Vitamina Project: In viaggio con Rocco

Vitamina Project

Abbiamo intervistato oggi Rocco, autore del blog Vitamin Project che ci ha raccontato di come è nata l’idea per questo progetto, dei suoi viaggi e delle sue idee sul travel.

Parlaci un po’ di te, come è nato il tuo blog?

Ciao ragazzi, io mi chiamo Rocco D’Alessandro, ho 33 anni ed ho sempre avuto la curiosità per la strada, le avventure e le culture lontane. Ho iniziato a viaggiare molto presto, ancor prima di laurearmi in Storia della lingua greca e Archeologia. In questo percorso di formazione, l’esperienza da subacqueo mi ha cambiato totalmente il punto di vista: viviamo in un pianeta incredibile e sotto di noi, negli abissi e nei fondali marini c’è un altro mondo che risponde ad altre leggi. Ricordo ancora le mie prime esperienze da sub nell’Oceano Indiano, nelle Filippine prima, in Malesia, Indonesia e Maldive poi. Immergermi in quei mari mi ha dato consapevolezza per quello che veramente volevo fare: viaggiare. 
Così mi sono trasferito prima in Australia, poi a Londra e poi a Buenos Aires, in cerca di sfide, motivazioni e lavori. Nel frattempo mi sono specializzato in Didattica dell’Italiano come lingua straniera e in web Marketing. Fino a quando a Roma, non ho conosciuto Giulia, padovana, fotografa, la ragazza con cui avrei condiviso una forte passione per l’America Latina e dato vita a Vitamina Project, un progetto che parla di Slow Travel e Turismo Sostenibile. 
Vitamina Project è un progetto ambizioso nato da una sfida, risalire tutto il sub-continente latinoamericano (da Buenos Aires a Los Angeles) senza mai prendere aerei e con un budget molto limitato. Un viaggio durato 1 anno e poco più, che ha dato vigore alle nostre coscienze di viaggiatori e anche al nostro Blog www.vitaminaproject.com 
A circa 3 anni da quel lungo viaggio, il progetto va avanti e si arricchisce ogni volta di nuovi spunti e iniziative. Il Team Vitamina è ben coordinato e soprattutto motivato. Io mi occupo di contenuti, giacché nella vita sono web writer e traduttore freelance, e Giulia segue la parte fotografica e video. Un lavoro quotidiano di ricerca e di produzione che ci assorbe gran parte del tempo.

 

 

Cosa ne pensi del turismo sostenibile?

Personalmente sono consapevole del forte impatto che ha il Turismo su economia e ambiente, e credo tantissimo nelle potenzialità del Turismo Sostenibile. Viaggiare cercando di rispettare il più possibile l’ambiente, magari scegliendo modalità di viaggio slow o condiviso, significa dare una grossa mano a questo nostro caro pianeta, ultimamente piuttosto affaticato. Ma il turismo sostenibile non significa, solo ed esclusivamente, cercare di impattare il meno possibile, Turismo Sostenibile significa anche supportare le piccole economie locali, interagire con le comunità rurali e le minoranze che oggi fanno fatica a seguire il ritmo travolgente del mercato capitalistico. Ecco che, quindi, ognuno di noi, quando viaggia, può fare la differenza, anche solo essendo consapevole e coscienzioso. 
Il Turismo Sostenibile è la chiave di una nuova rivoluzione, speriamo che prima o poi tutti se ne renderanno conto.

 

 

Secondo te c’è differenza tra turista e viaggiatore? Se si, quale sei dei due e perché?

La differenza è chiaramente abissale e per me consiste nell’intento del viaggio e soprattutto nell’interazione. Viaggiare meccanicamente conoscendo già l’esito della propria traiettoria porta a ben poco. La vera forza del viaggio risiede per me nella volontà di penetrare la diversità, che sia essa culturale o ambientale, per acuire un confronto accrescitivo con l’altro. In questa maniera si cresce, perché si arriva a metter in discussione le nostre certezze, spesso fatte di pregiudizi. Io, come molti, preferisco essere considerato viaggiatore, e cerco di esserlo con coerenza e dedizione, cercando di dare, ma soprattutto di apprendere.

 

 

Qual è secondo te il senso del viaggio?

Il senso del viaggio, per me, si racchiude nella vita stessa, dietro un velo che va scardinato e lacerato con un percorso di consapevolezza evolutiva. Il viaggio è chiaramente una metafora estrema della vita, non esisterebbe vita senza viaggio, né viaggio senza vita, ed è nostro dovere viaggiare il più possibile, più che con il corpo, principalmente con la mente e con lo spirito. Viaggiare significa rinascere con una nuova veste e con nuove responsabilità, per cui viaggiare dovrebbe, almeno in teoria, spingerci verso la saggezza.

Ringraziamo ancora Rocco per questa bellissima intervista. Vi ricordiamo che potete trovare il suo blog qui

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