Turisti per caso: La Valigia di Cassandra

Turisti per caso: La Valigia di Cassandra

Abbiamo intervistato oggi Rosaria, autrice del travel blog La Valigia di Cassandra, che ci ha raccontato della sua passione per i viaggi, delle relazioni durante i suoi pellegrinaggi e del legame che secondo lei esiste tra viaggi e cultura.

Raccontaci un po’ di te e del tuo blog

Oggi sono una mamma che spera di viaggiare e di far conoscere il mondo a sua figlia che, un po’ a caso, un po’ no, si chiama India, con l’augurio che questo nome possa portare soprattutto tanta curiosità nella sua vita. Perché io sono sempre stata una ragazza con un piede a terra e uno fuori la porta, in cerca del prossimo viaggio da organizzare. E il mio Blog nasce non tanto per raccontare i miei viaggi e fungere da guida a chi possa incontrarlo sulla sua strada, quanto da diario personale, per annotare le emozioni che può regalarmi anche un giorno fuori casa. Lo facevo anche prima, soltanto che annotavo emozioni e ricordi su un foglio di carta; oggi, invece, viaggia tutto a una velocità 2.0.

 

Hai mai stretto relazioni importanti durante uno dei tuoi viaggi?

Se ci penso, forse no. Direi più grazie ai viaggi, ma difficilmente mi è capitato di conoscere qualcuno di significativo durante un viaggio. Questo, però, è colpa del mio modo di viaggiare, che si concentra molto sull’aspetto paesaggistico di una destinazione, che condivido soltanto con il mio compagno di vita e di avventure. Comprendo, tuttavia, che ci sia qualcosa di “sbagliato” nel non approfondire anche l’aspetto antropologico, perché rivela l’anima di un paese; ma, fortunatamente, riesco ad entrare in empatia con un luogo anche grazie alle bellezze da immortalare.

 

Cosa ne pensi del turismo di massa? Sfruttamento o risorsa?

Non sarò ben vista per questo, ma credo che il turismo di massa possa essere una risorsa per chi lo propone. Il rischio, naturalmente, è quello di non rispettare la capacità di carico di una determinata destinazione e di non apportare benefici alla popolazione locale; ma se ben gestito, può consentire lo sviluppo di una località. Poi, quella località stessa, la si può amare oppure no, ma questo è un altro argomento di discussione. Io sono per i viaggi on the road, di quelli che scovano angolini nascosti che puoi trovare soltanto grazie alla libertà di viaggiare senza schemi…ma non nascondo che a volte mi ritrovo a pensarmi distesa su un lettino, davanti a un bellissimo mare cristallino, sorseggiando un cocktail appena servito.

 

Qual è per te il significato del viaggio?

Viaggiare, per me, è semplicemente aprire mente e cuore. Ogni angolo del mondo ti fa crescere e ti fa affrontare la vita più consapevolmente. Non viaggio per vantarmi, non viaggio per moda, non viaggio per sentirmi uguale agli altri. Viaggio perché ne ho bisogno per essere una persona migliore.

Quale legame c’è tra viaggi e cultura secondo te?

Dipende dal tipo di viaggio verso il quale si è predisposti. Se, come ho detto prima, viaggi con la mente aperta, torni a casa con un bagaglio culturale molto più ricco. Sei una persona più consapevole, oltre ad aver imparato storia e geografia nel vero senso della parola. Non è soltanto l’essere appassionato di arte o di storia che ti fa viaggiare alla ricerca di qualcosa da imparare. La cultura si estende a ogni campo e ogni viaggio può insegnarti qualcosa.

 

Preferisci viaggiare in Italia o nel resto del mondo?

Non ho una meta specifica e non mi sento particolarmente esterofila, però amo molto l’Europa e spero di completarla presto poiché, nonostante i numerosi viaggi, mi manca davvero parecchio. Inoltre, l’Europa si presta a essere girata in auto, partendo direttamente da sotto casa e questo è un aspetto che non sottovaluto mai, non amando molto volare. Negli ultimi due anni, però, vuoi per un motivo, vuoi per un altro, mi sono trovata a girare molto più spesso in Italia e devo dire che mi ha riservato delle sorprese davvero inaspettate.

Raccontaci un aneddoto di uno dei tuoi viaggi

Non so se è un aneddoto vero e proprio ma, lo scorso anno a Playa del Carmen, dopo aver postato una foto che annunciava al mondo intero che mi trovavo lì, ho ricevuto un messaggio di un ragazzo/collega italiano che ho conosciuto su Twitter grazie al Blog: lui viveva in Polinesia e una volta lo avevo contattato per ricevere informazioni per il mio lavoro…beh, in quei giorni si trovava anche lui lì e abbiamo fatto colazione insieme!!!!

Ringraziamo ancora Rosaria per questa bellissima intervista. Vi ricordiamo che potete trovare il suo blog qui

 

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