Turisti per caso: in Madagascar con Giorgio

Turisti per caso: in Madagascar con Giorgio

Abbiamo intervistato oggi Giorgio, autore del blog My Madagascar e del tour operator omonimo, che ci ha raccontato dei suoi viaggi e delle sue idee sul mondo travel.

 

Raccontaci un po’ di te e del tuo blog

Ciao amici di Rolling Pandas sono Giorgio e ormai da più di vent’anni abito e giro la magnifica isola del Madagascar.
Il mio blog tratta di piccoli argomenti utili sia per chi viaggia specialmente zaino in spalla ma utili anche per chi vuole vivere e lavorare in Madagascar.
Ho avuto la fortuna in questi anni di potermi muovere in quest’isola sia come turista ma soprattutto come tour operator per quasi la totalità di ogni anno solare, scoprendo costantemente ristoranti e hotel, piccole perle nascoste sia ai turisti che ai residenti e di immergermi completamente nella vita è nella cultura locale.
Il blog nasce effettivamente dal volere trasmettere qualche notizia in più rispetto a quelle che si potrebbero trovare sulle guide più conosciute e offrire uno scorcio del Madagascar molto personale.
L’aver a che fare quasi esclusivamente con clientela italiana mi permette anche di dare un taglio che mi sembra apprezzato dai miei connazionali che cercano qualcosa di diverso da quello che può cercare un turista tedesco o uno cinese.
Purtroppo essendo impegnato spesso con i miei viaggi nella alta stagione rischio di non essere costante a postare articoli in alta stagione, ma recupero appena sono a casa cercando giornalmente di aggiungere qualcosa.
Per l’anno prossimo ho già deciso che mi impegnerò a postare molte più foto mie ma soprattutto video, che permettono di dare un’idea più veritiera dei posti e delle situazioni.

 

turisti per caso in madagascar con giorgio

 

Secondo te cosa significa veramente viaggiare?

Ho due visioni diverse del viaggio: da una parte quella mia personale, dall’altra quella del viaggio per i miei clienti. Differiscono di molto specialmente in un paese come questo. Per me ad esempio la flessibilità è d’obbligo; organizzo poco in partenza se non una lista delle cose da vedere, ma a differenza di quello che faccio con i turisti, non ho una scaletta precisa e non prenoto in precedenza gli hotel. Mi adatto facilmente e se un posto merita qualche giorno in più mi fermo senza problemi.

Con i turisti invece è diverso è il vincolo della durata del viaggio è sempre incombente su ogni scelta: la pianificazione è scrupolosa o gli orari devono essere sempre rispettati lasciando purtroppo poco spazio alle sorprese; ma se capisco che il cliente è di mentalità elastica allora sempre nei limiti di una programmazione delle notti si riesce sempre a cambiare un po’ il programma in corsa.

 

turisti per caso in madagascar con giorgio

 

Cosa ne pensi del turismo di massa? Sfruttamento o risorsa?

In Madagascar il turismo di massa è relegato a Nosy Be, una piccola isola della costa nord che ospita grandissimi resort italiani e si dedica a soddisfare al meglio una clientela adeguata al prodotto. Proponendo io dei viaggi e non solo dei meri soggiorni mare, difficilmente tendo a proporre questa destinazione e quando lo faccio cerco di farlo in maniera diversa, attingendo ai pochi hotel che ancora hanno una dimensione per il cliente viaggiatore. Non metto indubbio che sia una risorsa per il paese in quanto fornisce molto lavoro a tanta gente e aiuta anche a sviluppare una conoscenza del Madagascar stesso grazie a una potenza di fuoco mediatica che un piccolo tour operator come noi non ha. Ma non è il tipo di turismo che mi interessa vendere.

 

turisti per caso in madagascar con giorgio

 

Raccontaci un aneddoto di uno dei tuoi viaggi

In Madagascar gli aneddoti si sprecano poiché essendo un paese così diverso dal nostro, è così lontano come comportamenti e maniere di fare. Mi è capitato di farmi invitare a funerali con concerti e sacrifici di mandrie intere pur essendo solo di passaggio e non conoscendo nessuno; giusto la settimana scorsa mi è capitato proprio di comprare un coccodrillo vivo da dei bambini per strada; mi capita regolarmente di prenotare del pollo al ristorante e di vederlo arrivare vivo dal mercato per poi entrare in cucina e mi è capitato di farmi riparare un pezzo di macchina con fil di ferro e tabacco da sputo… è talmente diverso qui che a volte, dopo tutti questi anni, credo sia la normalità e mi stupisco a vedere le facce dei turisti davanti ad immagini che per me sono quotidianità.

 

turisti per caso in madagascar con giorgio

 

Ringraziamo ancora Giorgio per questa bellissima intervista. Vi ricordiamo che potete trovare il suo blog qui

 

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