La voce di Jacopo: Salar De Uyuni

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Oggi abbiamo avuto il piacere di intervistare Jacopo, un ragazzo che ha voluto condividere con noi la sua passione per i viaggi e la sua avventura a Salar De Uyuni in Bolivia.

Raccontaci la tua esperienza a Salar De Uyuni

La mia esperienza al Salar è iniziata in maniera abbastanza frenetica: dopo 10 ore di “night bus” da La Paz sono arrivato a Uyuni, piccola cittadina in mezzo al nulla da dove partono i tour nel Salar dalla Bolivia. Il mio programma iniziale era quello di trovare un’agenzia a Uyuni, direttamente in loco, per poi iniziare il tour il giorno stesso. Ebbene, una volta arrivato lì, ore 7:00 del mattino, sono stato preso d’assalto da centinaia di rappresentanti di agenzie locali che mi proponevano tour da 1, 2, 3 o 4 giorni, tutti in partenza nel giro di un paio d’ore. Non una scelta semplice a quell’ora! 

Ad ogni modo, sono riuscito a decidermi optando per il tour di 4 giorni che, oltre al giro più classico di 1 giorno all’interno del Salar, proponeva una notte in un oasi ai piedi di un vulcano del Salar per poi proseguire più a sud fino al confine con il Cile.

Dopo aver conosciuto i miei compagni di viaggio e il nostro autista, siamo partiti a bordo di una Jeep 4×4.

La prima tappa è stata fatta al “Cimitero dei treni”, dove sono esposti i resti di vecchie locomotive che, fino a qualche anno fa, venivano utilizzate come mezzo di trasporto principale all’interno della zona. Successivamente abbiamo proseguito il tour inoltrandoci all’interno del Salar, Il “deserto di sale”. Impressionante ritrovarsi nel bel mezzo del nulla con una distesa di sale compatto che si estende fino all’orizzonte a 360°! 

La caratteristica che mi ha colpito sono state le strane forme geometriche presenti sulla distesa di sale, quasi come fossero disegnate, originate dalla fuoriuscita di gas dallo strato sottostante. Dopo qualche sosta e tempo passato divertendoci nello scattare foto prospettiche, un must per chi visita il Salar, abbiamo ripreso il viaggio per arrivare in un posto che potrebbe essere descritto come un oasi in un deserto di sale, l’isola Incahuasi: agglomerati di rocce e cactus giganti in mezzo al nulla più totale. Dopo aver assistito ad uno dei più bei tramonti mai visti in vita mia, sempre all’interno della distesa di sale, abbiamo concluso la prima giornata con l’arrivo in un piccolo villaggio ai piedi di uno dei vulcani che segnano il perimetro del Salar.

Sveglia ore 6:00 per raggiungere il cratere del vulcano prima che il sole fosse troppo forte. Il trekking, di 6 ore circa, permette di assaporare da un nuovo punto di vista l’estensione del Salar, davvero mozzafiato! Una volta ritornati alla nostra Jeep siamo ripartiti per proseguire il tour verso l’altopiano più a sud, dove ci aspettavano lagune colorate, fenicotteri, vulcani e geyser. Abbiamo fatto tappa per trascorrere la notte in una tenuta locale, interamente costruita con mattoni di sale!

Una volta arrivati sull’altopiano il panorama è cambiato completamente, diventando una specie di deserto roccioso. Dopo aver trascorso tappe interessanti per vedere alcune tra le sculture naturali più famose della zona, come “l’albero di pietra di Dalì”, siamo finalmente arrivati nella zona delle lagune colorate: laguna bianca, verde e colorata. Difficile stabilire quale sia la più bella! Dopo una notte trascorsa in un villaggio locale, a oltre 4000 metri di altezza e senza riscaldamento, ci siamo svegliati per iniziare il rientro verso Uyuni, ma non dopo aver visto i famosi geyser dell’altopiano e avuto la possibilità di fare un bagno in acque termali alle 7 del mattino!

Ti è piaciuto? Quali pensi siano stati i punti di forza e di debolezza?



Nel suo complesso, posso dire che è stata tra le esperienze più suggestive e soddisfacenti che io abbia potuto sperimentare fino ad oggi. 

I punti di forza di questo tour sono sicuramente le bellezze naturali che si possono vedere: colori mozzafiato, paesaggi lunari, gli animali che popolano la zona (tantissimi lama e fenicotteri). Non credo esistano posti simili al mondo.

Riguardo alle debolezze, sicuramente è un percorso sfiancante perché bisogna percorrere diverse ore di macchina ogni giorno. Inoltre, a quell’altitudine fa parecchio freddo, soprattutto la notte, e quasi tutte le abitazioni sono sprovviste di riscaldamento e acqua calda.

Consigli per i prossimi viaggiatori?

Sicuramente un tour da fare se pensate di andare in Bolivia, Cile o Argentina del nord. Cercate di non andarci quando lì è inverno (le temperature raggiungono i -20 gradi di notte).

Con 4 giorni a disposizione si riesce ad esplorare a pieno questo luogo straordinario, ma bisogna considerare anche che è un viaggio stancante e che vi affaticherà molto. Un buon compromesso può essere il tour di 3 giorni, saltando il trekking sul vulcano.

Dopo la mia esperienza, posso consigliare di pianificare il tour con anticipo e prenotare con tutta calma scegliendo un’agenzia di qualità certificata. Questo vi permetterà di evitare tutto lo stress che ho patito ad Uyuni e, soprattutto, vi darà la garanzia di essere in buone mani. Io sono stato fortunato, ma ho sentito raccontare da altri viaggiatori di pessime esperienze con strutture e veicoli a disposizione (ho anche sentito di chi è rimasto bloccato un’intera giornata in mezzo al deserto!).


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