Turisti per caso: In giro con Fluppa

Turisti per caso: In giro con Fluppa

Abbiamo intervistato oggi Flavia, autrice del travel blog In Giro con Fluppa, che ci ha raccontato delle sue esperienze di viaggio, del suo primo incontro con l’aurora boreale e dei suoi incontri durante le sue avventure.

Parlaci un po’ di te. Come è nata l’avventura del tuo blog?

Ciao Rolling Pandas, sono Flavia, 34 anni, vivo a Londra da 7. Il mio blog è nato per puro caso! Una mia amica aveva cominciato a scrivere di viaggi on line e mi ha detto: “Perché non apri anche tu un blog? Viaggi così tanto!” Ho provato, all’inizio solo per passare un po’ di tempo. Poi pian piano e’ diventato parte integrante della mia vita, che e’ ora un ciclo continuo di organizza-parti-fotografa-scrivi-organizza-parti-fotografa-scrivi. Non ne riesco ad uscire! Più viaggio e più voglio scoprire, più fotografo e più voglio migliorare la tecnica, più scrivo e più voglio che il mio blog diventi utile, pieno di articoli e d’ispirazione per i miei lettori!  

Cosa ne pensi del turismo sostenibile?

L’approccio al turismo responsabile va incoraggiato sempre e comunque. In un’epoca in cui viaggiare è diventato facile e alla portata di tutti, l’attenzione all’ambiente che ci ospita diventa fortemente necessaria. Credo che la base di tutto stia nella sensibilità e nel rispetto del prossimo, dell’arte e della storia, dell’ambiente e delle culture. Sono cose che andrebbero insegnate da bambini, ma purtroppo ci sono troppe persone in giro che danno il cattivo esempio, danneggiando e/o mettendo in pericolo se stesse e l’ambiente che le circonda. Noi come blogger abbiamo un ruolo importante nella comunicazione responsabile nel turismo: le nostre voci raggiungono centinaia, migliaia, a volte milioni di persone e dovremmo essere in prima linea nel promuovere un turismo il più sostenibile possibile.

 

Secondo te c’è differenza tra turista e viaggiatore? Se si, quale ti consideri dei due?

Ne ho sentite di tutti i colori a riguardo! Io non amo le etichette, al contrario credo molto nella libertà di vivere il viaggio come meglio si crede. Non sta scritto da nessuna parte che chi passa una settimana chiuso in un resort sia da biasimare, il fatto che io non lo faccia non mi fa sentire assolutamente in diritto di sentirmi una persona migliore solo perché ho delle esigenze di viaggio diverse 🙂

Qual è stato il viaggio che più ti ha colpita?

Sono innamorata di quei luoghi dove Madre Natura regna sovrana e ti fa sentire piccolo piccolo. L’ho capito dopo un bellissimo viaggio in Australia, quell’enorme continente con la sua terra rossa, il clima pazzo, gli animali liberi, le stelle in cielo e gli esseri umani più accoglienti che abbia incontrato fino ad oggi. Ricordo con il batticuore Kangaroo Island, le sue strade che cambiano colore e paesaggio ad ogni angolo, i suoni degli animali e delle onde dell’oceano. E poi i canguri che attraversano la strada, i koala che ti guardano sonnecchianti dal ramo dell’albero, i leoni marini che si crogiolano sulla spiaggia! Non dimenticherò mai lo spettacolo dei pinguini che risalgono sulla terraferma dal mare! In quel momento mi sono sentita in uno zoo, ma al contrario: ero io in gabbia in un mondo tutto dedicato agli animali. Sulla spiaggia eravamo chiusi dietro delle corde, al buio, con divieto assoluto di fotografare, fare baldoria, lasciare immondizia: quello è il loro habitat e noi non dobbiamo invaderlo. Dovrebbe essere cosí, sempre ed ovunque. Il Pianeta Terra è troppo bello e noi lo trattiamo troppo male.

Sei mai rimasta in contatto con persone conosciute durante i tuoi pellegrinaggi?

Per una mia forte timidezza, raramente attacco bottone con sconosciuti in viaggio, quindi mi riesce difficile stringere rapporti e mantenere contatti. Per fortuna c’è mio marito che, al contrario di me, è un amicone e ritiene il contatto con le persone del luogo un grosso plus (non ha ragione?). In Canada per esempio, è riuscito ad organizzare una serata in birreria con 3 ragazzi di Vancouver che ci hanno raccontato diversi aneddoti e curiosità sulla città. Ma è rimasto solo un bel ricordo, qualche fotografia ed un’amicizia su Facebook.

 

Raccontaci un aneddoto di uno dei tuoi viaggi

Come dimenticare la mia primissima Aurora Boreale? Eravamo in Norvegia, sulle isole Lofoten.

In aeroporto abbiamo noleggiato l’auto e ci siamo diretti verso Hamnøy, che dista 4 ore.

Ad un certo punto comincia a fare buio e mi arriva la notifica sul cellulare dall’app: quella sera le probabilità di vederla erano alte! PANICO! 60 km/h il limite su quella strada.

ANCORA PANICO! L’orario previsto della tempesta era le 21, noi alle 20.45 arriviamo al nostro alloggio. Il tempo di guardarci un attimo intorno, prendo macchina fotografica e treppiede, usciamo.

Era già li’!!!!!! Comincio ad urlare: “Oddiooooooooo eccolaaaaaaa aiuto le luci!!” (avevo paura che l’inquinamento luminoso mi rovinasse le foto) Comincio a correre di qua e di la cercando un punto buio, le luci dei cottages erano ovunque! Sembravo una pazza: correvo trascinando quel treppiede lungo, mi fermavo, tornavo indietro e urlavo: “Andiamo di qua! No, di la! Oddio qua c’e’ il lampione! Aaaahhhh dove dobbiamo andaaareee!”

Alla fine mio marito mi tira in un vicolo abbastanza buio, eravamo da soli. Piazzo il treppiede e comincio a scattare. Avevo paura che le foto venissero una schifezza, non sapevo quanto l’Aurora sarebbe durata, mi batteva il cuore e poi inaspettatamente lei si muoveva, cambiava posizione nel cielo e io la dovevo rincorrere!

Poi ad un certo punto sento da lontano un “yohoooooooooooo!!”

Mi accorgo quindi che c’e’ qualcuno che sta godendo dello stesso spettacolo, seguiamo il grido ed arriviamo vicino al mare. Effettivamente c’erano 3-4 persone con treppiede e macchine fotografiche puntate verso il fiordo. Un buio pesto, non si riusciva a vedere dove mettere i piedi! Li’ poi e’ stata una sgomitata continua: tutti avevamo il grandangolo, quindi innanzitutto dovevamo stare bene alla larga l’uno dall’altro, poi appena uno si muoveva (io) arrivava la cazziata di quello affianco!

Il tutto è durato un’oretta circa, poi l’Aurora è piano piano andata via lasciando prima il cielo velato di verde e poi scomparendo definitivamente.

Insomma avrete capito che il mio primo appuntamento con lei non è stato propriamente romantico, più che altro un mix di panico, forte emozione e diverse risate!

Ringraziamo ancora Flavia per questa bellissima intervista. Vi ricordiamo che potete trovare il suo blog qui

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