Viaggio in Argentina: Perito Moreno, la Terra del Fuoco e la Patagonia argentina

Tango, Gaucho, Fùtbol e non solo

Bella, intensa e provocatoria, l’Argentina sa affascinare. Appena arrivi a Buenos Aires ti sembra quasi di essere a bordo di un treno in corsa. Una moderna metropoli, ravvivata dagli affaccendati cafè e Parrillas (grill house) a bordo strada, e dai silenti parchi tappezzati di violacei petali di jacaranda, quando giunge la Primavera. Dalle sorprendenti facciate di pietra degli inizi del XX secolo, e dal susseguirsi di librerie, boutique creative e ristorantini gourmet.

E non dimentichiamo che un viaggio in Argentina è anche un itinerario tra le meraviglie naturali custodite in questo territorio che si estende dal Ghiacciaio Perito Moreno alla insulare Terra del Fuoco. Dalle poderose Cascate Iguaçu nella regione subtropicale a nord all’impetuoso avanzare del Perito Moreno nel sud. Ma un viaggio in Argentina  significa anche scoprire ricche zone umide, un deserto rugginoso, laghi di un blu intenso, foreste valdesi coperte di licheni e steppe aride della Patagonia argentina. Anche la fauna è molto variegata: pinguini, fenicotteri, capibara, formichieri, balene, greggi di Lama Guanaco. 

E con un viaggio in Argentina va da se che un giro di tango è d’obbligo. Il tango è forse il più importante contributo che l’Argentina ha dato al mondo. Questa danza sensuale è stata descritta come “fare l’amore in posizione verticale”.

 

Un viaggio nella Patagonia argentina, da Perito Moreno alla Terra del Fuoco

L’Argentina viene morfologicamente divisa in 4 aree:

le pianure fertili della Pampa nel centro del paese, fonte del benessere agricolo dell’Argentina; 

il plateau della Patagonia a sud fino alla Terra del Fuoco

le piane subtropicali del Gran Chaco a nord;

la catena delle Ande al confine occidentale con il Cile.

Le Ande argentine sono dimora delle montagne più alte del Sud America, come l’Aconcagua, quasi 7 mila metri sul livello del mare. La regione è anche sede di bacini idrici ormai prosciugati, colline ricche di vigneti, montagne di ghiaccio. In questa zona è presente anche mezza Regione di Los Lagos, che deve il suo nome alla presenza massiccia di laghi glaciali scavati nelle montagne. Nelle Ande argentine inoltre, sono presenti ben 28 vulcani considerati attivi.

Nella parte sud dell’Argentina v’è la Patagonia. argentina Una combo di steppe con inverni freddi e piovosi e steppe desertiche con deserti freddi e regioni glaciali caratterizzano la Patagonia argentina. Al confine con il Cile, si trova il Parco nazionale Los Glaciares, costituito da circa 300 ghiacciai che fanno parte della calotta di ghiaccio della Patagonia argentina. 13 di questi ghiacciai alimentano i laghi della regione. Il ghiacciaio Upsala è il più grande in Sud America e può essere raggiunto solo via mare. Come estensione, il ghiacciaio Upsala è seguito dal Perito Moreno, che si riversa sul Lago Argentino, dove forma una diga naturale del lago. Vette frastagliate composte di granito comprendono il Cerro Chaltén, il Cerro Torre e il Cerro Pináculo.

Nel centro sud dell’Argentina si trovano catene montuose più piccole che attraversano la nazione e dividono la Patagonia argentina dalla Pampa nord-orientale.

Alcuni altopiani occupano la regione ad est delle Ande argentine settentrionali e si estendono ad est fino alla città di San Miguel de Tucumán.

In Argentina, tranne nella zona Nord-Est, ci sono pochi grandi fiumi e molti sono a regime stagionale. I principali sono: Pilcomayo, Paraguay, Colorado, Río Negro, Uruguay e il più grande tra tutti, il Paraná.

