Turisti per Caso: Explore More

Turisti per Caso: Explore More

Abbiamo intervistato oggi Angelo, autore del travel blog Exploremore, che ci ha raccontato della sua passione per i viaggi, del viaggio che più l’ha colpito e di ciò che pensa del turismo di massa.

Parlaci un po’ di te e della tua passione per i viaggi

Mi chiamo Angelo Zinna, ho 28 anni e mi trovo fuori dall’Italia dal 2010. Negli ultimi otto anni ho vissuto in Australia, in Nuova Zelanda, in Asia, in Inghilterra e in Olanda, dove mi trovo adesso. Ho cominciato a viaggiare a vent’anni e da allora non mi sono più fermato. Nel 2013, dopo aver vissuto per tre anni in Oceania, ho tentato di percorrere l’Asia via terra per rientrare in Italia, partendo dal Timor Est. Ci ho messo due anni e ho attraversato una ventina di paesi. Recentemente ho viaggiato da Amsterdam all’Armenia con mezzi pubblici e autostop e prossimamente intendo percorrere la strada che separa Mosca da Tehran. Sono incuriosito dagli stati dell’Asia centrale, dall’ex blocco sovietico e dal Medio Oriente, ma ho passato diversi mesi anche nel subcontinente indiano. Sono autore del libro “Un altro bicchiere di arak” e del blog Exploremore.

 

 

Qual è il viaggio che più ti ha colpito? Quale invece il luogo più bello che hai visitato?

Ho fatto pochi viaggi in realtà, ma molto lunghi. Il primo è durato quasi 5 anni. In questo viaggio ho provato a ripercorrere la vecchia Via della Seta, da Xi’An in Cina a Istanbul in Turchia e questa è stata probabilmente la parte più sorprendente. Non sapevo molto di quella parte del mondo e mi ha stupito da molti punti di vista. Nel 2014 ho passato 40 giorni camminando tra montagne dell’Himalaya in Nepal. Questa è una delle esperienze che ricordo con più piacere, forse anche perché non sono un tipo da montagna e quindi è stato per me un ambiente del tutto nuovo ed estraneo. Tra gli altri luoghi che più mi hanno impressionato ci sono stati gli altopiani del Kirghizistan, il nord-est dell’India, la Georgia e i monti del Caucaso e l’Iran.

 

Cosa ne pensi del turismo come sfruttamento di alcune zone del pianeta?

Credo che fare turismo sia un lusso concesso ad una parte privilegiata del mondo e bisognerebbe essere consci del fatto che anche il viaggio, nella maggior parte dei casi, è un qualcosa che si compra, si consuma e ha un impatto. Penso che sia difficile parlare di sostenibilità ogni volta che per muoversi si prende un aereo e che se volessimo veramente evitare di sfruttare le risorse limitate del pianeta l’approccio giusto sarebbe quello di viaggiare meno, ma meglio.

 

Sei mai stato in zone pericolose? Se si, come ti sei comportato?

No, non posso dire di essere mai stato in zone davvero pericolose. O almeno, non mi sono mai sentito davvero in pericolo. Sono passato da alcune zone in cui vi era un po’ di tensione: in Cina occidentale, ad esempio, un gruppo di indipendentisti aveva commesso degli attentati mentre mi trovavo nella zona, e una situazione simile mi era capitata pochi mesi prima in India. Non descriverei queste zone come rischiose comunque, ci sono sicuramente luoghi peggiori in cui andare per quanto riguarda la sicurezza. Quando mi trovavo in queste zone non ho preso molte precauzioni, semplicemente cercavo di restare aggiornato sulle notizie e di mantenere gli occhi aperti.

 

 

Ringraziamo ancora Angelo per questa bellissima intervista. Vi ricordiamo che potete trovare il suo blog qui

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