Viaggiatori per caso: Viaggiare con Lentezza

Viaggiatori per caso: in viaggio con Simone e Roberta

Abbiamo intervistato oggi Simone e Roberta, autori del blog Viaggiare con Lentezza, che ci hanno raccontato dei loro viaggi e delle loro idee sul mondo travel.

 

Raccontateci un po’ di voi. Chi siete? Com’è nato il vostro blog?

Viaggiare con lentezza nasce a Maggio del 2011 dall’idea di due ragazzi di Torino, Simone e Roberta. L’intento era quello di documentare il viaggio che avevano in previsione di intraprendere nell’estate di quello stesso anno: un percorso di tre mesi, da Torino a Lisbona, completamente senza soldi.

L’esperimento di viaggio ha avuto molto successo e le loro avventure sono state documentate nei primi post del blog. Se siete curiosi, potete guardare questo slide-show che riassume lo spirito del loro viaggio: lento, e senza soldi.

In realtà, Simone e Roberta non volevano solo dimostrare che è possibile viaggiare con poche risorse economiche o addirittura senza, ma anche documentare le realtà rurali, ecologiche e alternative dei paesi visitati viaggiando con lentezza.

Perché in effetti VCL è anche un progetto collettivo che parla di stili di vita alternativi, e di cambiamento. Tutti i viaggiatori fuori dagli schemi possono partecipare al progetto e raccontare le loro storie. Il magazine è anche portavoce della “Decrescita Felice” applicata ai viaggi.

 

 

Che cos’è lo slow travel?

Al giorno d’oggi, essere slow è diventato di moda, e ognuno interpreta il concetto di lentezza secondo propri schemi. Per noi, essere lenti significa soprattutto “prendersi il tempo”: tempo per vivere i luoghi esplorati, per imparare lingue diverse, per fare nuove amicizie, per vivere nuovi stili di vita… con la giusta calma e senza avere fretta.

 

Qual è il vero significato del viaggio secondo voi?

Non c’è un significato preciso, l’unica cosa certa è che viaggiare è un’arte, e ognuno di noi interpreta l’arte del viaggiare in modo diverso.

I viaggiatori che scrivono per VCL solitamente cercano di conoscere società diverse, posti fuori dagli schemi, di stare a contatto profondo con i posti visitati dove si vivono ritmi di vita più lenti. In alcuni casi viaggiamo semplicemente per ritrovare l’autenticità perduta dei luoghi del nostro pianeta che molto spesso il turismo e l’industria invadono e corrompono.

 

 

Quali sono i preparativi che fate di solito prima di un viaggio?

Partiamo leggeri e torniamo appesantiti… di ricordi, di incontri e di esperienze.

I nostri zaini, in genere, non pesano più di 15 kg e in valigia cerchiamo di mettere solo l’essenziale. Ognuno di noi, ovviamente, porta con sé cose diverse. Chi viaggia in famiglia avrà magari bisogno di portare più cose, altri invece sono più estremisti e partono con lo zaino letteralmente vuoto!

 

Cosa pensate del turismo di massa? Sfruttamento o risorsa?

Siamo molto critici rispetto al turismo, anche quello cosiddetto “responsabile”.

Molti studi hanno provato come il turismo spesso finisca per essere una risorsa solo per i paesi sviluppati e non per i paesi più poveri che lo subiscono. Le terre dei paesi del terzo mondo, privi di politiche economiche stabili, vengono spesso espropriate, sfruttate, impoverite e private della loro autenticità originale, soprattutto perché accessibili a basso costo.

Il turismo, poi, è una conseguenza del mondo competitivo, frenetico e industrializzato che oggi governa ogni aspetto della nostra vita. Frenesia e tempi veloci influenzano in modo consistente il modo in cui viaggiamo: i turisti corrono da un posto all’altro, cercando di vedere più cose possibili in un tempo generalmente molto limitato, con il risultato di vivere esperienze frettolose e superficiali che ovviamente non permettono loro di entrare in contatto profondo con i luoghi e le culture locali.

 

 

Quale legame c’è tra viaggi e cultura secondo voi?

Si dovrebbe viaggiare per entrare in contatto con nuove culture: solo così si possono sgretolare i pregiudizi, imparare nuovi modi di pensare, infine rimettere tutto quanto in discussione. Quando viaggiamo dobbiamo fare il possibile per abbandonare i preconcetti e gli schemi della nostra cultura, cosa senz’altro difficile – ma non impossibile. E dovremmo anche cercare di visitare posti diversi e autentici, altrimenti rischiamo di non vedere nulla di nuovo, di non crescere, di non cambiare noi stessi… Culture originali che si incontrano portano alla nascita di altre interessanti culture: modi di pensare, e quindi di vivere.

Quali sono le mete in cui avete viaggiato che vi hanno colpito di più?

Essendo VCL una redazione composta da autori e personalità diverse, ognuno di noi è stato colpito da viaggi e mete differenti. Ci interessa senza dubbio il mondo degli eco-villaggi, dove le persone cercano di vivere insieme in maniera più naturale e sostenibile. Siamo anche interessati al “volonturismo”, cioè alla possibilità di viaggiare e contemporaneamente collaborare con le comunità del posto, possibilmente senza ricorrere alla mediazione monetaria. Infine siamo affascinati dai viaggi lenti in senso letterale: quelli a piedi, in bicicletta, a cavallo, in canoa o in autostop, esperienze che sono delle vere e proprie avventure!

Confesso che ogni tanto, anzi spesso, ci comportiamo anche noi da normali turisti; ma non è questo lo stile di viaggio di cui vogliamo occuparci nel nostro magazine.

 

Ringraziamo ancora Roberta e Simone per questa bellissima intervista. Vi ricordiamo che potete trovare il loro blog qui

Sei un viaggiatore? Vuoi provare a viaggiare e vivere le stesse esperienze di Simone e Roberta?

 

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