Turisti per caso: In viaggio con Dany

Turisti per caso: Travelling Dany

Abbiamo intervistato oggi Danila, autrice del travel blog Travellingdany che ci ha raccontato di come è nata l’idea per questo progetto, di quali sono i preparativi che fa prima di un viaggio e di cosa pensa del turismo di massa.

Raccontaci un po’ di te e del tuo blog

Sono una “travel blogger per caso”, in quanto ho sempre viaggiato, sin da piccola. Soltanto da qualche anno ho iniziato a condividere le mie esperienze di viaggio, prima su Instagram, e poi tramite un mio blog scritto in due lingue (inglese e italiano). Mi piace molto l’idea di poter aiutare gli altri a viaggiare di più e soprattutto a farlo in maniera intelligente. Travelling Dany è proprio questo: uno spazio nel quale condividere, per diffondere “il verbo”. Vivo in una zona in cui molte persone organizzano un solo viaggio in tutta la vita… la luna di miele. Si ritiene che viaggiare sia troppo costoso, troppo complicato, magari anche troppo pericoloso. Il mio intento è invece quello di invogliare gli scettici, mostrando loro che non solo è possibile dimezzare i costi, evitando di rivolgersi a un’agenzia di viaggi, ma che può essere divertente mettere insieme l’itinerario dei propri sogni.

Ho sempre viaggiato sfruttando i consigli di altri blogger online, tramite forum o blog personali. Questo è il mio modo di restituire qualcosa alla community. Mi affianca in questa meravigliosa avventura mio marito Aldo, che si occupa di scattare fotografie e di girare video che pubblichiamo sul nostro canale Youtube.

 

 

Cosa ne pensi del viaggio come esperienza?

Trovo che il viaggio sia un modo fantastico non solo per ampliare i propri orizzonti, ma anche per imparare e conoscere persone nuove. Viaggiare per forza di cose ti mette di fronte a una serie di possibili ostacoli. Impari quindi a diventare flessibile… smart,  per così dire. Tante persone che conosco e che hanno paura di viaggiare, purtroppo sono anche preda di preconcetti e leggende metropolitane. Questi blocchi mentali cadono uno dopo l’altro quando si entra in contatto con culture e tradizioni diversissime dalle nostre. Ho conosciuto personaggi tra i più disparati lungo la strada: in genere lego sempre un viaggio a una conoscenza particolare. C’è sempre quell’incontro indimenticabile, soprattutto quando ci si discosta dai posti troppo turistici!

Come scegli le tue mete di solito?

Io e Aldo abbiamo un lungo elenco di Paesi che vogliamo visitare. Non tutti sono viaggi semplici da organizzare, ma prima o poi troviamo il modo di farlo. Quest’anno ci siamo concessi il Giappone, ed è stato amore a prima vista. Ma in elenco abbiamo anche Patagonia, Groenlandia, Lapponia e Alaska, tra gli altri.

 

 

Quali sono i preparativi che fai di solito prima di un viaggio?

Prepariamo un itinerario abbastanza dettagliato. Ci piace essere precisi, pur lasciandoci ampi spazi di manovra. A volte infatti capita di fare qualche deviazione nel corso di uno dei nostri road trip. Ci facciamo ispirare dal momento. E sono proprio quelle le esperienze più belle, delle quali non ci si dimentica mai!

In genere iniziamo a organizzare un viaggio qualche mese prima. Fino a sei mesi in anticipo se si tratta di un viaggio lungo o abbastanza complesso. Di quelli cioè che richiedono eventuali visti/vaccinazioni/specifici documenti. Ci vuole meno tempo per weekend in Italia o in Europa.

Ormai siamo diventati organizzatissimi anche nel preparare i bagagli: stiamo imparando a viaggiare leggeri anche in inverno. Dopotutto è importante farlo perché le compagnie low cost diventano sempre più severe e per evitare antipatici costi accessori… bisogna diventare “creativi del bagaglio”!

 

 

Cosa ne pensi del turismo di massa? Sfruttamento o risorsa?

Credo che fondamentalmente sarebbe importante imparare ad essere turisti coscienziosi. Ben venga il turismo di massa, ma perché inquinare con carte, spazzatura e bottiglie di plastica? Arrivare a Kyoto e vedere una geisha che tentava di scappare via da una decina di turisti che la tiravano per il kimono, nella speranza di scattarle qualche foto, non è stato affatto bello. La prefettura ha ritenuto necessario far installare dei cartelli per “insegnare” ai turisti che è vietato toccare le geisha o le maiko, che non si possono gettare rifiuti sul pavimento e non ci si può sedere a riposare sui gradini di una casa da tè, bloccando di fatto il passaggio ai clienti.

Dovrebbero essere concetti di base, eppure sembra che tante persone si lascino prendere dalla foga quando visitano un posto nuovo, dimenticandosi qualunque nozione legata ad educazione e vivere civile. Questo non va affatto bene.

Al contempo, tuttavia, non mi piace leggere che si sfrutta il turismo di massa per aumentare i prezzi anche del 300%, come è capitato in Islanda (che ormai è una meta non solo affollata, ma anche costosissima). L’ho visto succedere anche da noi: avete mai provato a prenotare un hotel a Lucca o nei dintorni, nel periodo del Lucca Comics & Games?

 

 

Preferisci viaggiare in Italia o nel resto del mondo?

Scrivo moltissimo di Napoli e Italia, perché mi piace mostrare la mia casa a chi mi legge, vista dagli occhi di chi vive qui da sempre. Ma ho viaggiato tanto anche all’estero. Sin da bambina, con la mia famiglia, ho vissuto incredibili avventure, innamorandomi dei road trip. Veniva con noi persino la nostra gattona: eravamo inseprarabili!

L’Italia è magnifica, ma spesso non sa valorizzare il proprio patrimonio culturale e naturale. Gli Stati Uniti, dove io e Aldo siamo stati un’infinità di volte, hanno invece parchi nazionali fantastici e musei interattivi. Insomma, abbiamo tanto da imparare! Speriamo che le cose cambino, perché il mondo ama il nostro Paese!

 

Qual è il viaggio migliore che tu abbia mai fatto? Perché?

Quello che definisco il “Real America”. Ho iniziato ad andare a cavallo a cinque anni, per gioco. Quindi è diventato uno sport agonistico, che ho dovuto lasciare per via di problemi di salute. Ma da che ne ho memoria ho sempre amato il mito dell’Old Wild West, anche grazie a interessantissimi documentari come “Cinquecento Nazioni”, narrato da Kevin Costner… oggi quasi del tutto dimenticato.

Abbiamo noleggiato una jeep e ci siamo addentrati all’avventura nell’America dei bisonti, delle mandrie di mustang selvatici, dei cowboy, delle riserve indiane, dei fortini e dei film. E’ stato il viaggio più bello di tutta la mia vita. Non che abbia amato meno altre destinazioni come il Giappone, sia chiaro! Però mi ha fatto un certo effetto andare a visitare la tomba di Calamity Jane e “Wild Bill” Hickok, o esplorare i luoghi in cui hanno girato “Balla coi lupi”, il grande museo del west di Buffalo Bill Cody, o trovarmi a neanche mezzo metro da una mandria di bisonti in libertà!

Forse è proprio questo il segreto di un bel viaggio: riuscire a realizzare un sogno. Non trovate?

Ringraziamo ancora Danila per questa bellissima intervista. Vi ricordiamo che potete trovare il suo blog qui

 

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