Turisti per caso: Viaggio Ergo Sum

Turisti per caso: Viaggio Ergo Sum

Abbiamo intervistato oggi Fabio, autore del travel blog Viaggio Ergo Sum che ci ha raccontato di come è nata l’idea per questo progetto, delle esperienze di viaggio più significative e dei preparativi che fa prima di un viaggio.

 

Raccontaci un po’ di te e del tuo blog

Il mio blog è nato un po’ casualmente, quattro anni fa. Avevo iniziato a viaggiare da solo da circa un anno, lavorando da ogni parte del mondo come webmaster, usando un piccolo laptop e una chiavetta WiFi. La pagina Facebook ed il profilo Instagram mi servivano per condividere le bellezze che ogni giorno ammiravo con i miei occhi. Lo facevo senza troppe pretese, semplicemente con la voglia di far vedere agli amici da casa dove mi trovassi e cosa stessi facendo. Inaspettatamente il mio blog è cresciuto molto nel corso dei mesi successivi, soprattutto in seguito ad alcuni viaggi un po’ estremi, come quello in treno lungo la ferrovia Transiberiana, in inverno, o la traversata di tutto il Rio delle Amazzoni, dal Perù al Brasile, usando solo battelli locali. Ben presto, quella che era nata come una semplice passione, è riuscita a diventare un lavoro: sono arrivate le prime collaborazioni con enti del turismo, aziende e tour operator.

 

 

Cosa ne pensi del viaggio come esperienza?

Penso che sia una delle esperienze più complete che si possa fare. Un viaggio ti insegna a vivere, ti fa scoprire la diversità e te la fa amare, ti porta a riflettere, ti fa comprendere i tuoi limiti e ti fa provare a superarli. Non parlo del weekend ad Ibiza, ma del viaggio vero, quello dove veramente si impara tanto, più che in qualsiasi scuola o università.

 

 

Come scegli le tue mete di solito?

Per i viaggi di gruppo che organizzo, solitamente preferisco mete che già conosco bene. Quando, invece, parto in solitaria, mi lascio guidare dall’impulsività. Sono molto curioso e non pongo limiti alla scoperta di nuovi luoghi e culture. Qualsiasi paese, in qualsiasi continente, per me è ugualmente affascinante e da scoprire.

 

 

Quali sono i preparativi che fai di solito prima di un viaggio?

Quando ho iniziato a viaggiare pianificavo ogni tappa e ogni giornata. Adesso mi piace viaggiare con maggiore libertà, organizzando meno possibile e scegliendo ogni giorno cosa fare, dove andare e cosa vedere. Forse così facendo ci si perde qualcosa o non si ottimizzano i tempi, ma si assapora la splendida libertà che solo un viaggio può darti.

Cosa ne pensi del turismo di massa? Sfruttamento o risorsa?

Il turismo di massa è una risorsa ed un pericolo allo stesso tempo. Purtroppo sempre più persone viaggiano senza aver rispetto delle culture o dell’ambiente. Il turismo come risorsa è quello che ha minore impatto sulla natura e sulla cultura locale. Il viaggiatore deve essere prima di tutto un silenzioso osservatore di ciò che accade attorno a lui, una presenza quasi invisibile. Purtroppo, invece, il turista di massa è sempre più chiassoso, stupra con la sua presenza luoghi e culture, lasciando solo distese di rifiuti e appiattimento culturale.

 

 

Raccontaci un aneddoto di uno dei tuoi viaggi

Le giornate erano abbastanza ripetitive a bordo del battello che, in Brasile, sulle acque del Rio delle Amazzoni, mi avrebbe portato da Manaus a Belém, sul delta del grande fiume. Avevo fatto la conoscenza di Umberto, un insegnante brasiliano squattrinato di chiare origini italiane, nonché l’unico che a bordo del battello sapesse parlare un po’ di inglese. Il viaggio aveva una durata di 4 giorni e si dormiva su delle amache appese sul ponte della barca, all’aperto. I ritmi erano scanditi semplicemente dal suono delle sirene che avvisavano i passeggeri che i pasti erano pronti. Il battello aveva tre piani e, su quello più alto, si trovava un bar dove i locali iniziavano a bere birra dalle 9 del mattino e la musica brasiliana era diffusa ad altissimo volume da due grandi altoparlanti. Ero l’unico straniero a bordo, per questo motivo ero oggetto di curiosità e domande da parte di tutti. Dopo alcuni giorni eravamo già tutti amici, io ero conosciuto come “l’italiano” e ci si ritrovava ogni sera sul piano più alto del battello a ballare, bere birra e giocare a domino, sgranocchiando gamberetti di fiume essiccati.

 

Ringraziamo ancora Fabio per questa bellissima intervista. Vi ricordiamo che potete trovare il suo blog qui

 

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