Turisti per caso: Sulle Strade del Mondo

Turisti per caso: Sulle Strade del Mondo

Abbiamo intervistato oggi Simonetta, autrice del travel blog Sulle Strade del Mondo, che ci ha raccontato di come è nata l’idea per questo progetto, del viaggio come esperienza e da cosa non si separerebbe mai durante un viaggio

 

Raccontaci un po’ l’avventura del tuo blog

Il mio blog www.sullestradedelmondo.it è nato quasi per caso nel 2006. Lavoravo come giornalista per una tv romana che era stata venduta ed ero in attesa di scoprire il mio destino: licenziata o ricollocata.  Nel frattempo per tre mesi sono stata costretta da andare tutti i giorni in redazione senza nessun telegiornale da preparare. Così è nata l’idea di aprire un blog per organizzare in modo diverso il mio imminente viaggio in Nepal.  Quando poi arrivò la lettera di licenziamento il mio blog mi fu molto di aiuto a superare quel brutto momento. All’epoca il fenomeno dei blog era gli esordi e il mio è cresciuto rapidamente, al punto che – dopo appena sei mesi – fu dichiarato “miglior blog italiano di viaggi” dalla redazione del TGCom. Poi sono arrivate le interviste radio, i primi inviti e soprattutto è cresciuto il pubblico che mi seguiva. Partecipare ad eventi dedicati mi ha poi messo in contatto con altri blogger e non solo sono nati momenti di confronto, ma anche delle belle amicizie. L’avventura più bella è stata quella iniziata nel 2015 quando, insieme ad altri blogger abbiamo fondato l’Associazione Italiana Travel Blogger.

 

 

Cosa ne pensi del turismo di massa?

Un fenomeno che ha sia lati positivi che negativi. Il turismo di massa ha offerto a tante persone la possibilità di viaggiare, rendendo il viaggio un’esperienze fruibile da tutti e non più solo per una nicchia ristretta. Il viaggio però non sempre è vissuto come scoperta, confronto con altre culture, possibilità di fare nuove esperienze, ma solo per dire “ci sono stato”. Il turismo di massa troppo spessa dimentica che in viaggio ci vuole rispetto per i luoghi, per le culture e per le persone. Il risultato in alcuni casi è stato quello di snaturare i luoghi. Personalmente preferisco un turismo diverso e soprattutto responsabile.

 

 

Quali sono i tre viaggi migliori che tu abbia mai fatto?

La Thailandia, un Paese che mi ha dato molto e con un’offerta molto variegata, dai templi ai massaggi, dal mare alle foreste, dai parchi alle città. In Thailandia sono stata tre volte e ogni volta ha tanto da offrirmi.

La Siria, dove ho trascorso uno dei più bei Capodanni della mia vita. Il ricordo di quel viaggio per me è molto prezioso soprattutto ora, quando penso alle devastazioni che ha dovuto subire il Paese e la sua gente. Ho visto luoghi che non saranno più gli stessi ed ho conosciuto persone che mi hanno lasciato un bellissimo ricordo, tra loro anche padre Paolo Dall’Oglio del quale non si hanno più notizie da cinque anni, che ho incontrato nella sua Mar Musa.

Gli Stati Uniti dei grandi parchi dell’Ovest. Credevo di essere preparata a tanta bellezza, ma quello che ho trovato ha superato ogni mia aspettativa. Ti dico solo che ho fatto il viaggio in agosto e a dicembre ero pronta a tornare, proprio io che ho la teoria che si dovrebbe cambiare continente ad ogni viaggio!

 

 

Cosa ne pensi del viaggio come esperienza?

Il viaggio deve essere esperienza, non può essere solo scattare foto o “piantare una bandierina”. I miei viaggi sono sempre ricchi di esperienze: in Messico ho nuotato con gli squali balena, a Pechino ho imparato a cucinare i ravioli a casa di una cinese, in Nepal ho bevuto del (pessimo) tè al burro di yack in un monastero durante una cerimonia buddista, in Botswana ho esplorato il delta dell’Okawango a bordo di un mokoro, e poi tante notti nel deserto in Oman, Giordania, Marocco, Namibia… solo per fare qualche esempio

 

Cosa mangi di solito quando viaggi?

Sempre cucina locale, anche se a volte mi scontro con il fatto che non mangio carne, sono sempre pronta a sperimentare la cucina del posto. A me poi piace cucinare e quello che assaggio in viaggio diventa spesso fonte di ispirazione per i miei piatti. A volte però, nei viaggi lunghi, ogni tanti cedo alla pizza. Parlando di cibo in viaggio ho solo un limite: la colazione. Faccio fatica a mangiare salato la mattina e vorrei sempre la mia tazza di latte e caffè. Sembra una richiesta semplice e fattibile, ma a volte è davvero poco facile.

 

 

Se dovessi scegliere, quali sono le due cose dalle quali non ti separeresti durante un viaggio?

La macchina fotografica, perché quando viaggio mi piace scattare fotografie, per rivivere il viaggio una volta a casa. Una passione che ho sempre avuto e che – da quando ho il blog – è diventata anche un’esigenza. La seconda cosa sarebbe la piastra per i capelli, ho una chioma ribelle che riesco a domare solo con la piastra, ma alla fine la lascio spesso a casa, viaggiando con bagaglio sempre ridotto al minimo, anzi quando posso solo il bagaglio a mano, non c’è abbastanza spazio per tutto  così la piastra è la prima cosa che spesso sacrifico.

 

Ringraziamo ancora Simonetta per questa bellissima intervista. Vi ricordiamo che potete trovare il suo blog qui

 

Sei un viaggiatore? Vuoi provare a viaggiare e vivere le stesse esperienze di Simonetta?

Registrati subito!

Condividi questo articolo con i tuoi amici

Come funziona Rolling Pandas?

req

Crea il tuo viaggio

  • Viaggia in tutto il mondo
  • Scopri 1000+ tour organizzati
  • Più di 200 partner scelti con cura
prev

Ricevi il preventivo

  • Manda la tua richiesta senza impegno
  • Ricevi il preventivo da un esperto locale
  • Prenota con un clic
go

Parti in sicurezza

  • Piattaforma per pagamenti sicuri
  • Utilizzato da centinaia di viaggiatori
  • Opzioni di pagamento flessibili

Vuoi fare un viaggio su misura? Scrivici!

mood_bad
  • Non ci sono commenti
  • chat
    Aggiungi un commento
    keyboard_arrow_up