Weekend a Stoccolma (viaggio nella terra dell’Ikea)

Weekend a Stoccolma


Nell’immaginario collettivo il termine “paese nordico” risuona nella mente delle persone sotto
forma di stereotipo. Prendiamo come esempio la Svezia. Cosa vi viene in mente? In primis il
colosso dell’arredamento che ci rende tutti paladini valorosi del fai da te : IKEA. L’Ikea fa della Svezia la sua terra natia, insieme ai suoi mille mila sempreverdi e, gli immancabili boscaioli con la camicia a quadri. Tutto qui? Non credo proprio.

 

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Stoccolma, cosa vedere?

Da brava amante del traveling come voi ho esplorato la Terra dei Vichinghi. Non interamente, lo ammetto, ma quel po’ che basta per farvi sapere che c’è di più. Ebbene ecco la guida per visitare in un weekend Stoccolma, senza corse e senza fretta, garanzia dello scrittore.

Se volete andare a Stoccolma cosa vedere quindi? Innanzitutto, secondo il codice dei bravi viaggiatori sappiamo che partire all’arrembaggio per visitare una terra sconosciuta, con pochi giorni a disposizione, non è esattamente la strategia vincente. Soprattutto se si tratta della nostra Stoccolma, al cui approdo i marinai non possono dire di toccar terra. Agli svedesi piace credere che il nome della città sia un composto di due parole che significano isolotto e difesa. Infatti la capitale è costruita su un’architettura naturale invidiabile : 14 splendidi isolotti a galla sul lago Mälaren, il quale sfocia nel Mar Baltico. Uno di quei casi in cui “se l’avessero fatto apposta non sarebbe venuto così bene”. Eh sì, avete ragione.

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Giorno 1 : Gamla Stan, che tradotto in lingua potabile significa “città antica”. Antica perché ha qualche secolo d’età, nove per l’esattezza dalle fonti ufficiali. Nove secoli traboccanti di storia. Gamla Stan ha origini medievali, eppure vi accorgerete con quale bizzarria si sono divertiti gli svedesi a cozzare le stradine acciottolate di un’epoca lontana con palazzi dai mille colori, dal giallo al blu. Forse il patriottismo ha giocato la sua parte.
Nella città antica si trova la piazza principale chiamata Stortorget, dalla quale diparte ogni viuzza che porta ai negozi di dolciumi tipici, preparati amorevolmente da mani svedesi per un Made in Sweden che si gusta dall’inizio alla fine. Parlando di cibo sappiate che il piatto nazionale per eccellenza sono le köttbullar con salsa di mirtilli rossi. Inutile dire che suoni meglio in svedese visto che tradotto è niente poco di meno che “polpette”. Oh cari italiani, non siate così vili da declinarle come mera imitazione delle nostre so-called “polpette al sugo”. Oltre alla composizione ben diversa, queste meritano un bel 10 e lode. Mi raccomando i mirtilli. Cos’altro? Una serie di nomi impronunziabili in lingua nordica, ma che debbono essere necessariamente segnati.
Prima fra tutti è la Storkyrkan nei pressi della piazza. Storkyrkan è il pezzo grosso delle cattedrali in quanto ufficiale per lo stato. La messa è aperta a qualsiasi buon (e non) samaritano ed è in lingua madre. Non vi sono requisiti di religiosità o fede, anzi, ben venga la beneamata curiosità che vi spingerà ad entrare. Qualche metro più in là il sangue si tinge di blu ed eccoci davanti al Palazzo Reale, il quale, nulla togliere alla Queen della Britannia, è a dir poco mozzafiato. L’architetto che lo progettò, Nicodemus Tessin, sarebbe ben felice se entraste per respirare un po’ di barocco che riempie tutte le seicento stanze del Palazzo. Nonostante cotanto lusso negli appartamenti reali, eleganza e sfarzo si sublimano nella Sala del Tesoro e nel Museo delle Tre Corone. Parte integrante dell’edificio, nella cui immensità non solo i pensieri si saranno persi, vi sono anche L’Armeria reale e Museo delle Antichità di Gustavo III. Vi ricordo che il raggio d’azione è galleggiante e, per la sua cagion’ essere, l’itinerario continua al di là del ponte. Altrimenti optate per la via di mare con i battelli “Hop On Hop Off” . Ci spostiamo nell’isola di Riddarholmen, ossia dei cavalieri. Raggiante fuoco fatuo per gli amanti della saga de’ “Il trono di spade”, si erge fiera e maestosa la chiesa che ospita i reali di un tempo. L’altare di Riddarholmskyrkan è dimora fissa dei sarcofagi del re Karl Knutsson e della regina Magnus Ladulås, modellati a loro immagine e somiglianza.

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Giorno 2 : Skansen. Nell’isolotto di Djurgården c’è un posto dove l’orologio non ticchetta dall’800. Un villaggio vivente. Antenati degli odierni monolocali, le casette di legno accoglievano famiglie intere in una sola stanza. Se non ve lo immaginate, ve lo mostreranno loro, gli “abitanti” di Skansen. Tutt’intorno il manto erboso fa da tappeto alla fattoria dalle specie più insolite a stampo nordico, Rudolf compresa. Skansen è dimora di tradizioni antiche come la Festa di Santa Lucia per celebrare la luce. Abbiate cura di dedicarvi il tempo che merita ed entrate nella cultura che avete di fronte, il passato è una delle colonne d’ercole di noi viaggiatori.

 

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