Ci sono diversi grandi laghi in Argentina, molti di questi sono situati in Patagonia. Tra questi: i laghi Argentino e Viedma nella provincia di Santa Cruz e il Mar Chiquita, il più grande lago di acqua salata del paese.

L’Argentina presenta circa 5 mila chilometri di litorale costiere che varia tra aree con dune di sabbia e scogliere. Le placche continentali in questa parte del territorio sono particolarmente ampie, tant’è che questa area dell’Atlantico è poco profonda e viene chiamata Mar Argentino. Le acque sono ricche di pesci e si sospetta che conservino importanti risorse di idrocarburi.

Un po’ di storia…

Il nome  Argentina deriva dal latino argentum (argento) ed è associato alla leggenda della Sierra del Plata, comune tra i primissimi esploratori provenienti dal vecchio continente.

I primi segni di civiltà in Argentina si svilupparono  attorno al primo secolo d.C. nella regione delle Ande occidentali. Erano civiltà basate sul mais. Nel 1400, l’Impero Inca, sotto l’imperatore Pachacutec, lanciò un’offensiva e conquistò l’attuale parte nord-occidentale dell’Argentina, integrandola in una regione chiamata Collasuyu. Nell’area nord-orientale, i Guaraní svilupparono una coltura basata sulla yucca e la patata dolce. Le aree centrali e meridionali (Pampa e Patagonia argentina) vennero dominate da culture nomadi, unificate nel XVII secolo dai Mapuche.

I primi esploratori provenienti dal vecchio continente furono il portoghese Gonçalo Coelho ed il fiorentino Amerigo Vespucci. Nel 1527 viene fondato il forte di Sancti Spiritu, primo insediamento spagnolo, creato dal velista italiano e Capitano Generale della Spagna Sebastiano Caboto, sulle rive del fiume Paranà. Pochi anni più tardi, Pedro de Mendoza fondò una prima volta Buenos Aires, con il nome di Ciudad del Espíritu Santo y Puerto Santa María del Buen Ayre. Nel 1600 viene istituita la provincia di Buenos Aires, facente parte all’epoca del Vicereame del Perù, che nel XVIII secolo verrà elevata al rango di Vicereame del Río de la Plata, con capitale Buenos Aires. Nel 1806-1807 l’Impero britannico lanciò due invasioni contro Buenos Aires, ma la popolazione creola respinse entrambi gli attacchi.

Nei primi decenni dell’800, dopo la conferma delle voci circa la detronizzazione di re Ferdinando VII da parte di Napoleone, i cittadini di Buenos Aires sfruttarono la situazione a proprio vantaggio e crearono la Prima Junta di Governo (Rivoluzione di Maggio). La formale indipendenza dal regno di Spagna viene dichiarata il 9 luglio 1816 a Tucumán. L’anno successivo, il generale José de San Martín attraversò le Ande per liberare Cile e Perù, eliminando così la minaccia spagnola. Centralisti e Federalisti si trovarono in conflitto fino a quando nel 1853 venne istituita l’unità nazionale e promulgata la Costituzione centralista, fissando la capitale a Buenos Aires. Nel luglio 1859 fu finalmente riconosciuta l’indipendenza dell’Argentina, ma in seguito iniziò anche la guerra civile tra gli aspiranti alla presidenza, che portò al governo Bartolomé Mitre.

La politica estera Argentina fu per molto tempo di matrice isolazionista, sino alla fine del XIX secolo quando salì alla presidenza dello Stato Julio Argentino Roca. Questi in un periodo di 6 anni adottò una politica vicina ai paesi oltremare, aprendo le frontiere e dando la possibilità a milioni di immigrati del vecchio continente di giungere in Argentina in cerca di lavoro.

