Viaggio in Bolivia con Rolling Pandas

Dalle Capitali della Bolivia a Salar de Uyuni

Il Titicaca, grande lago tra Perù e Bolivia, e Salar de Uyuni

Se dico Bolivia, dico: Salar de Uyuni, il lago salato più grande al mondo; avventure fuori pista lungo la Strada più pericolosa del mondo in Yungas; panorami mozzafiato che si riflettono nel Lago Titicaca, il più grande lago tra Perù e Bolivia; rifugi spettacolari tra le rupestri montagne boliviane; cultura festosa in cui non possa mese senza parate celebrativi di qualche data importante o divinità; filetto di lama, magari accompagnato da un bicchiere di vino Tarija novello o da una coca artigianale o birra a base di quinoa.

La capitale della Bolivia è, in realtà sono, 2: La Paz, capitale governativa, e Sucre, capitale legislativa. La Bolivia prende il nome dal suo fondatore, il Libertador Simon Bolivar.
Occupa la parte centro ovest dell’America del Sud, a cavallo delle Ande, e risulta cinta da: Argentina, Paraguay, Cile, Perù e Brasile. Per tale motivo non ha sbocco sul mare, se non si contano i 99 anni durante i quali il Perù gli concesse l’uso del porto di Ilo.
La Bolivia è costituita da 2 regioni morfologicamente distinte:

  • La Regione Andina occupa un terzo del territorio. La vasta ed elevata parte centrale compresa tra il lago Titicaca e il punto d’incontro dei confini argentino e cileno. È a sua volta divisa in 3 zone:

La vasta zona depressa dell’altopiano, tra cui il più importante è l’Altopiano Boliviano, con i suoi colori rupestri, compreso tra il Lago Titicaca, il più grande lago tra Perù e Bolivia, e il Lago Poopo.
La Cordigliera Occidentale, che fa da orlo alle Ande nella parte ovest, su cui si elevano diversi crateri vulcanici.
La Cordigliera Orientale, il cui tratto settentrionale, fino alla valle del Río La Paz, prende il nome di Cordillera Real. Nella parte più settentrionale presenta numerosi ghiacciai.

  • Le Pianure Orientali occupano i due terzi della Bolivia, nelle basse regioni orientali. Sono costituite da:
    Le Pianure del Rio Beni e Rio Mamoré, attraverso cui scorrono i due principali fiumi amazzonici che appartengono alla Bolivia.
    L’Altopiano di Chiquitos e di Velasco, interrotta qua e là da sierras che raggiungono anche i 1200 metri di altitudine. Il suolo poco permeabile, coperto da materiali detritici e alluvionali, genera spesso delle paludi, come gli estesi Bañados del Izzog.
    Il Chaco Boliviano, zona nord del Gran Chaco, dove si trova la foresta tropicale secca più estesa al mondo.

A sud del Lago Poopo, la regione dei laghi salati della Bolivia. Ricordiamo il Lago Coipasa e il grande Salar de Uyuni, un esteso bacino idrico che nella stagione secca evapora facendo risalire il più grande deserto di sale della Bolivia e del Mondo, di un bianco accecante.

 

