Turisti per caso: In viaggio con Simumatti

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Turisti per Caso: Simumatti

Abbiamo intervistato oggi Matteo, autore del blog Simumatti, che ci ha raccontato di come è nata la sua passione per i viaggi, di cosa significa il viaggio per lei e delle relazioni strette durante i suoi viaggi.

Raccontaci un po’ di te e del tuo blog

Ciao a Tutti! Mi chiamo Matteo, ho 29 anni e sono nato e cresciuto in Calabria. Ahimè la mia famiglia non mi ha mai iniziato al viaggio. Finché un bel giorno ho incontrato Simona, la donna che ho deciso di sposare. Da allora qualcuno mi ha detto che “non riesco più a tenere il sedere fermo sulla sedia”.

Proprio con Simona abbiamo deciso di partire per un anno in luna di miele intorno al mondo, zaino in spalla. E’ così che è nato il progetto SimuMatti (SimuMatti è l’unione dei nostri nomi ma è anche un’espressione del dialetto calabrese che significa “siamo fuori di testa”. Il nostro non è un blog di viaggi convenzionale. Per noi questa luna di miele è stata fin da subito un’avventura: fuori coccole e bacetti, dentro notti insonni in autobus ed estenuanti trek nel fango. Il nostro scopo è dimostrare che (1) esistono modi diversi di viaggiare e che (2) viaggiare costa meno di quanto si creda, a patto di scendere a compromessi.

Se la nostra storia e quella di tutte le persone magnifiche che stiamo incontrando saranno in grado di ispirare qualcuno allora avremo realizzato il nostro scopo.

Qual è per te il significato di viaggio?

Domanda difficilissima! Mi chiamo fuori dall’empasse accampando la scusa che non esiste un viaggio, bensì i viaggi. Come tante cose nella vita, anche il viaggio si evolve e il suo significato muta in funzione del mio stato d’animo. Ho iniziato a viaggiare per divertimento, assieme ad amici, per il puro piacere di visitare posti sconosciuti o affascinanti. Viaggio spesso per ragioni puramente goliardiche: sono un foodie senza speranza e appassionato di birra artigianale, pertanto sono sempre alla ricerca del peggior bar di Caracas dove si nasconde la tipicità locale. Per la gioia di Simona anche quando provo a tenere a distanza cibo e birra sono loro a trovare me. La stessa luna di miele è in continua evoluzione. E’ iniziata come una prova, una sfida nei confronti di me stesso come individuo ma anche in qualità di marito. Oggi siamo al nono mese di viaggio e il significato non è più lo stesso. Il viaggio mi ha cambiato, anzi ci ha cambiato. Perdonate l’espressione è altisonante ma oggi il viaggio è diventato una sorta di percorso spirituale.

Condivido il parere di chi ritiene che il viaggio sia il percorso, non la destinazione. E sono certo che il valore aggiunto di ogni viaggio sono le persone che si incontrano lungo il cammino. Sono loro a dare un sapore diverso al viaggio.

 

Cosa ne pensi dei viaggi organizzati?

Devo essere sincero? Non fanno per me. Sono una persona eccentrica,  mi piace organizzare e personalizzare tutto – se vi raccontassi cosa ho combinato con le bomboniere del matrimonio mi prendereste per pazzo davvero! Quando sono in viaggio mi piace uscire fuori strada, scoprire percorsi sconosciuti. Che si tratti di un trek o di visitare una città preferisco il fai-da-te, perlomeno fin quando è possibile. Ovviamente non sono un talebano e mi rendo conto che esistono diverse tipologie di viaggi organizzati. I pochi che riescono ancora a privilegiare l’autenticità hanno tutto il mio appoggio. Credo che la differenza la facciano la guida e i membri dell’agenzia di cui la stessa fa parte. C’è bisogno di viaggiatori per aiutare i viaggiatori. Al resto ci pensano le agenzie turistiche.

 

Ti sei mai trovato in una situazione pericolosa durante un viaggio?

Direi di sì, diverse volte – purtroppo per Simona quando si tratta di mettermi alla prova difficilmente mi tiro indietro.

Ho un terribile ricordo di una situazione pericolosa in ambito urbano, tra l’altro in una città insospettabile: Los Angeles. Due parallele dietro la strada principale, neanche troppo distante dalle luci dei riflettori, si nasconde una vera tendopoli. Per fortuna non è capitato altre volte. Quando si tratta di percorsi urbani credo il buonsenso sia sufficiente a evitare ogni pericolo: allontanarsi troppo dalle strade principali, farsi accompagnare in vicoletti, uscire nel cuore della notte, sono principi basilari di sopravvivenza. Tutti gli altri pericoli li ho incontrati durante i trek che tanto mi piacciono. In questi casi ritengo importante avere una guida competente che sappia indicare il percorso. La natura è tanto meravigliosa quanto pericolosa e pertanto deve essere rispettata. In mancanza di esperienza è sempre bene farsi guidare.

Mare o montagna?

Una volta avrei detto mare. Sono nato e cresciuto sulla costa della Calabria e come tale me ne sono innamorato. Oggi che il viaggio mi ha cambiato dico fermamente montagna: sfidante, superba e capricciosa. Una buona maestra di vita, severa ma giusta.

 

Hai mai stretto relazioni importanti durante uno dei tuoi viaggi?

Una caterva! L’intera luna di miele è stata concepita con lo scopo di avvicinarsi alle persone. Tantissime le abbiamo incontrate tramite Couchsurfing. Per chi non lo sapesse Couchsurfing è una community di viaggiatori che offrono alloggio ad altri viaggiatori. Abbiamo cambiato un sacco di volte l’itinerario per raggiungere persone che abitavano in località sperdute per il puro piacere di incontrarle, farci raccontare la loro storia e farci ispirare. In qualche modo sono riuscito a convincere Simona a far salire a bordo gli autostoppisti quando ne avevamo l’occasione. Poi ho deciso di alzare l’asticella della difficoltà e ho iniziato a fare anch’io autostop. E’ capitato che un semplice passaggio si trasformasse in una giornata da trascorrere assieme. Infine gli ostelli, benedetti loro e le loro camerate, dove tutte le più comuni domande di un viaggiatore trovano risposta.

In viaggio si incontrano un sacco di persone. Basta sollevare la testa dal computer e, anche a costo di sembrare colpiti da una paralisi, mostrare sempre il sorriso. Di tutti tengo memoria, con alcuni si è addirittura consolidata una splendida amicizia. A me e a Simona piace viaggiare per raggiungere persone, non luoghi. Potrei scrivere un libro con tutte le loro storie. Un libro… E se lo scrivessi davvero, voi lo leggereste?

Ringraziamo ancora Matteo per questa bellissima intervista. Vi ricordiamo che potete trovare il suo blog qui

Sei un viaggiatore? Vuoi provare a viaggiare e vivere le stesse esperienze di Matteo?

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