Turisti per caso: I Viaggi dei Mesupi

Turisti per caso: i Viaggi dei Mesupi

Abbiamo intervistato oggi Lucia, autori del travel blog I Viaggi dei Mesupi, che ci ha raccontato della sua esperienza a Londra e nascita come blogger, dei suoi viaggi e dei preparativi che fa prima di partire.

Raccontaci un po’ di te e del tuo blog

L’idea del blog è nata mentre vivevo a Londra, otto anni fa. All’inizio l’intenzione era quella di raccontare la nostra vita londinese soprattutto per amici e parenti lasciati in Italia, era un modo per sentirsi più vicini. Poi, tornati in Italia, ho conosciuto per caso dei blogger di viaggio, quando questa figura era ancora sconosciuta, e lì mi sono innamorata di questo lavoro. Lo vedevo come un contenitore delle mie passioni: scrittura, viaggi e fotografia. Da quel giorno il blog si è evoluto e cerchiamo di dargli un’impronta più “rock”, continuando a parlare di ciò che amiamo: Stati Uniti, viaggi in Harley e Cineturismo soprattutto, e in generale di tutti i viaggi che facciamo e amiamo. Ma per me una parte fondamentale del blog resta la nostra lista: una bucket list, la lista delle cose da fare prima di morire (a proposito, siamo in cerca di consigli: ci sono 360 cose sulla lista, ne vogliamo altre 5 per arrivare a 365 come i giorni dell’anno!) che prendiamo sul serio, perché ci ricorda sempre di non arrendersi mai e che a volte anche i traguardi più piccoli sono vittorie.

 

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Come scegli le tue mete di solito?

La prima meta a cui pensiamo quando dobbiamo scegliere un viaggio sono gli Stati Uniti. Abbiamo in mente centinaia di itinerari diversi da poter fare in questo paese che amiamo visceralmente, itinerari che vengono fuori dalla lettura di libri, dalla visione di film o anche solo dalle chiacchiere con altri viaggiatori. In alternativa cerchiamo luoghi nuovi, ispirati dal momento o da qualcosa che abbiamo visto, letto o sentito riguardo a quel paese e che ci ha attirato. Spesso abbiamo scelto una meta per ritrovare i luoghi letti in un libro o in un travel blog, quelli visti nelle foto di una guida di viaggio o in un film (ad esempio qualche giorno fa vedendo una puntata di White Collar mi è entrata in testa Capo Verde…). Adoriamo viaggiare on the road, soprattutto in Harley, lo riteniamo il viaggio più autentico. La strada ti offre decine di possibilità, di luoghi sconosciuti anche alle guide di viaggio, di persone. Per questo la prima cosa che prendiamo in considerazione per una meta è ciò che offrono e dove portano le sue strade.

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Qual è per te il significato del viaggio?

Il viaggio è respiro, libertà, autenticità. È un bisogno primordiale dell’uomo, è un attimo che completa un periodo, ma anche fuga dai giorni storti. È la virgola al posto giusto, è un bicchiere d’acqua fresca in estate e il calore del fuoco in inverno.

Sei mai rimasta in contatto con persone conosciute durante i tuoi viaggi?

Si, a volte è successo. Ad esempio con una signora conosciuta a Londra, una viaggiatrice che ha girato il mondo e, a sessant’anni passati, continua a farlo. Oppure con alcuni proprietari di b&b con cui abbiamo scambiato piacevoli chiacchiere durante la colazione. Il viaggio è anche incontro.

 

Quali sono i preparativi che fai di solito prima di un viaggio?

Studio molto l’itinerario o la meta. Leggo guide cartacee e blog o siti di viaggi, libri o film (come già detto siamo appassionati di cineturismo) ambientati nel luogo che andremo a visitare. Ne studio anche la storia e il cibo, per capirne la cultura e le tradizioni, per cercare di vedere le cose coi loro occhi.

Non sono una fissata con la valigia, di solito la preparo la sera prima o poche ore prima della partenza, con le prime cose che trovo. Mi informo sul tempo, quello si, giusto per sapere che stagione mettere in valigia.

 

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Raccontaci un aneddoto divertente di uno dei tuoi viaggi

Ce ne sono diversi… ma il primo che mi viene in mente è accaduto proprio negli States, in qualche autogrill tra Arizona e Nevada. Ci siamo fermati in questo posto sperduto lungo la strada per prendere qualcosa da bere e c’eravamo solo noi. La signora alla cassa è gentilissima e mentre paghiamo ci chiede se siamo turisti e da dove veniamo, quando sente che siamo italiani si illumina! Corre da noi passando oltre la cassa, prende il telefono e ci chiede un selfie perché lei colleziona foto con gente da tutto il mondo e gli italiani le mancavano nella collezione! Dopo la foto ci abbraccia con entusiasmo, ride e diventa tutta rossa. Alla fine ci regala anche due braccialetti tra quelli esposti e, tutta contenta, ci saluta. E’ successo tutto così velocemente e in modo così irruento che quando siamo usciti ci eravamo a malapena resi conto di quanto successo. Ma lei è stata troppo forte

 

Ringraziamo ancora Lucia per questa bellissima intervista. Vi ricordiamo che potete trovare il suo blog qui

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