Racconti in valigia:  Un viaggio nei sapori e nell’identità della cucina veneta

Racconti in valigia: Un viaggio nei sapori e nell’identità della cucina veneta

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Entriamo oggi nei viaggi enogastronomico e nella cucina di Max,  l’autore del blog di cucina Mangiare a casa, nel quale potrete trovare ricette, sia dolci che salate, molto sfiziose per stupire i vostri amici!

Con Max abbiamo parlato del legame esistente tra la cucina di un paese e la sua identità e cultura, ma non solo…Il Panda ed io siamo rimasto così affascinati dalla cucina di Max che  ci siamo anche invitati virtualmente ad una cena tipica veneta!

Curiosi? Ecco per voi le sue parole:

Ci racconti un pò di lei, di come nasce la sua passione per la cucina e del suo blog;

Ciao, mi chiamo Max e sono un appassionato di cucina, sono stato cuoco di professione in vari ristoranti della mia città dopo aver frequentato l’istituto professionale alberghiero di Bardolino sul Lago di Garda. Mi sono dedicato alla cucina e anche alla pasticceria, ho sempre lavorato in attività che mi hanno insegnato a creare piatti gustosi fatti in pochi minuti utilizzando condimenti sani e naturali cercando di esaltare i sapori della materia prima dei piatti preparati. Per preparare un buon piatto non servono condimenti esagerati o aromi industriali ma procedimenti semplici con ingredienti giusti e aromi naturali. Vedo intorno a me persone che mangiano male, che consumano sempre più cibi già pronti ricchi di conservanti, grassi e aromi che esaltano i sapori, tutto ciò però è un nemico del nostro fegato e organismo senza valori nutrizionali sani. Stiamo dimenticando le vecchie abitudini della cucina di una volta per mancanza di tempo, causato dalla nostra vita frenetica e per mancanza di cultura nel preparare il nostro cibo quotidiano. Mangiare a casa fa bene e si può ancora fare partendo dalla materia prima, ovvero, per esempio dal pomodoro maturo per fare un gustoso sughetto fresco in 5 minuti. Utilizzo ingredienti semplici, gustosi e sani tutti i giorni, così da preparare piatti nel minor tempo possibile. Le persone che mi conoscono mi chiedono spesso consigli sul tema e perciò ho deciso di inserire i miei suggerimenti in un blog. Nel mio blog troverete le ricette più semplici date dalla mia esperienza come cuoco professionista, i segreti sull’utilizzo di ingredienti naturali per insaporire un piatto preparato con gusto e passione.

Quale è per lei il significato della cucina?

Per me la cucina è passione e cultura oltre ad essere uno svago attraverso il quale mi piace combinare gli ingredienti tra loro senza coprirne il sapore. Direi che cucinare è un arte e come tale non per tutti. Non definisco cucina prendere degli ingredienti, combinarli tra loro senza avere un occhio di riguardo all’equilibrio del loro apporto calorico.

Crede che dalla cucina di un popolo si possa dedurre qualcosa sulla sua identità?

Più che alla sua identità direi esigenza, dico questo perche ogni popolo ha una cucina che deriva da una sua storia. Fin dai tempi più antichi, le ricette oggi più ricercate ed apprezzate sono quasi sempre quelle più semplici che una volta consumavano le popolazioni povere per mancanza d’altro.

Focalizzandoci nello specifico sulla cucina veneta, quali sono le caratteristiche di questa e come sono collegate all’identità e cultura veneta?

