Turisti per caso: Viaggio Dolce Viaggio

Turisti per caso: Viaggio Dolce Viaggio

Abbiamo intervistato oggi Elena, autrice del travel blog Viaggiodolceviaggio, che ci ha raccontato di come è nata l’idea per questo progetto, di quello che pensa del turismo di massa e di quali sono i preparativi che fa prima di un viaggio.

Raccontaci un po’ di te e del tuo blog

Sono Elena, vivo in Piemonte, ma vorrei vivere in Svezia. O in America. Non lo farò mai per davvero, perché sono troppo legata agli affetti che ho qui a casa… E quindi, non mi resta che viaggiare tanto!

I primi viaggi sono stati fondamentali, con la mia famiglia, che mi ha trasmesso il valore di apprezzare la bellezza in tutte le cose, poi con le mie sorelle, che mi scarrozzavano di qua e di là, poi con mio marito, con il quale ho iniziato ad esplorare sempre più posti organizzando tutto da soli, dalla guida, agli itinerari, alla creazione di fotolibri e diari di viaggio…

Il blog è nato così. Semplicemente. La voglia era tanta; il materiale pure. Così, ho cominciato a metterlo in ordine, e a voler mettere a disposizione degli altri tutte le cose che, viaggio dopo viaggio, predisponevo: itinerari, mappe, guide, luoghi da non perdere, foto, diari di viaggio, senza trascurare un aspetto a cui tengo molto, la grafica, ordinata ed accattivante.

Il nome è emblematico: viaggiodolceviaggio riunisce le mie due passioni, i viaggi ed i dolci, ma non solo. È un forte parallelo con il modo di dire casa dolce casa, home sweet home. Casa non può essere il mondo?

 

Cosa ne pensi del viaggio come esperienza?

Il viaggio E’ esperienza. Il viaggio è conoscenza. Il viaggio è divertimento. Il viaggio è curiosità. Il viaggio è… Non tornare a casa esattamente com’eri quando sei partito. È tornare un po’ cambiati, è tornare migliori, è tornare con la mente più aperta.

Il viaggio è fare esperienza di un altro angolo di mondo, anche se piccolissimo. È allargare il proprio orizzonte. È crescere.

Come scegli le tue mete di solito?

Selezionando il volo più economico! Ahah! La mia risposta non è solamente una battuta, perché spesso è andata proprio così: Bruxelles, per esempio, è stata scelta perché cercavamo una meta in cui trascorrere le vacanze di Natale ed il volo meno costoso era diretto proprio nella capitale belga, che non avevo preso in considerazione prima di allora. Che scoperta, è stata, però! Una città bellissima, specialmente con l’atmosfera natalizia, che ci ha regalato anche la possibilità di raggiungere comodamente altri due luoghi incantevoli, Gand e Bruges!

Altre volte, invece, seguo solo il cuore: è il caso, per esempio, degli USA per il viaggio di nozze e della Svezia quest’estate: dopo tanti anni di desideri e sogni, ad un certo punto viene l’ora di realizzarli e pianificare sul serio!

 

 

Quali sono i preparativi che fai di solito prima di un viaggio?

Forse sarebbe più semplice chiedermi quali preparativi NON faccio, prima di un viaggio! Infatti, sono una maniaca dell’organizzazione: non è concepibile, per me, andare in un luogo e non vedere tutto quello che c’è da vedere! O, perlomeno, se il tempo non è sufficiente, sapere quali sono le attività che quel posto ha da offrire e quali altre zone avrebbero meritato una visita.

Quindi, mesi prima della partenza, iniziano i grandi lavori, che risucchiano ogni mio minuto libero: lettura di guide, blog e tutto il leggibile, selezione dei luoghi-must-da-vedere, consultazione di booking, expedia, tripadvisor e simili come se fossero la Bibbia, appunti su appunti, su foglietti sparsi in giro per la scrivania, creazione di tabelle di marcia, realizzazione di guide e mappe personalizzate con gli itinerari da seguire per visitare i vari quartieri delle città, …e potrei andare avanti oltre. A volte, coinvolgo gli altri partecipanti al viaggio, ed ognuno si occupa di scandagliare e di prepararsi su una determinata zona, e poi si condividono le informazioni. È un metodo che funziona, perché così non ci si sobbarca troppo lavoro ma si crea una bella guida di gruppo!

Insomma, voglio fare le cose per bene!

 

 

Cosa ne pensi del turismo di massa? Sfruttamento o risorsa?

È fuori da ogni dubbio che il turismo di massa rappresenta spesso la via più economica per fare una vacanza; pertanto, per chi non ha molte possibilità, diventa occasione forse unica per recarsi all’estero o lasciare casa propria per staccare la spina.

Tutti dovrebbero avere qualche opportunità di evadere dalla vita quotidiana ed espandere i propri orizzonti.

È risorsa, forse, per albergatori, commercianti e ristoratori, ma sicuramente sfruttamento per il territorio che, se diventa sovraffollato, diventa spesso di conseguenza anche abusato e svuotato della sua essenza.

Io, personalmente, non sceglierei mai uno dei classici pacchetti turistici completi, perché comprendono intrattenimenti, visite, attività preselezionate, che cozzano con il mio modo di vedere il viaggio, che è assolutamente personale e personalizzato!

Anche in luoghi famosi e turistici cerco sempre di andare a trovare angoli poco conosciuti, piccole chicche tutte da esplorare, come quartieri meno centrali ma nei quali si può respirare un’atmosfera più vera.

Ultimamente, però, abbiamo sempre la fortuna di ritrovarci in luoghi …da soli o quasi! È il caso, per esempio, della Scozia lo scorso Capodanno, dove abbiamo visitato le Highlands, con i suoi meravigliosi castelli e i suoi deliziosi paesini, scoprendo di essere quasi sempre gli unici. Anche in Svezia occidentale, quest’estate, abbiamo potuto assaporare il vero silenzio e la vera pace, visitando la costa del Bohuslän. Zone poco turistiche, poco battute, che ti permettono di vivere esperienze autentiche e profonde.

Potete immaginare quante belle foto scattate in luoghi deserti!

 

 

Raccontaci un aneddoto di uno dei tuoi viaggi

Ce ne sarebbero così tanti! Ma oggi mi vengono in mente alcune bizzarre sistemazioni in giro per il mondo!

Mi piace dormire comoda, ma ovviamente mi è capitato di dormire nei posti più vari: moderne stanze d’hotel fornite di ogni comodità, in campeggio, all’interno di una tenda che, visti i temporali di quei giorni, si riempiva di orrendi ed enormi scarafaggi (argh!), in ostelli belli (e in quelli brutti), a ‘casa di Sam’, una deliziosa villetta scozzese nella quale ti sentivi davvero a casa tua…

Ma i posti più particolari sono senza dubbio stati una stanzetta angusta, ammuffita, per di più senza elettricità (provate, voi, a lavarvi i denti in un lavandino strettissimo, al buio delle 4 del mattino, senza luce!) sull’isola di Fogo a Capo Verde (ma che emozione alzarsi prima dell’alba per intraprendere una vera scalata ad un vulcano!) e… dentro un alce! Davvero! In Svezia, ho dormito dentro una casetta che ricreava l’ambientazione di caverne, renne, alci … con quegli stessi animali che ti facevano, in carne ed ossa, compagnia appena lì fuori!

Una meraviglia!

 

Ringraziamo ancora Elena per questa bellissima intervista. Vi ricordiamo che potete trovare il suo blog qui

 

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