Turisti per caso: Il’l B right Back

Turisti per caso: in viaggio con Agnese

Abbiamo intervistato oggi Agnese, autrice del blog I’ll B Right Back, che ci ha raccontato dei suoi viaggi e delle sue idee sul mondo travel.

 

Raccontaci un po’ di te e del tuo blog.

Ciao a tutti i lettori di Rolling Pandas! Mi chiamo Agnese e mi definisco una persona soprattutto curiosa: vivere nuove avventure, conoscere nuove persone ed essere in movimento continuo è la cosa che più mi piace fare al mondo. Sono una linguista, lavoro come traduttrice e content editor, preferibilmente nei settori turistico ed enogastronomico; sono una buona camminatrice, un’insaziabile lettrice e un’ottima forchetta! I’ll B right back è il mio piccolo grande blog di viaggi nato nel 2015, in seguito al mio anno di vita in Australia; tornata in Italia, avevo bisogno di concentrare il mio amore per i viaggi e per la scrittura in qualcosa che fosse solo mio. Oggi, I’ll B right back è il mio contenitore di viaggi ed esperienze, dietro casa o intorno il mondo, che ha l’obiettivo di diffondere bellezza e meraviglia, anche di quei luoghi solitamente meno amati; perché credo con convinzione che qualsiasi luogo del mondo abbia qualcosa di interessante da raccontare! E condividere tutto questo con persone che amano leggermi e con cui ho tante cose in comune è, fin dal primo giorno, la soddisfazione più grande.

 

 

Cosa ne pensi del viaggio come esperienza?

Per me non c’è distinzione: il viaggio è esperienza, ogni singolo secondo: da quando si mette un piede fuori casa fino a quando ci si ritorna dentro. Vissuto come un’esperienza, il viaggio è qualsiasi cosa che ci permetta di scoprire, di conoscere e, se possibile, di capire. È fare esperienza di quello che abbiamo intorno a noi con i nostri cinque sensi, portando a casa ricordi tangibili. Negli ultimi anni, ho iniziato a vivere i miei viaggi non più come spettatrice passiva, bensì come partecipante attiva: quando viaggio non mi limito a “vedere”, ma voglio anche “fare”, assaggiando, toccando, parlando con le persone, buttandomi, provando cose nuove. Credo che sia il modo migliore per far sì che il viaggio non si riduca a un mero spostamento fine a se stesso.

 

 

Come scegli le tue mete di solito?

Domanda troppo difficile: per un’amante del viaggio e della conoscenza come me, qualsiasi angolo di mondo può diventare una meta irresistibile, un vero e proprio viaggio da sognare e da vivere. Certo, ho sempre le mie destinazioni preferite in cima alla classifica, quelle che voglio visitare da sempre senza un motivo preciso ma, semplicemente, perché sento nei loro confronti una sorta di richiamo, di affinità elettiva. Ma cerco, più che posso, di assorbire come una spugna qualsiasi stimolo che mi sfiori quotidianamente: una foto su Instagram, un articolo di giornale, un post su un blog, una domanda fatta un po’ per caso, il racconto di un amico, un’offerta last minute, una brochure… tutto può trasformarsi nella “scusa” ideale per partire!

 

 

Quali sono i preparativi che fai di solito prima di un viaggio?

Mi piace tantissimo informarmi il più possibile sulla meta che sto per conoscere: pianificare il viaggio e raccogliere informazioni, indirizzi, spunti e itinerari è parte del viaggio stesso, molto divertente e stimolante! Poi non è assolutamente detto che io segua tutto alla lettera, ma il solo farlo mi permette di iniziare a connettermi con quella meta ancora prima di partire. Da grande buongustaia, una delle prima cose che faccio è una lista dei piatti e prodotti tipici da assaggiare in quel luogo; seguono poi le liste delle cose più belle da fare, tra quelle turistiche e quelle, invece, un po’ meno conosciute. Mi segno anche l’eventuale presenza di librerie e cerco, se possibile, di leggere uno o più libri che abbiano a che fare con quella destinazione (in pieno stile Exploreading!). E poi non molto più di questo: più o meno all’ultimo minuto, carico le batterie portatili, infilo qualcosa nel bagaglio a mano, e sono pronta!!