Nel 1946 la presidenza passa nelle mani del generale Juan Perón, che cercò di dare più potere alla classe lavoratrice e aumentò notevolmente il numero di lavoratori sindacalizzati. I seguaci di Perón acclamavano i suoi sforzi per eliminare la povertà e dare maggiore dignità al lavoro, mentre i suoi oppositori politici, rappresentati dall’oligarchia, lo hanno considerato un demagogo e un dittatore. Diede vita al movimento politico conosciuto come peronismo, che si proponeva come una terza via fra il capitalismo e il socialismo. Perón costruì la sua immagine anche grazie all’aiuto della moglie, Evita. Tra gli anni 1950 e gli anni 1970 l’economia crebbe sensibilmente e il tasso di povertà si abbasso altrettanto.

Tra la fine degli anni ‘70 e l’inizio degli ‘80 le forze armate detennero il potere per mezzo di una giunta auto incaricatasi del cosiddetto Processo di Riorganizzazione Nazionale. Il governo militare represse ogni opposizione, utilizzando metodi ilegali, dando inizio alla Guerra sporca. In questo periodo, 30.000 persone scomparvero creando il fenomeno dei desaparecidos. Le persone venivano sequestrate o arrestate e deportate in centri clandestini di detenzione, torturate e molto spesso uccise. 

La democrazia venne ripristinata nel ‘83. Il governo radicale di Raúl Alfonsín stabilì il controllo civile delle forze armate e consolidò le istituzioni democratiche.

 

Argentina: quando andare?

L’Argentina è soggetta a una grande varietà climatica. In linea di massima il clima è prevalentemente temperato. A nord,  il clima è subtropicale (estati molto calde e umide ed inverni miti e secchi). Il centro dell’Argentina presenta estati calde con notevoli temporali. Più ad ovest in estate la regione è soggetta a imponenti grandinate. Gli inverni sono invece freschi. A sud dell’Argentina le estati sono fresche e gli inverni freddi con forti nevicate, soprattutto nelle zone montane. Le vette più alte sperimentano dovunque condizioni più rigide, polari. 

I principali venti dell’Argentina sono: il freddo Pampero, che soffia sulla Patagonia argentina e la Pampa; il Viento Norte, un vento caldo che può soffiare da nord nella seconda parte dell’inverno, creando condizioni miti; e il Zonda, un vento caldo e secco che influenza l’Argentina centro-occidentale. 

Le regioni meridionali, in particolare l’estremo sud, sperimentano lunghi periodi di luce solare da novembre a febbraio (fino a diciannove ore), e notti lunghe da maggio ad agosto. 

Se si opta di andare nella zona a nord dell’Argentina il periodo migliore per visitarlo è il loro inverno, nei mesi da giugno a settembre, meno piovosi e più freschi.

Per un tour delle regioni del sud dell’Argentina, compresa Patagonia e Terra del Fuoco, i mesi migliori sono quelli della loro estate, da dicembre a febbraio, quando le temperature sono un po’ più accettabili e non troppo rigide.

Se si sceglie di visitare la zona centrale, compresa la zona di Buenos Aires, le temperature sono accettabili tutto l’anno. Le punte massime (fino a 30° C) si registrano d’estate, da dicembre a febbraio. Mentre durante l’inverno (da giugno a settembre) le temperature si aggirano intorno ai 10° gradi C. mentre le piogge sono in calo.

 

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Viaggio in Argentina, cosa vedere?

Durante il vostro viaggio in Argentina e Patagonia queste destinazioni non potranno di certo mancare nel vostro itinerario dell’Argentina:

 
  • Il Ghiacciaio Perito Moreno nel Parque Nacional Los Glaciares
  • le Cascate Iguaçu
  • la città di Mendoza
  • la capitale Buenos Aires

Perito Moreno, il ghiacciaio in movimento

Il Perito Moreno è un ghiacciaio situato nel Parco nazionale Los Glaciares, nella parte sud-occidentale. È una delle più importanti attrazioni turistiche della Patagonia argentina. Il ghiacciaio deve il suo nome all’esploratore Francisco Moreno, un pioniere che studiò la regione nel XIX secolo. 