Un po’ di storia…


Numerose le civiltà che fiorino in Bolivia, soprattutto nella regione andina. La più importante è quella Tiwanaku che si sviluppò sulle sponde a sud del Lago Titicaca tra il II secolo a.C. e il XIII secolo.
Gli Inca nel XV secolo espansero il loro dominio sui territori della Bolivia. Furono una delle più importante civiltà precolombiana, arrivando a costruire un vasto impero nell’altopiano andino. L’impero Inca venne sottomesso dal Conquistador Francisco Pizarro, facilitato anche dalle lotte intestine per il potere. Inizialmente il loro scopo era trovare la terra dell’oro, nota come Biru, l’attuale Perù. Nella conquista della Bolivia, Pizarro non ebbe troppi ostacoli sul suo cammino e questo spinse i nativi a ribellarsi e continuare a farlo periodicamente durante il periodo coloniale. I primi 2 decenni della dominazione spagnola furono testimoni di una guerra civile che ebbe luogo in Alto Perù (Charcas), l’attuale territorio montagnoso boliviano, tra Pizarro e Almagro. Il territorio nord della Bolivia era sotto il controllo di Pizarro, mentre quello sud sotto Almagro. Il conflitto terminò con la vittoria di Almagro che conquistò Cusco e represse la rivolta degli Inca. Nel 1548 la Spagna fondò la città di La Paz, che divenne un importante centro di commercio e di trasporto. La conquista e la colonizzazione delle pianure boliviane fu invece molto più complessa. La regione del Chaco rimase per esempio una zona calda tra le forze coloniali, tanto che il popolo degli Indios riuscì a mantenere un diretto controllo degli spagnoli.
Al calar del XVIII secolo, i creoli – discendenza spagnola nata nel nuovo mondo – assunsero un ruolo attivo nell’economia, soprattutto nel settore minerario e agricolo. Il problema delle alte barriere stabilite dalla corona spagnola in tema di politica mercantile, il fatto che tutti i posti amministrativi venivano assegnati solo ai nativi spagnoli, nonché i profondi cambiamenti culturali, retaggio dell’illuminismo e della rivoluzione francese, contribuirono a generare il malcontento dei creoli nei confronti della Spagna.
Nonostante le barriere poste dall’inquisizione spagnola, le idee progressiste di personaggi come Machiavelli, Franklin, Rousseau non tardarono a giungere nel territorio della Bolivia, influenzando particolarmente il pensiero dei creoli.
L’indebitamente durante le guerre napoleoniche da parte della Spagna aumentò ulteriormente il sentimento negativo dei creoli nei confronti della corona. Il tutto sfociò in alcuni conflitti che si generarono nell’Alto Perù, tra il 1808 e 1810, che posero le basi del cammino verso l’indipendenza. Nell’agosto 1825, la Bolivia divenne finalmente una repubblica autonoma e prese il nome dal suo fondatore Simon Bolivar. Nell’ottobre del 1880 venne introdotta la Costituzione.
Alla fine del XIX secolo la Bolivia era in conflitto con quasi tutte le Nazioni confinanti, per motivi di confine e per lo sfruttamente delle risorse minerarie e forestali. La più importante lotta fu la Guerra del Pacifico, tra la Bolivia e il Perù da un lato e il Cile dall’altro. La Bolivia ne uscì sconfitta perdendo l’accesso al mare nel territorio del Perù.
Durante la prima metà del XX secolo, la Bolivia non prese parte al primo conflitto mondiale, ma fece scoppiare il primo conflitto moderno del continente americano, la Guerra del Chaco contro il Paraguay. Il conflitto portò al potere un governo militare con un forte ascendente nazionalista. Internamente la situazione era invece ancora caotica, i Baroni dello Stagno controllavano le sorti dell’intera economia nazionale. Loro portarono alla destituzione del governo militare e alla costituzione di un governo pro USA, che li spinse ad affiancare gli Stati Uniti durante il secondo conflitto mondiale.
Nel ‘52, in Bolivia si ebbe il secondo avvenimento più importante nella storia del paese, la rivoluzione ad opera del Movimento Nazionalista Rivoluzionario. Si instaurò il suffragio universale, le miniere furono nazionalizzate e l’anno dopo si decretò la riforma del settore agrario. L’opinione pubblica è del parere che solo in quel momento la Bolivia uscì definitivamente dal periodo feudale che aveva caratterizzato la gran parte della storia del paese.
La seconda metà del XX secolo la storia della Bolivia è caratterizzata da un susseguirsi di colpi di stato, come la famosa guerriglia del Che nel Dipartimento di Santa Cruz. O ancora il piano continentale di repressione e assassinio degli oppositori politici denominato Plan Condor, ad opera di Bolivia, Cile, Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay.
Solo con il governo democratico di Siles Zuazo, per la Bolivia si aprì finalmente un periodo di stabilità politica che dura tutt’oggi.

Bolivia, quando andare?

La Bolivia occupa un grande spazio in termini di latitudine e per tale motivo presenta zone climatiche tra le più diverse: climi continentali e temperati, climi mediterranei, climi tropicali.

Nella regione andina il clima è differente tra nord e sud. Nella zona settentrionale il clima è tendenzialmente umido con temperature medie annue che si aggirano sotto i 10°C. Il settore meridionale è più secco, tendente al desertico.

La zona tropicale nell’est della Bolivia presenta due settori climatici. A nord il clima è tipico amazzonico, con una breve stagione secca e temperatura che variano tra i 22 e 26 °C. La parte sud ha un clima più mite e secco, con temperature tra i 20 e i 22° C. Le maggiori escursioni termiche del tropico boliviano avvengono in questo settore: temperature massime che superano i 35 °C e minime anche sotto agli 0 °C.

 

Sostanzialmente teniamo in considerazione 3 stagioni quando programmiamo un viaggio in Bolivia:

  • l’alta stagione, da Maggio ad Ottobre. Il meteo della Bolivia segna giornate soleggiate in tutto il territorio, ma temperature più fresche nella regione dell’altopiano. Questo è il periodo migliore per un viaggio in Bolivia fatto di scalate, trekking e mountain bike.
  • la stagione spalla, da Ottobre a Novembre. È il periodo migliore per un viaggio in Bolivia alla volta di Salar de Uyuni.
  • la stagione bassa, da Novembre ad Aprile. È la stagione delle piogge, quindi meno scampagnate e avventure all’aperto. Ma è un ottimo periodo per scoprire le tradizioni di un popolo. Molti sono infatti i festival religiosi e culturali nel periodo. 

