Racconti in valigia: Vegan food trotter

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Oggi il panda ha il piacere di intervistare Martina, vegana, amante della cucina e autrice del blog Vegan cucina felice, in cui condivide con i suoi lettori ricette, idee e stimoli.

Raccontami qualcosa su di te e su come è nato il tuo blog;

Sono una giornalista trentenne che vive e lavora tra Venezia e Padova. La curiosità e un po’ di irrequietudine mi spingono a esplorare frontiere sempre nuove, a volte un po’ rischiose. Ricerco la stabilità ma in fondo mi piace cambiare, proprio come feci ormai 10 anni fa quando decisi di eliminare carne e pesce, poi anche i derivati, dalla mia dieta. Il blog Vegan Cucina Felice nasce sia per assecondare i miei istinti creativi che come stimolo positivo per tutte quelle persone desiderose di abbracciare uno stile di vita più etico senza sapere da dove iniziare. Mi piace l’idea di veicolare un messaggio semplice, di inclusione e non di esclusione: possiamo tutti diventare vegani senza negare a noi stessi il piacere di mangiare. Anzi il piacere si moltiplica perché soddisfare i nostri bisogni sapendo di non fare del male è liberatorio.

Al di là dell’alimentazione, cosa comporta nella tua vita la scelta vegana?

Solitamente si inizia dall’alimentazione, poi chi si accorge che la scelta vegana comporta tutta un’altra serie di responsabilità verso il mondo animale e il pianeta. Si eliminano capi d’abbigliamento in pelle e lana, si scelgono prodotti cosmetici e per la pulizia della casa vegani e cruelty free. Ma non solo, le vie per esprimere la propria gentilezza verso il mondo sono infinite e ognuno determina il suo cammino come meglio crede. Io voglio semplicemente dare degli strumenti utili, per questo all’interno di www.vegancucinafelice.it non ci sono solamente ricette ma anche consigli sui prodotti vegani in commercio e soprattutto piccole guide ai ristoranti vegani delle città che visita in vacanza o per lavoro. Sono raccolte nella sezione “Vegan Food Trotter”.ì

Cosa significa per te viaggiare?

Viaggiare significa prima di tutto staccare la spina dal lavoro, anche se da freelance non è sempre facile. Io tendo ad essere stacanovista. Per fortuna il mio compagno mi spinge verso il digital detox, almeno in ferie. Andando più a fondo viaggiare è l’opportunità più immediata e divertente per conoscere altri luoghi, altre culture, altre storie. Amo provare i piatti vegetali tipici dei paesi che visito e farmi un’idea di quanto siano diffusi i ristoranti con opzioni vegane. Devo dire e fino ad ora sono sempre rimasta sorpresa positivamente, in Italia invece le proposte vegetali scarseggiano più che altrove. Rubo sempre molto dalle città dove sono stata: spunti per migliorare il mio stile di vita e trucchi per nuove ricette.

Quale credi sia il luogo da te visitato che incarna meglio la tua scelta di vita vegana?

Difficile rispondere senza tradire alcune mete che mi sono rimaste nel cuore. Città come Berlino, Amsterdam, Varsavia e Cracovia si dimostrano decisamente all’avanguardia, sono veramente tanti i bar e bistrot che scelgono la cucina vegetale riconoscendone le potenzialità: è più leggera, colorata, creativa e quando si abbina a un’attenzione verso le intolleranze diventa democratica per eccellenza. Io però preferisco la Grecia con i suoi ritmi lenti, le verdure saporite, il pane condito con l’olio buono e le creme di legumi. Anche della Turchia custodisco un dolce ricordo: il brulichio incessante, le spezie e la frutta secca del Gran Bazar sono indimenticabili. 

Grazie Martina per aver condiviso con noi il tuo stile di vita; se volete saperne di più su di lei, sulle sue ricette e sulla sua scelta, trovate il suo blog qui!


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