Racconti in valigia: Vivere all’estero aiuta a farci capire chi siamo veramente

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Oggi il panda ha il piacere di intervistare Enrica, una giovane “Expat” che ama condividere le sue esperienze di vita a Londra e non solo su Enricasergi

Raccontami qualcosa su di te e su come nasce il tuo blog

Sono una ragazza intraprendente e con grandi progetti per il futuro. Lavoro sodo per costruirmi una carriera lavorativa, ma sono perfettamente in grado di bilanciare ciò con la mia vita fuori dall’ufficio, fatta di amore per il mio compagno e per i miei due gattini (e per tutti gli animali in generale), passione per la cultura e per i viaggi, così come per le novità.
Nel tempo libero mi piace rilassarmi svolgendo del pet sitting, lavorando con l’uncinetto, leggendo libri e guardando film o serie TV.
Non disdegno qualche uscita con gli amici, seppur risulti abbastanza complesso organizzarsi nella città in cui vivo, caratterizzata da notevoli distanze e da uno stile di vita frenetico e povero del tempo libero necessario a godere a fondo di una rimpatriata.
Il mio blog nasce per caso, ma anche per necessità. Amo scrivere, raccontare ed aiutare nei limiti del possibile. Ho sempre scritto su Facebook, sia sul mio profilo che nei vari gruppi, provando a dispensare qualche suggerimento, condividendo la mia vita e le mie esperienze. Avevo inoltre da poco aperto un account Instagram che con enorme sorpresa ha ottenuto ottimi risultati di engagement. Su questo account pubblicavo (e tuttora pubblico) quasi esclusivamente foto dei nostri e dei miei viaggi (viaggio molto anche da sola).
Una domenica ero a casa con il mio compagno ed abbiamo deciso di aprire un blog. Nulla di pretenzioso, semplicemente un posto in cui poter raccontare di noi. Non è un racconto di vita stile “caro diario”, è più una raccolta di cose che ci interessano: ambiente, artigianato, film, viaggi ed attualità.

 

Da quando vivi a Londra cosa ti manca di più dell’Italia e cosa invece non rimpiangi per nulla?

Vivo a Londra da quasi 5 anni. Non c’è qualcosa di preciso che mi manchi dell’Italia, c’è però qualcosa che non rimpiango per nulla.
La mia scelta di emigrare è stata un po’ una sfida con me stessa, non mi aspettavo granchè. Ad un anno dal conseguimento dalla laurea, non trovando alcuna posizione lavorativa che potesse definirsi tale, ho scelto di verificare come si viveva altrove.
Non è stato facile per niente, però ho da subito scoperto un mondo in cui si investe sui giovani, in cui non sono l’età ed il genere ad influire sulla carriera, ma la voglia di fare e le competenze. Questo non lo rimpiango: non rimpiango quella mentalità in cui devi quasi ringraziare per quel poco che ti viene dato. Per quella che è la mia esperienza a Londra, qui non si ringrazia nessuno se non se stessi: si studia, si migliora, si investe su di sè e si ottengono i risultati che si meritano.
Certamente  mancano gli amici, la famiglia, molte delle usanze del Bel Paese, ma l’Italia è ad un paio di ore di volo, posso tornare per un saluto quando voglio.

Che consigli ti senti di dare ad un giovane o ad una giovane italiana che vorrebbe fare un’esperienza all’estero?

Mi sento di consigliare un’esperienza all’estero. Vivere in un altro Paese aiuta a crescere e a capire davvero chi siamo e cosa vogliamo nella nostra vita.
Certo, bisogna partire motivati e pronti a mettersi alla prova. Avere sempre la testa sulle spalle è sicuramente la cosa più importante, insieme alla caparbietà e alla voglia di fare.

Qual è il tuo viaggio dei sogni?

Mi piacerebbe un viaggio non stop in giro per il mondo, dall’Africa al Giappone, fino al Sud America.
Purtroppo temo che un viaggio così sia destinato a rimanere un sogno. Con una carriera da portare avanti è molto difficile lasciare tutto per partire via. Ma chissà, magari un giorno… 
Oppure continuerò come sto facendo: valigia pronta sotto il letto e partenze più o meno all’improvviso, alla scoperta di nuove meraviglie, nuove culture e nuovi amici. Il mondo lo si può esplorare anche a tappe e forse è meglio così: cosa c’è di più bello del pianificare un viaggio e dell’attesa della partenza?

Per molte altre storie vi consigliamo di visitare Enricasergi


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