Viaggio nella Lisbona di “Sostiene Pereira”

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La Lisbona di “Sostiene Pereira”: viaggio nella Lisbona degli anni ’30 con Antonio Tabucchi

Viaggio itinerante sulle tracce della Lisbona salazarista con Antonio Tabucchi

“Era il venticinque di luglio del millenovecento trentotto, e Lisbona scintillava nell’azzurro di una brezza atlantica, sostiene Pereira.”

 

Siamo nella Lisbona del 1938. Sullo sfondo si scorge il regime dittatoriale portoghese di Salazar, la Guerra Civile in Spagna e il Fascismo in Italia. Il protagonista del racconto è Pereira, un vecchio giornalista con una lunga esperienza nella cronaca nera, divenuto, da poco, responsabile della pagina culturale del “Lisboa”. Pereira affascina il lettore per le sue contraddizioni e per il suo modo di “non” essere un eroe. È un personaggio mediocre, piatto, quieto. Non ha idee o posizioni politiche, dedito solo alla letteratura,  soprattutto quella francese, e al ricordo della moglie, morta di tubercolosi, con la quale comunica attraverso il suo ritratto. Pereira è un tipo molto abitudinario. Passa le sue giornate a fare colazione al Cafè Orquidea e ordina sempre le stesse cose, omelette e limonata. Dopo l’incontro con un giovane autore antifascista e con il dottor Cardoso, medico della clinica talassoterapica dove si reca per curare i suoi malanni, a cui confessa le sue inquietudine, pian piano, Pereira inizia a prendere consapevolezza della realtà del regime in cui Lisbona riversa.

 

 

Lisbona è una città che va vissuta, scoperta con lentezza, inoltrandoti tra le vie, seguendo l’ispirazione del momento, salendo su un tram e lasciandoti trasportare dal ritmo apatico e lento. E Antonio Tabucchi, con il romanzo “Sostiene Pereira” è stato cantore di questa magica città, che unisce piacere e saudade (malinconia), la grandezza del suo passato coloniale e la bellezza delle piccole cose giornaliere.

Il viaggio a Lisbona, che ti propongo, è ispirato alle atmosfere regalateci da Tabucchi nel suo romanzo. Vivrai l’avventura di un uomo comune come Pereira, che però si è scoperto capace di azioni straordinarie a sostegno della sua amata città, Lisbona.

 

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Percorso in 4 tappe per immergerti nella Lisbona di Pereira

Seduti al Cafè Orquidea o a bordo del tram 28, la magia e l’anima di Lisbona saranno pronti a travolgerti. Scopriamo insieme i luoghi celebri di uno dei romanzi che meglio rappresentano la grandiosità di Lisbona.

 

Giorno 1: Lisbona, bella e decadente

Bella, elegante e decadente, raccontata da uno scrittore che l’ha amata, in modo viscerale, oserei dire, Antonio Tabucchi. Benvenuti a Lisbona! Esci dal tuo albergo e vai incontro l’anima di questa città spettacolare. Per scoprirla, lasciati guidare dall’ispirazione e perditi tra le sue vie, fermandoti a ogni miradouros, il punto panoramico da cui si gode uno scorcio inedito sui tetti della città. Se vuoi immergerti subito nell’atmosfera della Lisbona di Sostiene Pereira, sali sul tram 28 per vedere sfilare l’Avenida de Liberdade e Praça do Rossio, fino al Castello, dove vive il protagonista.

“Riuscì a trascinarsi fino alla più vicina fermata del tram e prese un tram che lo portò fino al Terreiro do Paco. E intanto, dal finestrino, guardava sfilare lentamente la sua Lisbona, guardava l’Avenida da Liberdade, con i suoi bei palazzi, e poi la Praca do Rossio, di stile inglese…”

Un giro sul tram 28 è una delle attività che non puoi perdere. Il tram segue un percorso unico, che tocca molte delle attrazioni più importanti di Lisbona, su caratteristici vagoni risalenti agli anni ‘30. È come percorre la città di Lisbona in sella ad un museo itinerante. Questi piccoli tram gialli  hanno un fascino tradizionale incredibile, dai quadranti originali alle scomode panche di legno lucido. Un’alternativa, potrebbe essere il tram 12, che ti permette di ammirare, durante il tragitto, alcuni must, tra cui il Castello e la Cattedrale del Sé. Dopo cena, fai un salto in rua Augusta, centralissima strada pedonale popolata da artisti di strada, artigiani e venditori ambulanti.

 

Giorno 2: Lisbona, un viaggio nella storia

Pereira è un tipo abitudinario, ama recarsi al Café Orquidea. Il Cafè Orquidea, come altri locali del centro storico della capitale, compaiono numerose volte tra le pagine del romanzo. Luoghi intimi, discreti, sospesi in un tempo scandito dal giro lento del ventilatore. Questi Cafè ti fanno subito capire perché il Dottor Pereira li frequentasse come si frequenta un vecchio amico, al quale confidiamo sogni, inquietudini e speranze.  

