Turisti per caso: in viaggio con Carlotta

Turisti per caso: i viaggi di Magna e Tes

Abbiamo intervistato oggi Carlotta, autrice del blog Magna e Tes – Home Food, che ci ha raccontato di come è nata l’idea per questo progetto, di quello che pensa del turismo di massa e dei suoi aneddoti sui viaggi.

Raccontaci un po’ di te e del tuo blog

Magna e Tes è nato per gioco, come si suol dire. <<Tu hai qualcosa da raccontare>> mi ripetevano amici e parenti ma io, complice la mia natura timida e riservata, ne ho spesso dubitato. Sono sempre stata un po’ gelosa dei miei ricordi di viaggio, così come delle mie ricette, perciò ho esitato parecchio all’idea di doverli condividere. Ho voluto provare per togliermi qualsiasi dubbio e, contro ogni aspettativa, mi è piaciuto. Ho scoperto il piacere di scrivere e di rileggere un ricordo anche a distanza di tempo, così come ho scoperto la soddisfazione di sapere che qualcuno apprezza il mio stile, i miei racconti.

E’ bastato un attimo e da lì non mi sono più fermata. Dal 2013, che fosse un diario di viaggio, una riflessione o una ricetta ho scritto senza sosta sul blog e non solo.

Ad oggi Magna e Tes fa parte della mia quotidianità e posso fortunatamente definirlo parte del mio lavoro ma, soprattutto, la mia grande passione.

 

 

Cosa ne pensi del viaggio come esperienza?

Una tra le tante cose per cui sono grata ai miei genitori è l’avermi trasmesso la passione per i viaggi. Li ringrazio spesso per la possibilità di viaggiare che mi hanno dato fin dall’infanzia; nonostante i tempi e la mentalità un po’ chiusa della società di allora, non si sono mai fatti scrupoli nel portare me e mia sorella in giro per il mondo.

Attraverso i viaggi mi hanno insegnato il rispetto per qualsiasi persona, al di là dell’etnia e del credo. Mi hanno mostrato il lato più ‘bello’ dei paesi ma anche la realtà nuda e cruda. Crescendo ogni viaggio è stato un’esperienza, che fossi con loro, da sola o col mio compagno Federico.

Nel bene o nel male un viaggio ti lascia insegnamenti ed emozioni, sta a te scegliere se condividerli o custodirli gelosamente.

 

Come scegli le tue mete di solito?

Per non generalizzare faccio un distinguo, con la premessa che mi piace organizzare bene ciascun viaggio.

Il mio mappamondo di sughero è pieno di bandierine, ho una lunga lista di destinazioni da visitare nel medio termine ma anche una serie di paesi che mi incuriosiscono ma non hanno la priorità.

Solitamente stabilisco dei tempi, periodi e anni entro cui vorrei visitare un posto e programmo il viaggio in funzione ad essi. Per esempio, entro la fine del 2019 vorrei visitare il Giappone e sono già in fase organizzativa per questo viaggio.

Ci sono, poi, mete a cui magari non ho mai pensato che, da un momento all’altro, entrano nella mia wish-list. Non ho mai sognato di visitare i paesi baltici, per esempio, almeno fino a quest’anno. E’ bastata una foto per farmi cambiare idea e ora Riga è una possibilità tra i miei viaggi autunnali.

 

 

Quali sono i preparativi che fai di solito prima di un viaggio?

Essendo precisa, sia nel lavoro che nella vita, tendo a organizzare ogni viaggio nei dettagli.

Sicuramente il primo step è la raccolta di informazioni sulla destinazione: mappe, usanze, cultura, clima e una serie di cose che preferisco sapere prima della partenza. Sono nativa digitale ma non posso fare a meno di comprare una guida cartacea per ogni meta da visitare.

Insieme a Federico, il mio compagno di viaggi e di vita, stabilisco i giorni a disposizione e studio un itinerario ad HOC. Nei nostri progetti non mancano mai visite a birrifici, mercati e tutto ciò che ha a che fare con cibo e bevande.

Preferiamo prenotare trasporti e alloggi in anticipo, così da goderci al massimo il viaggio. Mettiamo in valigia le macchine fotografiche e poco altro poi siamo pronti per partire!

Cosa ne pensi del turismo di massa? Sfruttamento o risorsa?

Credo che il turismo in sé sia una risorsa fondamentale per qualsiasi paese; al di là dello sviluppo e delle risorse a disposizione, il turismo sprona qualsiasi popolo a mostrare il lato migliore.

Esso, però, necessita di consapevolezza, rispetto e umiltà da ambo le parti. Il turista deve ricordarsi di essere prima di tutto ospite e, in quanto tale, deve rispettare le regole del paese che visita. Il paese ospitante deve riconoscere i suoi limiti e, soprattutto, far valere la propria cultura.

Quando questo patto viene a meno si creano squilibri e situazioni poco piacevoli, quali sfruttamento delle risorse e della popolazione. E’, quindi, essenziale trovare un equilibrio e cercare di scardinare certi dogmi, rendendo il turismo sempre più sostenibile e consapevole.

Preferisci viaggiare in Italia o nel resto del mondo?

In questo momento della mia vita sicuramente il resto del mondo. Sono consapevole delle nostre meraviglie e della ricchezza non solo culturale del nostro paese, ma ora più che mai sono incuriosita da culture diverse. Sento il bisogno di conoscere, esplorare, mettermi alla prova in situazioni diverse.

Pur non disdegnando un weekend in qualche borgo o città italiana, cerco di dare la priorità a destinazioni europee o, ancor di più, ad altri continenti. Giusto un anno fa sono tornata da un’esperienza di sette mesi in Australia, paese che mi ha sempre incuriosito, e sto già programmando la prossima meta oltreoceano!

 

 

Raccontaci un aneddoto di uno dei tuoi viaggi

A proposito di esperienze e viaggi, ricordo come fosse ieri la visita a un villaggio di donne e bambini in Kenya, ormai dieci anni fa.

Lorenzo, “nome d’arte” di un ‘beach boy’ conosciuto sulla spiaggia di Malindi, si era offerto di portarci nel suo villaggio e di farci conoscere la vera Africa, quella che pochi raccontano. <<Portate con voi delle caramelle>> fu la sua unica raccomandazione.

Arrivati al villaggio ci ha accolto una folla di bambini sorridenti e vivaci, ci hanno preso per mano e portato con sé. Abbiamo dato loro tutte le caramelle, vestiti e persino braccialetti di corda, elastici e tutto ciò che abbiamo potuto.

I bimbi, poi, erano molto incuriositi dalla fotocamera di mio padre. Come gliel’ha mostrata e ha iniziato a scattare loro foto, hanno iniziato a ridere, ballare e cantare regalandoci tantissime emozioni.

Ancora oggi, riguardando foto e filmati mi commuovo. Quella fu davvero un’esperienza oltre che un insegnamento prezioso!

Ringraziamo ancora Carlotta per questa bellissima intervista. Vi ricordiamo che potete trovare il suo blog qui

 

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