Racconti in valigia: Un siciliano giramondo!

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Oggi il panda ha il piacere di intervistare Marco, grande amante dei viaggi e autore del blog Mare di Sicilia e dintorni.

Ecco a voi la sua intervista

Raccontami qualcosa di te e di come nasce il tuo blog;

Marco Musso, classe 1976, Palermitano doc, Leone per segno zodiacale e per natura: sono un uomo di passioni forti, emozioni intense e vitalità a volte fin eccessiva. Di fatto, ho imparato a convivere con le mie insicurezza ridendo di e con loro. Il mio timore più grande è sempre stato quello di vivere e appiattirmi in un’esistenza mediocre: mi è insopportabile l’idea di una routine identica a se stessa giorno dopo giorno, senza ulteriore possibilità di crescita. Per questo, nonostante una carriera ben avviata e molto soddisfacente nella pubblica amministrazione a sostegno dello sviluppo delle PMI Siciliane all’estero, nel 2017 ho preferito rinunciare alla sicurezza di un impiego fisso e “mollare tutto” (in barba agli insegnamenti di Checco Zalone), per dedicarmi alle mie più grandi passioni: cucina e viaggi. Una rivoluzione a 360° la mia, che mi ha portato non solo a cambiare città, con il trasferimento a Milano, ma a rimettermi in discussione da ogni punto di vista e a dovermi misurare ancora ogni giorno con una sfida che si basa sul precario equilibrio tra il mio desiderio di grandezza, che mi spinge a  scommettere sempre di più, e le responsabilità legate alla necessità di raggiungere quella serenità che solo una carriera solida ed avviata può comportare.

La concorrenza è tanta e all’inizio è stata dura capire dove e come dimostrare al meglio il mio valore e le mie peculiarità, ma con passione, sacrificio ed un po’ di fortuna sono di fatto riuscito, in pochi mesi, a trasformare le mie più grande passioni in un lavoro. 

Oggi ho la possibilità di poter parlare di ciò che amo e coltivare il mio lato “creativo”, certo di avere ancora tanto da imparare, ma ancor di più da dare.

Quando nasce la tua passione per la cucina e in che modo riesci a omaggiare nelle tue ricette la tua terra? 

La cucina ed i fornelli mi accompagnano da sempre: cresciuto in una famiglia di cuoche appassionate, sin da piccolo preferivo spesso, ai Lego, impastare gnocchi con la mia super nonna, 150 cm di puro sangue yankee. Da lei ho ereditato l’estro creativo in fatto di abbinamento dei sapori, il desiderio di mettere del “mio” in ogni ricetta, la convinzione che alla base di una buona cucina ci sia innanzitutto una buona forchetta.

Pur avendo avuto la fortuna di girare il mondo e per lavoro e per divertimento, resto un palermitano DOC, legatissimo ed orgoglioso delle mie radici alle quali affianco un grande amore per Milano, la città che mi ha adottato ed a cui non smetterò mai di dire grazie. Ho una curiosità innata nei confronti di ogni cultura, e parte della mia scoperta di un luogo passa per un immersione totale nei profumi e sapori del posto.

Per quanto riguarda la mia cucina, tutto ruota intorno ad un profondo rispetto nei confronti delle materie prime: amo i piatti sinceri, quelli in cui i singoli ingredienti mantengono la propria “personalità” anche all’interno delle ricette più composite.

L’ingrediente del cuore è, inutile dirlo, il pesce, che, quando posso, mi piace comprare direttamente dai pescatori, i migliori degli affabulatori, delle cui fantastiche storie non riesco mai a saziarmi. Il mare, del resto, è il mio tutto e la mia cucina è il tempio dove lo venero tutti i giorni.

Citazione preferita ? Non ho dubbi…

“Tutto ciò che viene dalla mia cucina è cresciuto nel cuore”

Raccontami la tua esperienza in Australia;

Quale poteva essere il viaggio dei sogni per un isolano come me, se non la più grande isola del mondo?

