Turisti per Caso: in viaggio con Monique

Turisti per Caso: I Viaggi di Monique

Abbiamo intervistato oggi Monica, autrice del travel blog I Viaggi di Monique, che ci ha raccontato della sua passione per i viaggi, del viaggio come esperienza di vita e di come sceglie le sue mete di solito.

Raccontaci un po’ di te e del tuo blog

Il blog è nato un po’ per caso. Spesso nel mio lavoro, sono agente di viaggio, i clienti una volta prenotato il weekend a Londra o il viaggio a New York per esempio, mi chiedevano molte informazioni e dettagli su cosa fare e vedere. Certo una classica guida di viaggio risponde a tutte le domande, ma in molti apprezzano i racconti personali di chi ci è stato, aneddoti e consigli.

Così ho pensato al blog come un contenitore di informazioni utili per i viaggiatori, e pian piano è diventato parte integrante, ed importante, non solo per il mio lavoro.

La passione per la scrittura l’ho sempre avuta, ma mancava il tempo.

Ora occuparmi del blog vuol dire fare qualcosa che amo, non solo come fine lavorativo, ma con una cura personale emotiva a cui non posso rinunciare. E’ il mio angolo “di mondo”, dove a volte mi rifugio dando voce ai miei pensieri, ai miei ricordi. E sapere che il blog ispira qualcuno a partire, a scegliere quella meta in particolare, beh è una cosa bellissima.

 

Cosa ne pensi del viaggio come esperienza?

Anche il viaggio più piccolo in termini di durata e spostamenti è per me un’esperienza.

Osservare, curiosare, entrare in contatto con persone nuove per me è fondamentale.

Io proprio non riesco a crogiolarmi al sole su una spiaggia caraibica, devo andare alla scoperta dei luoghi, anche solo attraverso i racconti di chi ci vive.

Come ho fatto a Barbados di recente, dove a spiagge e mare stupendo, ho unito un tour dell’isola e ho conosciuto persone favolose.

Il viaggio deve creare ricordi ed emozioni, e l’esperienza più bella per me è condividerlo con il mio partner nella vita.

Ogni momento, anche banale, diventa un ricordo indelebile, e questa sensazione che mi regala il viaggio è qualcosa che a parole non si può spiegare.

Visitare Los Angeles e San Francisco, andare in bici lungo il molo a Santa Monica, ammirare il tramonto nel Grand Canyon e l’alba a Venice Beach, sono esperienze che anni fa mai mi sarei sognata di fare. Ogni piccolo/grande sogno di viaggio quando si realizza è un’esperienza assoluta.

 

Come scegli le tue mete di solito?

Sono una persona molto organizzata.

Se ho in mente una meta particolare mi documento tantissimo, cosa che faccio già per il mio lavoro, e poi comincia la ricerca del miglior volo e da lì ecco che la meta comincia a diventare sempre più interessante.

Diciamo che normalmente scelgo luoghi che sogno da sempre, o città che voglio scoprire o rivedere. Ho bene in mente i miei travel dreams, ma poi capitano momenti in cui mi faccio completamente rapire dalle emozioni e stravolgo l’idea iniziale.

Un esempio? Per il nostro viaggio di nozze avevo in testa il Messico da un sacco di tempo, nel giro di 48 ore mi sono ritrovata a prenotare un volo per Bali e Singapore.

Ero così titubante di volare ad Est, ma c’era una vocina dentro di me che mi sussurrava “Bali” e voilà, non ho saputo resistere.

Quali sono i preparativi che fai di solito prima di un viaggio?

Vedi sopra, sono super meticolosa, pure troppo. Leggo e divoro ogni blog di viaggio che parla della meta che ho scelto, anche quando si tratta di una capitale europea.

Leggo guide e riviste di viaggio, scelto l’hotel con cura (mi piace un sacco cercare gli alberghi dove dormire), chiedo a chi ci è stato consigli utili, e poi ecco che stilo una lunga lista di cose da fare, vedere e cosa mettere in valigia (e ahimè non sono brava a viaggiare leggera). Salvo poi non tirarla neanche fuori la lista una volta arrivata a destinazione, perché magari mi faccio prendere dal luogo in cui sono e cambio completamente i piani su cosa fare e vedere. Io e la coerenza non siamo proprio in ottimi rapporti in viaggio.

Cosa ne pensi del turismo di massa? Sfruttamento o risorsa?

Da operatore del settore turistico dovrei rispondere risorsa, ma ahimè fino a quando non ci sarà un’educazione nel saper viaggiare, il turismo di massa lo temo.

Prendo Bali come esempio. Luogo che adoro, luogo che ogni anno è sempre più affollato, chiassoso e “turistico”. La domanda è “vuoi andare a Bali perché vuoi conoscere la loro cultura e le loro tradizioni, per vedere templi e risaie, o solo perché ci vanno tutti ed è di moda?” E’ questo che mi preoccupa del turismo di massa.

I voli charter per alcune isole dei Caraibi, come Antigua per esempio, offrono un turismo più accessibile in termini di prezzo e viaggio stesso, ma andare fino là per trascorrere una settimana chiuso in un resort e non uscire, beh per me non ha senso.

In questo modo il turismo di massa rischia davvero di rovinare alcuni luoghi se prima non si “insegna” a viaggiare, a rispettare il prossimo, la natura.

Al lavoro sento continuamente lamentele sul cibo da parte di chi si trova in villaggio dall’altra parte del mondo. Viaggiare vuol dire sperimentare, scoprire, e pazienza se per una settimana in villaggio in Vietnam non c’è la pizza! (Che poi andare in Vietnam solo per stare in un villaggio, ecco anche no).

Nulla di male ad andare in vacanza, anzi, una settimana in relax in un’isola greca la farei eccome, però viaggiare è tutta un’altra cosa, vuol dire aprire la mente, uscire dalla propria comfort zone e non sono certa che il turismo di massa possa essere una risorsa se alla base non c’è educazione e conoscenza.

 

Raccontaci un aneddoto di uno dei tuoi viaggi

Diciamo che sono sfortunata con le valige.

Me le perdono con molta frequenza, e spesso in andata. Come quando sono arrivata in Florida a dicembre con maglione e cappotto, e il mio bagaglio zeppo di t-shirt è arrivato due giorni dopo. Senza dimenticare che per arrivare a destinazione ho perso due voli, sono rimasta bloccata una notte in hotel ad Atlanta (viaggiavo giovanissima da sola), e ho speso 70 dollari per una telefonata a casa chiamando dall’albergo (era il 1999 nessuna traccia di cellulari). Non rientra tra gli aneddoti da viaggio, però vi posso dire che sposarmi a New York è stata una delle cose più belle che potessi fare in viaggio!

 

Ringraziamo ancora Monica per questa bellissima intervista. Vi ricordiamo che potete trovare il suo blog qui

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