Racconti in valigia: Viaggiare significa aprire la mente e conoscere

Racconti in valigia: Viaggiare significa aprire la mente e conoscere

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Oggi il Panda ha il piacere di intervistare Mario, esperto di viaggi ed autore del blog Mario whitehead, nel quale racconta ai suoi lettori delle sue esperienze, della sua vita e delle sue avventure di viaggio, dando preziosi consigli a coloro che vogliono mettersi in viaggio!

Ecco per voi la sua intervista:

Raccontami qualcosa su di te e su come nasce il tuo blog

Mi presento, mi chiamo Mario Capobianco, sui Social Mario Whitehead e sono una persona semplice che ama il contatto con la gente, sono semplicemente uno di voi….

Il mio blog www.mariowhitehead.com è nato nel luglio del 2019 dall’esigenza di coniugare lavoro e passioni. Sono nel mondo del turismo da circa venti anni e mi occupo nello specifico di Management alberghiero.

Da venti anni gestisco un albergo di famiglia collocato a Lucera in Provincia di Foggia, nel Tavoliere delle Puglie.

La mia vita è stata sempre a contatto diretto con moltissime aziende e persone, per questo sono dell’opinione che se vuoi avere successo in questo mondo devi metterti in gioco con la tua personalità, la tua umiltà, il tuo senso dell’umorismo e soprattutto il tuo cuore.

Questa convinzione mi ha spinto a creare nel 2018  la mia immagine Social su Instagram, @mario_whitehead, dove condivido le  esperienze del mio Stile di vita quotidiano legato al mondo del Lifestyle alberghiero ed il mio tempo libero come viaggiatore.

Da allora il mio profilo è cresciuto e si è guadagnato un seguito di lettori fedeli, che oggi mi porta ad aver realizzato questo blog.

Il punto di forza del mio blog è raccontare con un occhio diverso, grazie alla mia conoscenza ventennale nel mondo del turismo, le mie esperienze di lavoro e di viaggio, dispensando consigli veri e non veicolati per favorire una location o un determinato luogo.

Cosa significa per te viaggiare?

Per me viaggiare significa aprire la mente, conoscere, scoprire nuovi mondi, usi e costumi che a volte mi portano a riflettere anche sul nostro modo di vivere.

Conoscere nuove culture, facendo nuove esperienze che aiuti anche a predisporre i nostri figli ad una cultura più all’avanguardia con una mentalità più viva, soprattutto  per chi vive in zone non particolarmente fortunate, e di conseguenza non dispone delle opportunità che la vita ed il mondo intorno a noi riserva.

Cosa rende un viaggio un’esperienza unica?

Un viaggio rende unica un’esperienza, quando ti ritrovi a visitare un luogo dalla cultura storica spettacolare, ma che tecnologicamente e lavorativa mente parlando vive poco e nonostante tutto sa abbracciarti ed accoglierti con quel sorriso e spensieratezza che azzerano le sicurezze del nostro modo di vivere.

Al  di là della bellezza che la natura o un’architettura può riservare durante un viaggio, conoscere un luogo, deve essere uno stimolo per conoscere sempre più e ritornare alla propria vita giornaliera con un bagaglio culturale che aiuti ad affrontare al meglio le giornate che si susseguono.

Poi con occhio esperto nel settore del turismo, mi piace ammirare altre tecniche e modi di fare ospitalità.

Personalmente sono dell’opinione che nella vita non si finisce mai di imparare.

Tutti i viaggi fanno esperienza, anche quelli negativi, perché sbagliare aiuta a crescere nelle scelte future.

Qual è l’esperienza più particolare che hai vissuto in viaggio?

L’esperienza più affasciante che ho vissuto ad oggi è stato il mio viaggio in Messico, esattamente nella penisola dello Yucatán (stato del Messico: Quintana Roo), presso la città di Cancun.

Ho apprezzato molto il modo di vivere semplice dei suoi abitanti oltre che la bellezza naturalistica, siti archeologici e la grandissima cultura Maya.

Conoscere un popolo che in tempi lontani fu di ottimi astronomi e matematici è un qualcosa da lasciarti a bocca aperta.

Un esempio? Chichén Itzá.

Nei giorni dell’equinozio di primavera o d’autunno, la luce del sole, tramite un gioco di luci, sembra ricreare la sagoma di un serpente su una scalinata di El Castillo.

Poi trovarsi a camminare e sentire gruppi di persone battere le mani, per provare insieme la straordinaria acustica del luogo, mi ha sorpreso tantissimo.

Questo avviene sia nei pressi della piramide maya El Castillo, sia nel campo del Juego de Pelota.

Qui, quando si battono le mani si crea un’eco forte e ripetuto, lo stupore è che il suono si riproduce in ambiente aperto.

Personalmente già questo singolo sito per il mio livello culturale la chiamerei Fantascienza.

Non a caso è tra le sette meraviglie del mondo.

Da non sottovalutare anche la conoscenza della loro storia di abilità nel commercio ed agricoltura, infatti erano molto attivi con coltivazioni di Fagioli, cacao, mais e monili, elementi alla base della vita quotidiana e del commercio Maya.

Continuando, ho potuto:

  • Ammirare il Museo sottomarino di sculture più famoso al mondo con oltre 500 opere sott’acqua;
  • Esplorare i “cenote” dei pozzi naturali colmi d’acqua che formano grotte e fiumi sotterranei;
  • Frequentare una lezione di scuba e immersioni;
  • Nuotare insieme ai delfini;
  • Raggiungere la Isla Mujeres, l’isola dei sogni dalle suggestive spiagge;
  • Trascorrere momenti a contatto con la natura nel Parco tematico ecologico di Xcaret.
  • Il Parco Xcaret mi ha sorpreso molto, infatti oltre ad essere un Parco Tematico e naturale nel cuore della Riviera Maya è anche un luogo dove poter rivivere per un giorno attraverso spettacoli le origini ed i costumi della cultura Maya.

Per concludere, ritengo che viaggiare, non è solo un modo per distrarsi e divertirsi ma, rappresenta secondo il mio personale parere, un costante stimolo di crescita personale e professionale.

Grazie Mario per averci dedicato il tuo tempo, il Panda non vede l’ora di ripartire!

Vi ricordiamo che, se volete contattare Mario, volete ispirazioni e consigli sul prossimo viaggio o volete seguire le sue avventure, potete trovare il suo sito  qui

Sei un viaggiatore? Vuoi vivere le stesse esperienze di Mario?

Visita il sito!


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