la cucina veneta è basata su ricette povere che impegnano riso, polenta, fagioli e baccalà. La varietà del riso coltivato nelle pianure del veronese è il vialone e viene cucinato in molte maniere. I piatti principali sono il famoso risi e bisi e risi e figadini, a base rispettivamente di piselli teneri e fegatini di pollo. In seguito troviamo i risotti di pesce e con i fagioli. Altro ingrediente base è la polenta, molto diffusa e realizzata con la farina di mais. Viene accostata a molte preparazioni come ad esempio polenta e salame e polenta con baccalà alla vicentina. Il baccalà o stoccafisso è un pesce proveniente dai mari settentrionali, comunemente chiamato merluzzo. Il merluzzo dopo aver subito un processo di essiccazione ed essere successivamente ammollato in acqua fredda diventa stoccafisso. Si trova in commercio già bagnato e pronto per la preparazione. Il baccalà viene, invece, sottoposto a una conservazione tramite sale. Oltre a questi 4 punti fermi che ruotano attorno alla gastronomia veneta il territorio offre una varietà di salumi, formaggi e derivati del latte. Tra i prodotti dell’orto troviamo ricette molto diffuse che impiegano ad esempio dell’ottimo radicchio come il risotto al radicchio trevigiano, il radicchio cotto al forno ed il radicchio fritto. Per quanto riguarda la pasta, la più tipica di questa regione sono i bigoli, ossia una sorta di spaghetti spessi, realizzati con l’utilizzo di un torchio azionato a mano, la cui superficie è particolarmente ruvida ed adatta a trattenere i sughi. Per quanto riguarda le spezie più utilizzate, troviamo pepe, cannella chiodi di garofano e uvette. Un altro piatto tipico di questa regione sono le sarde in saor, dove il pesce viene fritto e poi condito con aceto, pinoli, uvetta e cipolle stufate. Questa preparazione è applicabile non solo alle sarde ma ad altri tipi di pesce, che grazie a questo procedimento, si può consumare anche dopo diversi giorni. Per quanto riguarda Verona, la mia città, troviamo il bollito con la pearà, carne di manzo, gallina e cotechino accompagnata da una salsa a base di pane grattugiato, parmigiano, midollo, brodo e abbondante pepe nero. Gli gnocchi di patata conditi con salsa al pomodoro fresco, la pasta e fasoi, una zuppa composta da fagioli interi e passati con l’aggiunta di pasta fresca. La pastissada de caval, carne di cavallo sminuzzata finemente macerata nel più corposo vino rosso della Valpolicella, aromatizzata da spezie e verdure, cotta a fuoco lento e accostata con polenta. Il risotto tipico è con tastasal, con il suo squisito impasto di carne di maiale, il risotto con l’amarone e risi e bisi, come abbiamo detto in precedenza riso bollito con piselli freschi. Molto famoso il nodo d’amore di Valeggio sul Mincio, tortellino realizzato con una pasta tirata sottile come la seta, tagliata e annodata come un fazzoletto, dopo averla arricchita con un delicato ripieno a base di varie carni. In conclusione per i dolci troviamo il famoso pandoro di Verona, il Nadalin, pasta frolla, crostoli, frittelle con uvetta e mele e il famoso mandorlato di Cologna Veneta.

Da cosa nasce l’ispirazione per nuove ricette?

l’ispirazione a nuove ricette nasce dalla mia fantasia ed esperienza. Grazie alla conoscenza degli ingredienti e i loro sapori riesco a realizzare piatti sempre diversi e semplici utilizzando pochi ingredienti. Mi piace creare ricette per recuperare cibo avanzato da un pranzo o una cena.

 Crede che il viaggio enogastronomico (paesi, ma anche ristoranti etnici, street food) possa avere un’influenza sulla sua cucina?

Diciamo che la cucina italiana, a mio parere, è la migliore in assoluto, sia per la capacità di accostare ingredienti e sapori sia per essere completa nel suo genere. Gli ingredienti che possono, in parte contaminare i miei piatti, sono alcune spezie che definire attualmente  “di moda” in quanto gli sono state riconosciute proprietà e benefici veramente salutari. Cito a questo proposito il curry o ingredienti come quinoa ed anche germogli di soia e curcuma. Per quanto riguarda lo Street food direi che non è il genere di cucina che approvo e prediligo. Se dovessi però preparare qualcosa un po’ a tema,  sceglierei un semplice panino con del buon salame casereccio o altro salume di qualità abbinato a qualche fettina di formaggio stagionato, semi stagionato o a pasta filante come la mozzarella.

Se fosse il viaggio a venire da lei, ovvero, se avesse a cena turisti stranieri, quali tra le sue ricette preparerebbe al fine di far assaporare loro la cucina tradizionale

Se avessi a cena degli ospiti stranieri​ mi concentrerei su ricette molto semplici. Proporrei un buon risotto con ortaggi di stagione, come ad esempio zucca, o radicchio rosso e formaggio Monte Veronese, oppure ancora con asparagi, o piselli di cui cito il mitico “risi e bisi alla veneta”. Un’alternativa realizzata con pasta di maiale fresca potrebbe essere il riso con il tastasal, piatto locale molto gustoso. Se invece dovessi proporre una minestra, servirei una pasta e fagioli oppure dei tagliolini in brodo semplici o con i figatini di pollo per chi li prerisce. In caso di pasta, proporrei dei bigoli o dei maccheroncini con stracotto d’asino. Infine come secondo o piatto unico punterei dritto al mio tipico piatto di Verona ovvero il bollito misto con pearà, salsa ottenuta da pane raffermo grattugiato, brodo di carne, midollo di bue o una noce di burro per renderla più leggera, parmigiano, sale e abbondante pepe, da cui prende il nome.

Grazie Max, per averci fatto viaggiare assieme a te nei sapori ed averci aperto le porte della tua cucina! Cerchiamo di trovare il tempo, a casa come in viaggio, per degustare i piatti semplici e gustosi della tradizione.

Vi ricordiamo cari lettori che le foto che avete visto sono tratte proprio dal suo blog, sono sicura che avete tutti l’acquolina in bocca (io e il Panda compresi!)

Se volete ispirazioni per la prossima cena o volete mettervi in contatto con Max, vi lasciamo il link al suo sito qui.


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