La particolarità del Perito Moreno è che è un ghiacciaio in movimento. Il movimento è dovuto all’esistenza, alla base del ghiacciaio, di una sorta di cuscino d’acqua che lo tiene staccato dalla roccia. Quando il fronte del Ghiacciaio raggiunge l’altra sponda del Lago Argentino, dove è situata la “Penisola de Magallanes”, forma una diga naturale che separa le due metà del lago. A causa di questo sbarramento il livello d’acqua della parte del lago chiamata Brazo Rico può risalire di oltre 30 metri rispetto al livello normale. Questa massa d’acqua produce una pressione tale da erodere il fronte del ghiacciaio.

L’attrazione turistica del Perito Moreno è rappresentata da una sua naturale caratteristica: il “ponte di ghiaccio”. L’erosione sulla diga di ghiaccio da parte dell’acqua del lago Argentino crea un ponte di ghiaccio tra il fronte del ghiacciaio in avanzamento e la sponda del lago stesso. E in linea di massima, ogni 2-4 anni si assiste alla rottura di questo ponte, causata dalla pressione dei ghiacci in avanzamento.

 
 
 

Le Cascate Iguaçu, il confine tra Argentina e Brasile

Le cascate dell’Iguaçu  si sono generate dal fiume Iguaçu al confine tra la provincia argentina di Misiones e lo Stato brasiliano del Paraná. 

La Garganta del Diablo (“Gola del diavolo”) è una gola a forma di U profonda 150 metri e lunga 700 metri e segna il confine tra Argentina e Brasile.

Una visita alle Cascate Iguaçu è un’esperienza viscerale, sbalorditiva, e la potenza e il rumore delle cascate – una catena di centinaia di cascate di quasi 3 km di lunghezza – vivono per sempre nella memoria di chi vi ha posato gli occhi anche solo una volta.

Le cascate di Iguaçu sono una delle sette meraviglie del mondo. Il nome Iguaçu viene dalle parole in lingua guaraní y (acque) e guasu (grandi). Una leggenda guaraní dice che un Dio voleva sposare una bellissima mortale chiamata Naipú, che però scappò con il suo amante  Caroba in canoa. Arrabbiato, il Dio modificò il fiume creando le famose cascate, nelle quali Naipú cadde trasformandosi in roccia e Caroba in albero. Si narra che da questa posizione i due amanti ancora oggi si osservano.

 
 
 

 

Mendoza, il cuore vinicolo dell’Argentina

Mendoza è una vivace città percorsa da larghe strade alberate, piazze atmosferiche e caffè cosmopoliti. Apparentemente è una città desertica, anche se  numerosi acequias (canali di irrigazione) corrono lungo le strade e trionfanti fontane adornano le piazze. Vivace nelle ore diurne, la città diventa davvero unica durante la notte, quando i bar e i ristoranti di Av Arístides si riversano sui marciapiedi.

Il nome Mendoza è sinonimo di vino. È il posto in cui trovarsi se si è in giro per visitare i vigneti, prendendo qualche dozzina di bottiglie da portare a casa o semplicemente cercando una buona annata per accompagnare la pizza della sera. A Mendoza risiede infatti una grossa comunità di origine piemontese e friulana che hanno fatto diventare Mendoza un’importante città di produzione di vino e olio d’oliva.

La vasta gamma di tour operator della città la rende inoltre un luogo ideale per organizzare rafting, sci e altre avventure nelle prossime  Ande. Mendoza è infatti situata su una delle più importanti vie di comunicazioni fra Argentina e Cile. È una sosta frequente per gli scalatori diretti sull’Aconcagua (la vetta più alta del continente americano). In inverno inoltre, molti sciatori alloggiano a Mendoza proprio in virtù della sua vicinanza alle Ande.

 
 

Buenos Aires, la capitale sensuale e seducente

Buenos Aires combina la grandiosità decadente dell’Europa con la passione latina. Sexy e viva, questa bellissima città ti penetra l’anima. 