 

In linea di massima il periodo migliore per un viaggio in Bolivia va da aprile ad ottobre. Preferite in particolare i periodi aprile-maggio e settembre-ottobre, quando le temperature durante la notte non scendono troppo sotto lo zero e le giornate sono soleggianti.

 
 

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Bolivia, cosa vedere?

Per un viaggio in Bolivia, le destinazioni che vi consigliamo assolutamente di raggiungere sono: 

  • Salar de Uyuni, il più grande lago di sale del mondo
  • La Capitale della Bolivia
  • Il Titicaca, il grande lago tra Bolivia e Perù
  • Le città principali della Bolivia

Salar de Uyuni: il cielo blu, il pavimento bianco e il tuo riflesso

Salar de Uyuni è il lago salato della Bolivia/ deserto di sale della Bolivia più vasto del mondo. 12 mila metri quadrati di distese bianche di sale che si elevano a quasi 4mila metri di altitudine.

Quando un leggero strato d’acqua affiora nel bacino, riesci a vedere perfettamente le nuvole riflesse sulla superficie, l’altopiano e il cielo e l’orizzonte sembra quasi scomparire. Attraversare questa distesa ti dona una sensazione di surreale viaggio tra le nuvole, nel cielo azzurro della Bolivia.

Per la presenza massiccia di sale, Salar de Uyuni è il centro di estrazione e raccolta di sale per eccellenza. 20 mila tonnellate circa di sale all’anno, 18 dei quali sono destinati al consumo umano. E sotto la superficie si contano massicci depositi di litio che potrebbero alimentare l’economia della Bolivia per i prossimi 100 anni.

 
 

La Capitale della Bolivia, da La Paz a Sucre

La Bolivia presenta una particolarità: possiede 2 capitali. La Paz è la capitale governativa della Bolivia, mentre Sucre è la capitale legale.

 

La Paz è situata in una stretta vallata cinta dall’altopiano boliviano, a circa 4000 metri sul livello del mare. Il paesaggio è dominato dai picchi innevati delle Ande, il più alto dei quali è il Nevado Illimani con i suoi 6000 metri e passa di altezza.

La città nacque come avamposto commerciale lungo il tragitto da Potosí a Lima, dove transitavano i convogli carichi d’argento che poi venivano caricati nelle stive dei galeoni nel porto di El Callao.

Tra il novero delle destinazioni turistiche, anche i suoi numerosi mercati sono diventati un’attrazione. Non possiamo non menzionare per esempio il Mercado Negro e quello della Hechiceria, altrimenti noto come “mercato degli stregoni”, Los Brujos. Dove sono in vendita erbe e intrugli vari ai quali la credenza popolare attribuisce effetti curativi.

 

Sucre sorge in una valle dell’altopiano boliviano a circa 3000 metri sul livello del mare. La città fu fondata nel 1500. Il titolo di capitale è sin dalle origini connesso alla limitrofa città di Potosì, la città più importante della Bolivia per l’estrazione e la produzione di argento. È la città in cui venne proclamata l’indipendenza, pertanto è il cuore simbolico della città. 

Denominata “Sucre la bianca” per la sua architettura coloniale quasi del tutto mantenuta nel centro storico, sfoggia gloriosi edifici pennellati di bianco che nascondono graziosi patii. tanto che nel 1991 venne nominata Patrimonio dell’UNESCO. 

è il centro culturalmente più importante della Bolivia. Sia la città che la sua università godono della reputazione di essere punti cardine dello sviluppo del pensiero progressista in tutto il paese.

 
 

 

Lago Titicaca: Copacabana e la Isla del Sol

Ad un’altitudine di oltre 3000 metri, si trova il Titicaca, il grande lago tra Bolivia e Perù. Il colore blu intenso delle sue acque lo rendono agli occhi umani una bellezza appariscente. Il Titicaca è la terra natia dei popoli Quechua, Aymara, Uros, Pacajes, e Puquinas, nonché il fondamente di importanti civiltà preispaniche come gli Inca. 

Il suo nome deriva dall’isola chiamata Intikjarka, che deriva a sua volta da due parole aymara e quechua: Inti, Sole, e kjarka, masso rupestre.

 

Sulla costa occidentale, si affaccia Copacabana. È stato il luogo in cui fiorì la cultura Tiahuanaco che si espanse in tutta l’area. Si pensa che Copacabana appartenesse a questo impero, che è il primo grande impero nel territorio andino.