“Si recò al Café Orquidea, che era lì a due passi, dopo la macelleria ebraica, e si sedette a un tavolino, ma dentro il locale, perché almeno c’erano i ventilatori, visto che fuori non si poteva stare dalla calura. Ordinò una limonata, andò alla toilette, si sciacquò mani e viso, si fece portare un sigaro, ordinò il giornale del pomeriggio e Manuel, il cameriere, gli portò proprio il “Lisboa”

Oggi, il tanto caro a Pereira Cafè Orquidea non esiste più. Al suo posto, là dove Via Alexandre Herculano incontra la Rodrigo de Fonseca, c’è l’ottima Pastelaria Orquidea, nella quale, le atmosfere narrate nel romanzo sono rimaste praticamente immutate.

Più aventi, potrai goderti una passeggiata alla scoperta del centro storico. Dal Castello di Sao Jorge, percorri le strade dell’Alfama, il più antico quartiere di Lisbona, del Barrio Alto e della Baixa fino a Praça do Rossio. Qui, vai alla ricerca del caffè dei letterari, dove negli anni ‘20, ai suoi tavolini, si erano fatte le riviste di avanguardia. E’ qui che Pereira, decide di invitare il giovane e squattrinato Monteiro Rossi, un neolaureato in filosofia di origini italiane, che contribuirà a stravolgere la monotona vita dell’anziano giornalista.

Per pranzo, segui le orme di Fernando Pessoa e siediti al mitico caffè A Brasileira, nel quartiere storico del Chiado. Non dimenticare di fare sosta da A Ginjinha, per assaggiare l’omonimo liquore a base di ciliegie. Un modo splendido per chiudere la giornata, è quello di affacciarsi al Mirador Sao Pedro per godersi l’infuocato tramonto.

 

Giorno 3: Lisbona e i suoi dintorni

Preparati ad una giornata intensa, alla volta delle meraviglie che ha da offrire questa città, con un’ottima colazione a La Padaria Portuguesa.

E dopo aver soddisfatto la tua voglia di golosità, è tempo di andare a zonzo tra i tesori incastonati nella città di Lisbona. Ti consiglio una sosta a Queluz, con il suo Parco Nazionale, e la splendida residenza in stile rococò, e a Sintra, con i suoi castelli.

Cabo da Roca è invece il punto più occidentale dell’Europa continentale, mentre, sulla strada del rientro, fermati a Belem. Oltre all’omonima torre, qui c’è l’omonima Pasteleria, che serve gli originali famosissimi pasteis.

 

 

Giorno 4: Lisbona, una città indimenticabile

Pochi giorni basteranno per  comprendere perché Antonio Tabucchi si fosse follemente innamorato di Lisbona. La bellezza romantica di questa città, con i suoi tramonti, lo struggente suono del fado che indubbiamente ti conquistano. Nell’ultima giornata in città, concedeti la colazione al Café Nicola, in Praça do Rossio, in stile Art Nouveau, e poi siediti al Terreiro da Paço a veder passare i traghetti.

Ma, il viaggio a Lisbona vuol dire anche poter vedere il mare.  Il Dottor Pereira si fermava spesso su una panchina, a rimirare con meticoloso silenzio le navi che partivano verso destinazioni ignote.

“Pereira si addormentò quasi subito. Fece un bel sogno, un sogno della sua giovinezza, lui era sulla spiaggia della Granja e nuotava in un oceano che sembrava una piscina, e sul bordo di quella piscina c’era una ragazza pallida che lo aspettava con un asciugamano fra le braccia. E poi lui rientrava dalla nuotata e il sogno continuava, era proprio un bei sogno, ma Pereira preferisce non dire come continuava, perché il suo sogno non ha niente a che vedere con questa storia, sostiene.”

La brezza dell’oceano, il rumore del vento tra le palme, che oscillano lentamente, fanno di alcuni punti della costa di Lisbona perfetti luoghi di riflessione e saudade. Il treno per Parede percorre tutta la costa di Estoril, a lato delle spiagge che si riversano sull’oceano, frequentate da bagnanti e surfisti.

 

 

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Tabucchi è uno dei tuoi scrittori preferiti? O semplicemente hai voglia di scoprire una Lisbona differente? Allora questo itinerario di 4 giorni farà al caso tuo. Un itinerario che è aperto al cambiamento e alla scoperta di nuovi scorci e nuovi tesori che Lisbona ha, di volta in volta, da offrire. Il punto è perdersi tra le sue vie, nella sua atmosfera e lasciarsi cambiare intimamente, così come è successo al protagonista, Pereira.

 

Imbarcati insieme a Rolling Pandas nella tua prossima avventura, alla scoperta di una Lisbona mai vista e mai vissuta.

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