Cosa ne pensi del turismo di massa? Sfruttamento o risorsa?

Come mi accade per la maggior parte delle cose della vita, non mi piace prendere una posizione netta nei confronti del fenomeno del turismo di massa. Penso che sia positivo da una parte, perché è un fenomeno democratico, che ha permesso a tutte gli strati sociali di viaggiare in modo relativamente facile ed economico: è importante che più persone possibile abbiano l’opportunità di scoprire il mondo e, di conseguenza, di aprire la propria mente alla tolleranza e al rispetto delle culture. Dall’altra parte, molte persone purtroppo si approfittano di questo turismo democratico, e viaggiare diventa una scusa per vantarsi di fronte agli amici, gratificarsi scattando una foto con una tigre mezza drogata, portarsi a casa la sabbia di spiagge preziose, lasciare immondizia in giro perché “tanto qui non ci vivo”… Insomma, esistono due facce della stessa medaglia; visto che il turismo è ormai diventato una parte essenziale della vita di tutti e anche dell’economia e della cultura di qualsiasi società, credo che sia opportuno (e fondamentale) iniziare a educare le persone a viaggiare in modo più consapevole e rispettoso, di modo che il turismo di massa, se non accenna a diminuire, possa almeno diventare una risorsa per tutti.

 

 

Preferisci viaggiare in Italia o nel resto del mondo?

Potrei rispondere come alla domanda 3. È difficile da dire: mi intrigano, in egual misura ma per motivi diversi, numerosi luoghi della nostra Italia, dell’Europa e di tutto il resto del mondo. Devo dire che partire per un viaggio all’estero mi mette addosso un’adrenalina tutta particolare, perché le persone molto diverse da me mi incuriosiscono; però dopo due anni all’estero tra Australia e Nuova Zelanda, riesco a vedere l’Italia come un vero e proprio scrigno di tesori – in termini di arte, architettura, tradizioni e persone – che vale davvero la pena di essere scoperto e vissuto in modo approfondito.

Raccontaci un aneddoto di uno dei tuoi viaggi.

Potrei davvero raccontarvene tantissimi: per fortuna non ho (quasi) mai vissuto momenti terribili in viaggio, ma certe mie disavventure sono state esilaranti! Potrei raccontarvi di quella volta in cui mi trovavo a San Diego, durante un road trip lungo la costa ovest degli USA insieme a una mia carissima amica. Volevamo vedere le famose spiagge di Coronado Island, così attraversiamo il ponte e ci addentriamo nell’isola con la nostra auto, seguendo il navigatore verso un punto preciso che volevamo vedere. Senza accorgercene e senza la possibilità di tornare indietro, ci siamo infilate nella base militare dell’isola, una delle più rigide e inviolabili di tutti gli Stati Uniti! A niente è servito dire ai militari che eravamo solo due ragazze italiane, poco più che ventenni, che hanno sbagliato a impostare il navigatore: ci hanno tenuto lì circa 45 minuti, chiedendoci di aprire la macchina, di mostrare loro i documenti, di rispondere alle loro infinite domande su qualsiasi cosa vi possa venire in mente… il tutto, con la mia amica che non parlava quasi una parola d’inglese e che continuava a ridere senza motivo! Dopo solo pochi minuti lì, tutti i militari della base già sapevano di noi, e quelli che passavano ci salutavano con un “ciao!” dall’accento americano. Una volta riuscite a liberarci, abbiamo riso per giorni… e le spiagge di Coronado Island non ci siamo più sognate di tornare a vederle!

Ringraziamo ancora Agnese per questa bellissima intervista. Vi ricordiamo che potete trovare il suo blog qui

 

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