Racconti in valigia: Viaggiare è anzitutto un piacere per anima e corpo

Racconti in valigia: Viaggiare è anzitutto un piacere per anima e corpo

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Oggi il Panda ha il piacere di intervistare Matteo, amante dei motori, in particolare della sua Vespa, ed autore del blog Viaggiare in Vespa

Raccontami qualcosa su di te e su come nasce il tuo blog

Mi chiamo Matteo e sono nato nel sempre più lontano 1996 a Pontedera (Pisa); la città natale anche della mitica due ruote di casa Piaggio: la Vespa. Una casualità? Può essere ma, secondo me, era destino che nascessi nella città della mia amata Vespa.

Nel 2012, con la patente A1, ho iniziato a solcare le strade in sella alla mia Vespa.

Col passare degli anni (e dei km) ho sempre più apprezzato la Vespa e la sua fantastica storia iniziata nel 1946 con un’Italia sempre distrutta e frastornata dalla guerra appena finita.

Nel maggio 2017 nasce Viaggiare in Vespa; un blog con un concetto molto semplice: raccontare le mie “avventure” in sella alla fidata Vespa PX; ma non solo, infatti cerco di dare anche dei consigli sulla manutenzione della Vespa oppure come prepararsi al meglio per effettuare un viaggio e molto altro.

Cosa significa per te viaggiare?

Per me viaggiare è anzitutto un piacere per anima e corpo, qualsiasi sia il mio mezzo di trasporto; questo piacere aumenta a dismisura se il viaggio si svolge a cavallo della Vespa.

Viaggiare in Vespa è un’esperienza che rilassa ed insegna a osservare il Mondo da una prospettiva unica: in sella ad un mezzo che viaggia a una velocità relativamente bassa sei sempre “invitato” a guardarti intorno osservando i paesaggi sempre diversi che si susseguono durante un viaggio; ti lascia ricordi molto più vivi di tutte le particolarità che incontri durante il viaggio. E’ proprio la Vespa che te lo chiede: “goditi il viaggio, rilassati – dice – che a portarti dove vuoi ci penso io”. E’ naturale che bisogna sempre prestare la massima attenzione alla strada, la mia è una visione molto filosofica, sicuramente però viaggiare in macchina è molto più “asettico”, soprattutto se il viaggio avviene in autostrada dove si viaggia veloci e non abbiamo la possibilità di ammirare quello che la natura ci offre.

Da cosa nasce la tua passione per la Vespa? Cosa rende speciale secondo te questo modello?

La mia passione per la Vespa credo sia nata dalla curiosità mescolata alla mia enorme passione per i motori: la mia Vespa, una P125X del 1981, l’ho vista per anni nascosta in un angolo del garage sotto un telo pieno di polvere. Quella Vespa era di mio padre e la mise li pochi anni prima che io nascessi, per cui il primo ricordo che ho è il suo “scudo” il quale risultava altissimo rispetto a me che andavo a scuriosare sotto quel telo. La voglia di sapere com’era quella Vespa vista “per intero” cresceva sempre più anno dopo anno fino a quando, nel 2012, sono riuscito a convincere mio padre a tirarla fuori da li per vederla e magari accenderla e addirittura provarla. Fu amore a prima vista, un biglietto di sola andata per la libertà! Da li a pochi mesi avrei preso la patente ed iniziato a macinare km di strade insieme a lei.

La bellezza della Vespa? La sua semplicità in primis; è grazie a questo pregio che ha conquistato il cuore di milioni di persone. Macina km e nemmeno se ne accorge, ti porta ovunque e comunque; un’eroina di acciaio e gomma.

Raccontaci di un tuo viaggio in Vespa! 🙂

 Il mio viaggio più bello in assoluto è sicuramente quello fatto alla volta di Amatrice nel 2018.

Quell’anno fu organizzata una raccolta fondi chiamata “Una toppa, un cuore per Amatrice” con al culmine un raduno che si svolse fra Assisi ed Amatrice. Una “tre giorni” cominciata il 28 aprile con la partenza verso Santa Maria degli Angeli (PG); circa 200 vespisti riuniti nella grande piazza antistante alla Basilica appunto di Santa Maria degli Angeli. Nel corso della giornata partimmo per un giro turistico dentro il paese di Assisi, invadendo così la Piazza del Comune e la Rocca Maggiore, la quale domina Assisi e tutta la vallata sottostante creando così una visuale splendida da togliere il fiato.

Domenica 29 era il giorno fatidico, Amatrice ci aspettava! Il ritrovo fu fissato nella piazza della Basilica di Santa Maria degli Angeli, da li ci incamminammo per la strada che ci avrebbe portato fino ad Amatrice. Una strada veramente stupenda, soprattutto nel tratto dei Monti Sibillini. La prima fermata della Carovana fu a Norcia dove si iniziarono a vedere i segni di quello spaventoso sisma: molte case erano crollate o pesantemente compromesse dalla forte scossa, addirittura anche il cimitero era crollato, il terremoto non rispetta neanche i morti.

Sia durante il viaggio, sia quando arrivammo ad Amatrice si aggiunsero altri Vespisti fino ad arrivare a più di 600 Vespa che invasero un’Amatrice devastata dal terremoto del 25 Agosto 2016. Appena arrivato ad Amatrice fu un’escalation continua di emozioni: dall’angoscia nel vedere le case polverizzate alla gioia di vedere le persone del posto applaudire e festeggiare il nostro arrivo.

Le immagini trasmesse in tv non rendono l’idea di quello che realmente è il paese di Amatrice, credo che un bombardamento avrebbe fatto meno danni di quelli che sono stati causati dal terremoto. A occhio non c’era un fabbricato agibile, i pochi rimasti in piedi avevano comunque importanti danni strutturali; per non parlare delle case che si affacciavano sul Corso “Umberto I”: polverizzate.

Dopo una breve passeggiata per le vie del paese ripartimmo per tornare verso l’hotel, completando così un viaggio di 320km percorsi in una sola giornata.

Lunedì 30, ancora in Vespa, tornai a casa. Ben 10 ore di viaggio, altri 310km percorsi con la mia Vespa che stoicamente non ebbe nessun tipo di problema, facendomi trascorrere tre giorni d’avventura spettacolari, con 650km percorsi in totale, che rimarranno per sempre impressi nei miei ricordi.

Grazie Matteo per averci dedicato il tuo tempo ed aver condiviso con noi le tue esperienze!

Per vivere altre avventure vi consigliamo di visitare il suo blog qui


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