Racconti in valigia: Vivere viaggiando!

Racconti in valigia: Vivere viaggiando!

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Oggi il Panda ha il piacere di intervistare Sara e Manuel, grandi appassionati di viaggio e autori del blog Snapshots, Istantanee di un giorno qualunque, dove condividono con i loro lettori le loro avventure in giro per il mondo. Da qualche anno a questa parte, infatti, hanno deciso di viaggiare a tempo pieno.

Raccontatemi qualcosa su di voi e su come nasce l’idea di aprire un blog tutto vostro;

Siamo Manuel e Sara, una coppia di 32enni provenienti dall’Abruzzo, ma che da ormai 6 anni ha deciso di lasciare la propria casa e di viaggiare a tempo pieno per il mondo senza fissa dimora. Tutto nasce da un’esperienza lavorativa in Canada che ci ha aperto gli occhi, facendoci capire che quello che realmente desideravamo dalle nostre vite era scoprire il mondo, entrando in contatto con le culture che lo popolano. Da lì nasce l’idea di aprire un nostro spazio in cui condividere le nostre esperienze e punti di vista. Snapshots, Istantanee di un giorno qualunque vuole raccontare la quotidianità dei popoli del mondo e storie apparentemente lontane da quelle a cui siamo abituati, per mostrare nel nostro piccolo come le differenze e la paura dell’ignoto siano solo nelle nostre menti. Da una piccola esperienza, nata come temporanea, è iniziato per noi un percorso ancora in pieno svolgimento, che ci ha portato a fare del viaggio e del movimento la nostra quotidianità, il nostro stile di vita.

Come si fa a vivere viaggiando? Avete qualche consiglio da dare ai nostri lettori che vogliono lasciare tutto e partire?

Non c’è né un segreto né ci sono delle regole da tramandare sul vivere viaggiando. Nel nostro casola scelta è partita da dentro ed è venuta fuori come se fosse la cosa più naturale del mondo. Non ci siamo mai seduti a tavolino per organizzare la nostra vita, ma lo abbiamo capito e continuiamo a capirlo in corso d’opera. Quindi è proprio questo il consiglio che daremmo a chi vuole intraprendere una scelta simile, o qualsiasi scelta, di seguire la propria natura, i propri istinti e i propri desideri, di non forzare situazioni o esperienze che non sentiamo nostre. Un’altra cosa in cui crediamo è il trarre il positivo da ogni situazione. Noi siamo riusciti a trasformare il rifiuto di un visto in Canada in un viaggio che non è ancora terminato. Ovviamente vivere viaggiando comporta dei costi, e imparare a capire cosa è veramente necessario è indispensabile. Per questo noi abbiamo scelto di fermarci nei posti che ci permettono di lavorare, risparmiare e viaggiare il più a lungo possibile.

Vedo con piacere che tra i vostri racconti di viaggio rientra anche quello sul Costa Rica: raccontatemi la vostra esperienza in questa terra.

Abbiamo visitato il Costa Rica durante il nostro periodo di lavoro in Canada, e rimane finora l’unico paese dell’America Latina dove siamo stati, insieme a Cuba. Il nostro viaggio lì risale ad una fase della nostra vita che potremmo definire precedente, ma abbiamo bellissimi ricordi di quel paese.

Avevamo un tempo piuttosto limitato a disposizione, quindi la nostra immersione nel paese è stata purtroppo molto superficiale. Non vediamo l’ora di tornarci per approfondire la nostra conoscenza di una nazione votata alla protezione del proprio patrimonio naturale e di un popolo che adora la vita più di qualsiasi altra cosa. Siamo perfettamente in linea col loro motto “Pura Vida!”, ossia vivere la propria vita intensamente non lasciandosi sfuggire dalle mani il proprio tempo. In ogni caso anche oggi che abbiamo visto molto di più del mondo, la natura del Costa Rica rimane ineguagliabile e la salita del vulcano Cerro Chato è ancora il trekking più faticoso delle nostre vite!

Parliamo di Asia: quali sono le particolarità dei popoli asiatici che vi hanno colpito particolarmente?

Eccoci arrivati all’Asia, il nostro punto debole, dove abbiamo lasciato il cuore. Come dicevamo, dopo il rifiuto di un visto in Canada abbiamo deciso di imbarcarci in un lungo viaggio che ci ha portato dall’Italia all’India senza prendere nessun aereo e viaggiando il più lentamente possibile. Dire cosa abbiamo amato dell’Asia per noi è difficile, perché equivarrebbe a racchiudere in una frase tutto ciò che è per noi l’Asia. Sicuramente amiamo i sorrisi e il contatto umano, ma quello che forse ci ha colpito maggiormente è l’essere autentici degli asiatici. In un mondo fatto di competizione e dove l’apparire è spesso più importante dell’essere, l’Asia si presenta così come è, con tutti i suoi pregi e difetti, con le sue contraddizioni e la sua unicità. Abbiamo amato il frastuono della Cina e i sapori thailandesi, la pigrizia dei laotiani e l’incessabile energia degli indiani, ci siamo incantati osservando i rituali nei templi e appassionati a contrattare per acquistare qualsiasi cosa al mercato. Abbiamo capito che anche dall’altra parte del mondo c’è una vita che segue le proprie abitudini e le proprie regole e l’unica cosa che puoi fare è esserne lo spettatore senza pregiudizi. Abbiamo capito che dovunque andiamo siamo tutti umani, anche se troppo spesso ce ne dimentichiamo.

Grazie Sara e Manuel per averci raccontato la vostra storia.

Se volete contattarli o saperne di più su di loro, potete trovarli ai seguenti indirizzi:


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