian Visa Outsourcing Centre, con tempi di consegna di circa una settimana.

Tuttavia per visitare paesi come Sikkim e zone remote di Stati come l’Uttar Pradesh occorre richiedere il “Protected Area Permit” (PAP), rilasciato dal Ministero degli Interni.

Vaccini

I viaggiatori italiani non sono obbligati a sottoporsi ad alcuna vaccinazione per l’India. Si consiglia comunque di rivolgersi al proprio medico per approfondimenti.

Trasporti

I mezzi di trasporto locali comprendono autobus, taxi, risciò, tonga (carri trainati da cavalli). Sui taxi può esserci il tassametro ma lo troverete funzionante solo in pochissime città. La forma di trasporto più facilmente fruibile è noleggiare un’auto con autista.


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