Questa città è strabiliante. Certo, potrebbe sembrare una giungla di cemento vista da certe angolature, ma passeggiando per le strade e prestando attenzione alla magnifica architettura che ti circonda, ne sarai presto conquistato. Grandi palazzi in stile francese e italiano attirano le luci della ribalta, alternati da interessanti dettagli architettonici negli edifici dei barrios locali, anche se di basso profilo. In questi giorni la bellezza di questi quartieri tradizionali è ulteriormente esaltata dai murales colorati dipinti da artisti coinvolti nella vibrante scena della street art cittadina.

Non possiamo di certo dimenticare il lato culinario che caratterizza Buenos Aires. La scena del food è sempre più dinamica, ma per molti viaggiatori sono i piaceri carnivori che la città ha da offrire che conquistano la loro attenzione. Soddisfare la voglia di bistecche succose non è difficile, nella terra che ha perfezionato grigliate di carne meravigliosamente saporite, accompagnate con un generoso bicchiere di malbec o di bonarda. Le Parrilla (famose steakhouse argentine) si trovano praticamente in ogni angolo e offrono una miriade di tagli, dal bife de chorizo (controfiletto) al vacio (bistecca) all’ojo de bife (occhio costato). 

E per gli amanti della vita notturna? Scegliete una discoteca, sorseggiate un caffè e preparatevi a stare svegli tutta la notte. Questa città non dorme. I clubbers seri non si presentano nei locali fino alle 4 del mattino. E non sono solo i giovani a godere della night life argentina  La vasta gamma di bar, club e locali con musica dal vivo di Buenos Aires offre intrattenimento per tutti, dai DJ che fanno girare l’elettronica ai set di musica dal vivo.

E infine non possiamo dimenticare uno degli emblemi di questa nazione: il TANGO, altrimenti detto “fare l’amore in posizione verticale”. Il folklore narra che il tango sia nato nei bordelli di Buenos Aires, quando gli uomini, in attesa delle loro “signore”, passavano il tempo ballando tra loro.

 
 
 

 

bolivia quando andare

Informazioni utili per un viaggio in Argentina

Lingua & Religione

La lingua ufficiale dell’Argentina è lo spagnolo, noto come “castellano” tra gli argentini, perché presenta alcune differenze a livello fonetico e morfologico.

In Argentina esiste una notevole libertà di religione, anche se lo Stato riconosce come ufficiale il culto della Chiesa cattolica. L’88% degli argentini è stato battezzato come cattolico. In aumento le Chiese evangeliche, 10% della popolazione. Il 12% è considerato agnostico, il 4% si considera ateo, l’1,5% musulmano e l’1% ebreo.

 

Fuso Orario

L’Argentina adotta il fuso orario UTC -3. 

Si trova 4 ore indetro rispetto all’Italia e  5, quando in Italia vige l’ora legale.

Non adotta l’ora legale.

 

 

fuso orario -6

Valuta

La valuta argentina ufficiale è il Peso argentino. 

È suddiviso in 100 centavos.

1€ = 28,71 Pesos Argentini

 
cuba-peso

Visti

Passaporto: necessario, in corso di validità.

 

Visto d’ingresso: non necessario per soggiorni turistici inferiori a tre mesi.

 

Vaccini

Vaccinazioni obbligatorie :Nessuna. 

Ma si consiglia la vaccinazione contro la febbre gialla a coloro che intendano visitare la zona delle Cascate Iguaçu quando il soggiorno è più lungo di 15 giorni.

 

 

Trasporti

I voli interni sono gestiti dalle compagnie aeree aerolínea Argentinas, Austral e Líneas Aéreas de Estado che  si dividono il collegamento interno con la capitale e le altre località importanti.

La rete ferroviaria non è in buone condizioni.

Gli autobus offrono un ottimo servizio e collegano la capitale a tutte le altre città principali. 

Muoversi in macchina è problematico perché le condizioni delle strade non sono idilliache e le distanze sono significanti.

 
 


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