A Copacabana si trova la basilica di Nuestra Señora de la Candelaria, in cui è contenuta l’immagine della Virgen de la Candelaria – nota come Virgen de Copacabana o Virgen negra – venerata in tutto il Sud America.

Copacabana è una località che presenta paesaggi suggestivi, che vive di turismo ed è anche il punto da cui ci si imbarca per raggiungere la Isla del Sol, isola sacra alla civiltà Inca. 

 

Isla del Sol, è oggi popolata da un migliaio di indigeni quechua e aymara ed è piena di testimonianze della civiltà Inca. Tra queste quelle di un santuario dedicato al dio del sole, Inti. 

Il suo nome antico era Roccia di Puma, in realtà non è un puma, ma una specie di gatto. Il nome Titicaca significa infatti gatto di pietra in lingua aymara. La Pietra, secondo le teorie, svolge un ruolo sacro. Di solito le guide locali consigliano di toccarla per captare le energie positive. Il masso avrebbe la forma del gatto accovacciato.

Una delle leggende del luogo narra che dal lago, in prossimità dell’isola, uscirono Manco Cápac e Mama Ocllo per fondare la città di Cusco, sede ancestrale dell’Impero Inca.

 
 

Le città principali della Bolivia: da Potosì a Tupiza

I conquistador non riuscirono mai a trovare la loro El Dorado, ma in compenso si imbatterono in Potosì e la sua Cerro Rico, una collina ricca di argento. Sul primo stemma della città, compare una citazione che riassume la ricchezza spagnola: “Sono la ricca Potosí, tesoro del mondo… E l’invidia dei Re”. La città venne fondata nel 1545 e subito le sue miniere d’argento vennero sfruttate, divenendo il motore delle banche spagnole. 

Durante gli anni del boom economico, quando il metallo sembrava inesauribile, Potosì divenne la città più grande e più ricca delle Americhe.

Ma non dimentichiamo il resto di Potosí, fatta di grandiose chiese e decorazioni risalenti all’architettura coloniale. 

 

Tupiza sorge nel territorio anticamente appartenuto al popolo chichas. Una spettacolare campagna da Far West, fatta di pendii costellati di cactus e rocce erose arcobaleno tagliate da quebradas ghiaiose (ravine asciutte). Attraverso questo territorio potrai partite per un’avventura da cowboy alla  Butch Cassidy e Sundance Kid, o farti strada sulla via secondaria verso il Salar de Uyuni.

 
 

 

bolivia quando andare

Informazioni utili per un viaggio in Bolivia

Lingua & Religione

Le lingue parlate in Bolivia sono:

lo spagnolo,  il portoghese,  l’inglese,  il quechua,  l’aymara  e il guaraní.

 

La Costituzione boliviana riconosce la libertà di culto.

La maggior parte della popolazione è cattolica (78%), i protestanti/evangelici sono il 16% e circa il 3% aderisce ad altri movimenti cristiani, popolari nei quartieri periferici delle città.

Fuso Orario

La Bolivia adotta il fuso orario UTC -4. 

Non esiste l’ora legale. 

Rispetto all’Italia è 6 ore indietro.

 

fuso orario -6

Valuta

La valuta ufficiale della Bolivia e il Boliviano (BOB).

È diviso in 100 centavos. 

 

1€ = 8.054 BOB.

 
cuba-peso

Visti

Passaporto: necessario, con validità residua di almeno 6 mesi al momento dell’ingresso. Necessario biglietto di andata e ritorno.

Visto di ingresso: non necessario, fino a tre mesi di permanenza nel Paese.

 

Vaccini

Le vaccinazioni  obbligatorie in Bolivia sono quella contro la febbre gialla per tutti i viaggiatori  provenienti da Paesi a rischio di trasmissione della malattia o che abbiano transitato in un Paese dove la malattia è endemica e per i viaggiatori che si recano in località dove la malattia è endemica: Chuquisaca, La Paz, Cochabamba, Tarija, Santa Cruz, Beni e Pando.

 

Trasporti

L’aereo all’interno della Bolivia non costa molto ed è il modo più veloce e affidabile di raggiungere le località più remote.

Per chi vuole godersi la campagna tra una città e l’altra è suggerito il camion, un mezzo di trasporto largamente utilizzato dai campesinos. Costa circa la metà rispetto all’autobus, ma potrebbe essere più faticoso.

Per visitare le isole sul lago Titicaca si può usare una lancia o una barca a remi o acquistare un posto in un tour.

Per i ciclisti che amano l’avventura su strade in pessime condizioni, terreni scoscesi, altitudini elevate, la Bolivia è un paradiso.

 
 


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