La voce di Federico: Vietnam da Nord a Sud

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Raccontaci la tua esperienza in Vietnam

Tutto è iniziato nella capitale, la frenetica Hanoi, in cui ho trascorso 3 mesi per motivi di studio. Avendo preso in affitto una casa vicino all’università che frequentavo, mi trovavo lontano dal centro storico, luogo in cui è concentrato il turismo. Ciò mi ha dato la possibilità di immergermi totalmente nella quotidianità vietnamita, fatta di street food, motorini che sbucano da tutte le parti e persone generalmente timide con gli stranieri, ma molto accoglienti.

Hanoi è una città unica al mondo, in quanto al suo interno sono presenti più di 80 laghi, attorno a cui ruota tutta la quotidianità di questa metropoli abitata da oltre 10 milioni di persone. Anche se non è il più grande, il lago Hoàn Kiếm, è probabilmente il più caratteristico, infatti al suo interno è situato un famoso tempio che pare essere sospeso sull’acqua. Ma ciò non è l’unico motivo che rende questo bacino così speciale, probabilmente la magia di questo luogo esprime tutto il suo potenziale durante la notte.  Quando cala il sole, le numerose luci rosse che costeggiano le sue rive si accendono e le strettissime vie del centro che lo circondano diventano un via vai di persone desiderose di godere della frizzante vita notturna vietnamita. A partire dalle 7 di sera queste anguste strade pullulano di bancarelle di qualsiasi tipo: birra artigianale a 0.30€, musica dal vivo e discoteche per tutti i gusti.

Durante questi 3 mesi ho sfruttato i weekend per visitare le mete non troppo lontane dalla capitale. Sono stato a Sapa, dove ho camminato tra i suggestivi campi di riso terrazzati e dormito in un’autentica casa montana vietnamita. In seguito ho fatto una breve crociera tra le isole della famosa Halong Bay, luogo in cui è stato filmato il recente film “Kong”. Infine sono stato piacevolmente sorpreso dalla gita in barca a remi lungo il celeste fiume Tam Coc, circondato da verdissime colline.

Finiti gli esami sono partito, insieme a due amici, per il viaggio che sognavo di fare fin dal giorno in cui ero arrivato: il Vietnam da Nord a Sud in due settimane! Spostandoci di tappa in tappa grazie agli “sleeping bus” ci siamo fermati per qualche giorno in ogni principale città lungo la costa per finire l’itinerario nella capitale economica del paese, Ho Chi Minh City (la vecchia Saigon), da cui abbiamo preso un volo per tornare ad Hanoi e poi in Italia.

La prima tappa è stata la storica città imperiale Hue, in cui, ancora spaventati dal ricordo del traffico di Hanoi, abbiamo deciso di limitarci ad affittare delle bici. Senza farci intimorire dalle salite, abbiamo visitato le millenarie tombe sparse nei dintorni della città ed un parco acquatico abbandonato, dove la natura selvaggia ha ormai preso il sopravvento.

Dopo qualche giorno ci siamo spostati a Da Nang, famosa per le sue chilometriche spiagge affollate da surfisti. Qui ci siamo fatti coraggio e abbiamo noleggiato 3 motorini, con i quali, dopo esserci persi tra i sentieri che attraversano delle colline abitate da varie specie di scimmie, siamo finiti un caratteristico villaggio di pescatori.

La seguente tappa è stata Hoi An, la città delle lanterne: un piccolo e pittoresco borgo sul mare attraversato da vari canali con svariati ponti giapponesi.

Dopo aver visitato queste tre città, ci siamo concessi un paio di giorni a Ninhvana, una minuscola località completamente isolata, ma con un mare mozzafiato. Per arrivarci abbiamo dovuto percorrere oltre 100 km in autostrada con i nostri motorini. Un’ avventura che difficilmente dimenticherò, visto che siamo stati obbligati a condividere la strada non solo con altri veicoli, ma anche con capre, mucche, pecore e ogni tanto qualche oca, ma la vista lungo il percorso è valsa il rischio!

Infine siamo arrivati a Saigon, una città più moderna, ma se possibile, ancor più caotica di Hanoi. Se ci capitate non perdetevi il Museo Della Guerra, che racconta gli anni del conflitto dal punto di vista vietnamita. Contiene una raccolta di foto, documenti e reperti che difficilmente vi lasceranno indifferenti.

Ti è piaciuto? Quali pensi siano stati i punti di forza e di debolezza?

Posso senza dubbio affermare che questo viaggio è stato tra i più divertenti e travolgenti che abbia mai fatto. Vivere in un paese così diverso dal mio per 4 mesi è stata un’esperienza estremamente arricchente. A chi, però, non ha la possibilità di spendere 4 mesi in Vietnam, ma solo 10-20 giorni, consiglio vivamente di andarci lo stesso. Questa terra, pur essendo stata teatro di terribili guerre, offre paesaggi meravigliosi e non solo. Inoltre, essendo una meta che si è aperta al turismo da relativamente poco, rimane autentica e non troppo affollata.

Il principale punto critico che ho riscontrato è sicuramente il clima! Soprattutto il mese di Agosto è stato terribile: temperature che spesso superavano i 40° con un’umidità che oscillava tra l’80% e il 100%. Faceva così caldo che in 2 occasioni si sono dovute sospendere le lezioni universitarie a causa di un guasto all’impianto di condizionamento. Se soffrite questo clima come me, evitate di visitare il Vietnam durante Luglio e Agosto.

Consigli per i prossimi viaggiatori?

Visto che la conoscenza dell’inglese è assai poco diffusa comprate una SIM all’aeroporto in modo da poter usare Google traduttore, vi sarà molto utile.

Se avete la patente internazionale e vi considerate guidatori esperti di motorino/moto, noleggiatene una in giornata per poter uscire dai circuiti più battuti. Se invece non vi sentite abbastanza confidenti evitate, il Vietnam non è assolutamente il luogo ideale dove imparare a guidare!

Non abbiate paura e provate il piatto di street food più tipico del paese: il Banh mì. Una mini baguette (entrata nella cultura locale durante il dominio coloniale francese) ripiena di verdure, carne di vari tipi, patè e uova.

Se ne avete la possibilità, prenotate almeno per una giornata una guida turistica locale, vi aprirà gli occhi sulla società vietnamita, difficile da comprendere a pieno per uno straniero. Sarete sorpresi dalle numerose curiosità che questo paese offre. Evitate, però, di introdurre per primi l’argomento “politica”, considerato un tema tabù.

Visitate questo paese a cuore aperto, immergendovi nella cultura locale senza farvi spaventare dal modo di fare, spesso approssimativo, dei vietnamiti: “che tanto alla fine tutto si risolve!”


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