Turisti per caso: Scomfort Zone

Turisti per caso: in viaggio con Mattia

Abbiamo intervistato oggi Mattia, autore del blog Scomfort Zone, che ci ha raccontato dei suoi viaggi e delle sue idee sul mondo travel.

Parlaci un po’ di te e del tuo blog

Ciao! Mi chiamo Mattia, ho 36 anni e sono di Forlì. A dire il vero negli ultimi anni ho viaggiato tanto, per buona parte di Europa e Sudamerica zaino in spalla e lo scorso giugno per un mese in Etiopia. Partito con un biglietto di sola andata dopo aver perso il posto di lavoro, ho deciso di rincorrere le idee e le sensazioni che sentivo uscendo dal mio quotidiano. Gestisco il blog scomfortzone.com, una community di persone unite dal desiderio di uscire dalla propria zona di comfort attraverso l’esperienza di viaggio. Viaggiare è l’occasione di aprirsi a un Mondo fatto di occasioni e incontri inaspettati! Su ScomfortZone ci sono racconti e consigli su come viaggiare in modo local, si organizzano eventi nazionali e viaggi di gruppo che accompagno alla scoperta di Colombia ed Etiopia.

 

 

Cosa ne pensi del turismo di massa? Sfruttamento o risorsa?

Come viaggiatore cerco di visitare Paesi ancora poco toccati dal cosiddetto turismo di massa. La domanda che mi faccio in genere non è “cosa voglio vedere”, ma “quale esperienza voglio vivere”..capite che in questo modo si apre un ampio ventaglio di possibilità! Credo però che il problema non sia andare tutti negli stessi posti: ci sono dei siti, penso ad esempio a Machu Picchu o alla “nostra” Venezia dove è normale voler andare perché sono incredibili. Quello che fa la differenza è secondo me l’atteggiamento prima da parte di noi viaggiatori e poi da chi gestisce queste meraviglie. Se il rischio è di compromettere l’ambiente e il sito stesso, io sono favorevole a fare un passo indietro e non andare!

 

 

Qual è per te il significato del viaggio?

Per me il viaggio è prima di tutto un’opportunità. Quando persi il posto di lavoro decisi di dedicarmi un tempo importante. E’ stato difficilissimo uscire dalla mia zona di comfort e partire con il mio zaino, ma sicuramente è stata una delle scelte più azzeccate che abbia mai fatto! In viaggio ho l’opportunità di conoscermi meglio attraverso le situazioni che si vengono a creare e riesco a conoscere un Mondo che non sempre è come quello che ci raccontano..

 

 

Quale legame c’è tra viaggi e cultura secondo te?

Io credo che il legame tra viaggi e cultura sia strettissimo. Non mi riferisco solo a cultura intesa come conoscenza di siti storici e artistici, componente importantissima per sapere dove si sta viaggiando. Vedo questo legame in senso più ampio. Passare del tempo con chi in quei posti ci vive, conoscere le tradizioni indigene, imbucarsi a qualche festa paesana è una cultura “non codificata” che vi farà tornare a casa con la sensazione di avere imparato tantissimo.

Preferisci viaggiare in Italia o nel resto del mondo?

Questa è una domanda alla quale per fortuna non riesco a rispondere!! Ho viaggiato in diverse parti d’Italia e ora cerco sempre l’esperienza insolita o la fuga improvvisa. Mi piace conoscere persone, usare il couchsurfing e incrociare modi diversi di vivere. Se potessi partire domani tornerei in Abruzzo, mentre sogno di viaggiare lentamente in Calabria. Quando sono all’estero saluto il Mattia che viene dalla Romagna ed è affezionato alla propria terra per fare spazio a tutte le novità e alle stranezze che si presentano lungo la strada! Sogno di viaggiare dai Paesi sul Mar Baltico e tornare a casa in maniera lenta, lavorare con i locali e visitare realtà ancora poco conosciute.

Raccontaci un aneddoto di uno dei tuoi viaggi

Mi trovavo a Valdivia, nella Patagonia cilena, e volevo andare a nord per incontrare le persone appartenenti alla comunità indigena dei Mapuche, gli ultimi superstiti dei nativi di quelle zone. Non sapevo però come fare a trovarli. Stavo cercando un passaggio in autostop, pratica molto utilizzata in Cile e Argentina. Ad un certo punto si ferma una macchina con a bordo un ragazzo. Lungo la strada gli confesso il desiderio di voler incontrare questi indigeni. La sua risposta è stata: “Ma io sono un Mapuche! Questa sera sarai ospite a casa dei miei genitori, che conservano tuttora antiche tradizioni indigene”. E’ stata una serata indimenticabile in un piccolo villaggio alle pendici del vulcano Pucon, tra queste persone così accoglienti e una natura mozzafiato!

 

 

Sei mai rimasto in contatto con persone conosciute durante i tuoi viaggi?

Assolutamente si! In particolare durante il viaggio di un anno in Sudamerica ho intrecciato il cammino di tante persone, a volte condividendo solo una birra altre volte diversi giorni di viaggio. Con tanti di loro sono ancora in contatto, è un modo per me di coltivare belle amicizie e respirare quella libertà che si prova in viaggio. Alcuni di loro sono passati a trovarmi a Forlì. Mi piace perché è un modo di unire le amicizie di sempre ad alcuni pezzi di Mondo..non vi dico cosa ne viene fuori!

Ringraziamo ancora Mattia per questa bellissima intervista. Vi ricordiamo che potete trovare il suo blog qui

 

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