Turisti per caso: Viaggiapiccoli

Turisti per caso: Viaggiapiccoli

Abbiamo intervistato oggi Francesco e Cristina, autori del travel blog Viaggiapiccoli che ci hanno raccontato di come è nata l’idea per questo progetto, di quello che pensano del turismo di massa e di come si viaggia con i bambini.

Raccontaci un po’ di te e del tuo blog

Viaggiapiccoli nasce da Instagram. Io sono Francesco e come Cristina ho 43 anni. Viviamo a Napoli e abbiamo due gemelli di sei anni: Enrico e Giulia. Ho sempre amato viaggiare (zaino in spalla) e quando sono nati i bambini con Cristina ci siamo promessi: “Continueremo sempre a viaggiare”. Il motto del nostro blog è: “Esiste sempre un viaggio giusto”. E così è stato, il primo viaggio on the road in America lo abbiamo fatto con i bambini di un anno e non ci siamo più fermati. E quando abbiamo iniziato a postare le nostre foto di viaggio su Instagram abbiamo conosciuto tanti genitori che avevano timore di viaggiare e genitori-viaggiatori come noi … abbiamo condiviso le nostre esperienze… abbiamo aperto il blog, una pagina Facebook… e… e abbiamo tante idee e progetti legati al “family travel”. Perché viaggiare con un bambino è faticoso (nessuno dice che è una passeggiata!), ma bellissimo…i bambini in viaggio sono un valore aggiunto. E noi che abbiamo due gemelli siamo davvero la prova di questa teoria.

 

 

Cosa ne pensi del viaggio come esperienza?

Il viaggio è esperienza. Noi viaggiamo tanto con i nostri bimbi perché vogliamo che loro abbiano una chance in più nella vita…la chance di sentirsi cittadini del mondo e questo passa solo attraverso l’esperienza della diversità, attraverso la scoperta, attraverso il viaggio.

 

Come scegli le tue mete di solito?

Scegliamo le mete in base alle esigenze dei bambini. Se riusciamo a costruire un itinerario di viaggio adatto alla loro età, ai loro interessi, ai loro bisogni il viaggio è un successo per tutta la famiglia. È bello programmarlo, viverlo e poi ricordarlo tutti insieme.

 

Quali sono i preparativi che fai di solito prima di un viaggio?

Per organizzare un viaggio in genere, scelta la meta, consulto blog e siti e vedo documentari in tv o su YouTube, definisco l’itinerario e poi pianifico tutto dall’Italia, confrontando recensioni, contattando le strutture o i transfer, studiando assicurazioni, vaccinazioni, visti. Questo lavoro può durare anche dei mesi, ormai seguo un modello rodato e affidabile di programmazione.

 

 

Cosa ne pensi del turismo di massa? Sfruttamento o risorsa?

Difficile incasellare la risposta in una categoria. Quest’estate con i bambini siamo stati in Cina e abbiamo patito molto il turismo di massa. Faccio solo un esempio: desideravo moltissimo, sin da ragazzo, vedere la Città proibita e avevo programmato tutto, siamo arrivati anche ai cancelli mezz’ora prima dell’apertura, ma una volta dentro, nonostante le visite siano a numero chiuso, volevo solo scappare…c’erano così tanti turisti che mi sono sentito soffocare.  Se ci sono troppi turisti non c’è più poesia. Anche la nostra Napoli sta vivendo un boom di turismo, ma non so se è davvero una risorsa, se un turista non riesce a scoprire la vera anima della città. In genere quando scelgo un itinerario cerco sempre itinerari alternativi e poco battuti.

Qual è il viaggio più bello che tu abbia mai fatto?

Ho fatto viaggi in moto, in camion… in posti assurdi e lontanissimi, ma forse il viaggio più bello che ho fatto è stato il campeggio + Interrail con i miei figli di due anni in Francia, quando ogni sera montavamo la tenda ed Enrico andava in giro a chiedere il martello per piantare i picchetti e Giulia trovava sempre qualcuno in camper che le riscaldava il biberon. Ho capito che i miei figli erano due piccoli viaggiatori, pronti ad adattarsi a ogni situazione.

 

 

Raccontaci un aneddoto di uno dei tuoi viaggi

Ricorderò sempre Enrico su un peschereccio in Maine mentre tende il braccio verso il mare e grida “Whale- Whale”. Lui ancora non parlava bene, e faceva freddissimo sul peschereccio, ma lui era proteso verso il mare, verso la scoperta ….verso, come dicevamo all’inizio, l’esperienza.

Ringraziamo ancora Cristina e Francesco per questa bellissima intervista. Vi ricordiamo che potete trovare il loro blog qui

 

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