Turisti per caso: in Viaggi con Athena

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Turisti per Caso: Il Mondo di Athena

Abbiamo intervistato oggi Bruna, autrice del blog Il Mondo di Athena, che ci ha raccontato di come è nata la sua passione per i viaggi, di cosa significa il viaggio per lei e della sua opinione sul turismo di massa.

Parlaci un po’ di te. Come è nato il tuo blog?

Il mio blog è nato per semplice diletto. Avevo riscoperto la mia grande passione per la lettura, dopo anni di pausa forzata a causa dello studio. Così ho deciso di aprire il blog per scrivere qualche pensiero sulle mie letture, da condividere con altri amanti dei libri. Poi ho iniziato a lavorare come web writer e, nello stesso tempo, ho iniziato a dare al blog un taglio diverso.

Attualmente ospita soprattutto racconti di viaggio, ma lo spazio per la letteratura l’ho conservato, specialmente quando essa può aiutare i lettori a scoprire il mondo in cui viviamo.

 

Qual è il viaggio più strano che tu abbia mai fatto?

Al momento, ho avuto la possibilità di muovermi solo sul continente europeo. Penso di non aver fatto viaggi strani. Ho trovato, piuttosto, la “stranezza” negli episodi più divertenti che mi son capitati in viaggio.

Qual è il significato di viaggio per te?

Il viaggio per me è scoperta. Sono una persona molto curiosa di conoscere quel che c’è al di là dei confini di casa mia e chiedermi di rinunciare al piacere della scoperta per me è un sacrificio! Non a caso, in riferimento alla mitologia greca, amo in particolare l’astuto Ulisse. Però, devo dire, mi piace anche andare a scovare i luoghi meno conosciuti della mia città, Napoli.

 

Turismo di massa: risorsa o sfruttamento?

È molto difficile poter rispondere a questa domanda. Spesso ci lamentiamo perché molti luoghi non vengono valorizzati abbastanza, ben sapendo che attirerebbero molti turisti. Per contro, l’arrivo della massa può anche essere difficile da gestire; dipende molto anche dalle peculiarità del posto. Sarei più favorevole a una forma di turismo consapevole e selettivo. Per selezione intendo quella spontanea che i viaggiatori da soli fanno quando scelgono una meta da visitare. In quest’ottica, il modo in cui gli operatori turistici decidono di comunicare la destinazione è fondamentale.

 

Raccontaci un aneddoto di uno dei tuoi viaggi che ti è rimasto impresso

Ce ne sarebbero davvero tanti da raccontare. Mi è rimasto molto impresso quando il proprietario dello studios in cui alloggiavamo a Santorini ci ha portato i grappoli d’uva dei suoi vigneti. Si trattava di un gesto semplice, che ai miei occhi è sembrato il simbolo dell’ accoglienza. Un qualcosa di simile, ad ora, ci è successo di nuovo solo in Basilicata.

 

Cosa ne pensi dei viaggi organizzati?

In linea di principio non li preferisco, perché mi piace essere autonoma. Non amo i percorsi

“obbligati”, mi piace l’idea di poter cambiare programma all’ultimo minuto e decidere liberamente i tempi di percorrenza. D’altra parte, ci sono viaggi verso mete che non affronterei da sola. Penso all’India, ad esempio, o all’Iran.

Ringraziamo ancora Bruna per questa bellissima intervista. Vi ricordiamo che potete trovare il suo blog qui

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