Racconti in valigia: Un viaggiatore romantico

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Oggi in panda ha il piacere di intervistare Alessio, fotografo professionista e grande appassionato di viaggi.

Nel suo blog condivide le sue fotografie, i suoi consigli e le sue esperienze di viaggio.

Raccontami qualcosa di te e di come nasce il tuo blog

Sono un fotografo italiano, nato e residente a Roma. Mi sono laureato nel 2009 in Discipline dell’Arte e dello Spettacolo, nello stesso anno ho cominciato a viaggiare in Europa e nelle Americhe, scattando foto e accumulando esperienze. Il mio progetto più importante è Urban Melodies, che è stato in mostra a Chicago lo scorso anno e dove, tramite sovrapposizioni fotografiche, mostro la mia visione di metropoli contemporanee come Roma, New York, Londra, Berlino, Parigi, Istanbul e moltissime altre. Essendo già molto attivo su Facebook e Instagram con i miei lavori, ho pensato di aprire il blog Living is Easy With One EyeClosed per scambiare idee sulla fotografia, condividere immagini di altri fotografi da ogni parte del mondo e stimolare i lettori con contenuti che li possano ispirare, tra cui non possono ovviamente mancare gallerie fotografiche legate al viaggio. Attualmente collaboro con diverse gallerie d’arte in Cina, Stati Uniti, Israele, Argentina, Messico, Australia, Germania e Francia, oltre a lavorare a Roma sia sui miei progetti personali che a lavori su commissione.

Qual è il tuo rapporto con il mondo dei viaggi?

Il viaggio è un tema molto importante della mia vita. Ai viaggi ho anche dedicato un libro, “Fuori dalla Caverna – Appunti di un viaggiatore romantico”, uscito nel 2012 e che in questo periodo ho messo a disposizione gratuitamente sul mio blog. Sono ossessionato dal tempo che passa e forse è per questo che amo così tanto la fotografia e il viaggio: la prima mi aiuta a fermare il tempo, il secondo a dilatarlo, ad espanderlo, e questa combinazione mi dà l’illusione di poter avere un minimo di controllo su di esso. C’è una frase del fotografo Josef Koudelka che amo moltissimo: “Quando vivi in un luogo a lungo, diventi cieco perché non osservi più nulla. Io viaggio per non diventare cieco”.

Quando parti per un viaggio sai già cosa vorrai fotografare oppure ti lasci ispirare sul momento?

Non ho mai comprato una guida, quindi non posso definirmi un viaggiatore molto organizzato. Ho un taccuino sul quale segnarmi alcuni luoghi che devo assolutamente fotografare, ma normalmente cammino tantissimo, anche 20 chilometri al giorno, per perdermi sulla strada e per farmi sorprendere dalle immagini che trovo sul mio cammino. Amo definirmi una sorta di flaneur moderno e ripeto sempre che in viaggio la miglior attrezzatura per un fotografo è un buon paio di scarpe.

Raccontami una fotografia di un tuo viaggio a cui sei particolarmente affezionato

Sono molto legato a una foto che ho scattato nel deserto di Atacama, in Cile, nella Valle della Luna. Per evitare di trovarmi in mezzo ad una folla di turisti ho noleggiato una bicicletta in San Pedro de Atacama e ho pedalato sotto il sole per molte ore, prima di raggiungere la cosiddetta Grande Duna, dove la mia fatica è stata premiata: uno sguardo bellissimo sulla valle sottostante, dove una navetta carica di turisti sembrava una macchinina giocattolo rispetto all’immensità del luogo circostante. È una foto che mi ha sempre fatto riflettere molto sulla dimensione dell’essere umano nei confronti della natura.


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