Nell’immaginario di tutti noi, l’Australia rappresenta l’avventura, la natura selvaggia, l’ultimo confine del Mondo, tanta è la distanza spaziale che la separa dalla nostra così centrale Italia. L’Isola Che Non C’è per qualsiasi Peter Pan che, grande e piccino, voglia avere la possibilità di avere un nuovo inizio.

Meta da sempre agognata, la Terra dei Canguri mi è per così dire entrata nel sangue molto prima che avessi l’occasione di immergermi in essa: scenario indimenticabile di film come “Australia, La generazione rubata” e “Mr. Crocodile Dundee”, mi ha conquistato, letteralmente, una pagina alla volta, non appena mi sono imbattuto “In un Paese baciato dal sole” di Bill Bryson.

Un viaggio, del resto, nasce prima di tutto dentro di noi. Reinterpretando liberamente le parole di Proust: “ll vero viaggio di scoperta non consiste (solo) nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi.”

Cosi è stato anche per me: il “sogno Australia”, custodito nel cassetto fin da bambino, cresciuto a forza di passione immensa per il mare e le immersioni, mi ha portato ad immaginarmi in quelle terre lontane ben prima che la vita mi desse l’opportunità di raggiungerle. Il desiderio di scoprire la natura selvaggia di una terra fatta di contrasti che, seppur poco popolata e con vaste zone inospitali, ha saputo sfruttare al meglio le caratteristiche favorevoli della regione sudorientale; l’aspirazione di nuotare nella più grande barriera corallina al mondo; il sogno di immergermi con il “grande bianco”, tutto, in quei 18 giorni di avventura, ha rappresentato una tappa fondamentale per raggiungere il traguardo di coronare uno degli obiettivi della mia vita.

L’Australia la si può raccontare, ma non la si può semplicemente catturare in una definizione d’insieme. Per farlo servirebbero tutte le immagini, tutte le emozioni, tutte le “prime volte” che mi sono riportato a casa nel cuore. Quelle di una terra aperta, multietnica, meravigliosa in cui madre natura governa su tutto, in cui si sposano perfettamente la modernità di Sidney e la tradizione delle popolazioni aborigene Anangu dell’Outback.

È un luogo ancestrale che ognuno di noi dovrebbe aver la fortuna di visitare almeno una volta nella vita.

Se volete saperne di più leggete qua!

Hai provato a sperimentare e creare qualche ricetta di ispirazione australiana?

La cucina australiana, è una combinazione di influenze aborigene locali e di tradizioni “importate” da tutte le popolazioni, prima tra tutte quella anglosassone, che nei secoli hanno colonizzato il territorio.

Amplificato negli ultimi anni anche dalla globalizzazione il risultato di questa composizione multiforme, è un susseguirsi di contrasti alimentari: accanto alle principali catene di fast food internazionali, è possibile sbocconcellare un perfetto fish and chips all’inglese, mentre, a ristoranti delle più svariate cucine, si alternano quelli, più estremi, dedicati unicamente ai piatti della dieta tradizionale aborigena

Cosa vale la pena assaggiare? Per quanto mi riguarda, come sempre, tutto: dalla carne di canguro a quella di coccodrillo senza disdegnare quella di squalo, ogni gusto merita l’opportunità di conquistare (o testare) il vostro palato. La scoperta di una terra, dicevamo, passa anche attraverso la sua tavola, motivo per cui io, come sempre nei miei viaggi, mi sono affidato ai consigli dei locali e fatto guidare dai vari chef in una degustazione di sapori intensi e, a tratti, inusuali.

Al di là delle mie perigrazioni papillari, la maggior parte delle ricette sono semplici e puntano principalmente sulla freschezza e il gusto delle materie prime.

Il piatto che tra tutti mi ha conquistato è stato, non a caso, un’insalata di Barramundi (pesce autoctono che vive sia in acqua dolce che salata), ortaggi e uova: un’assoluto capolavoro.

Una volta tornato in Italia, impossibilitato a reperire l’ingrediente originale, ma non volendo rinunciare al cimentarmi nella ricetta , l’ho reinterpretata “alla siciliana”, sostituendo il Barramudi con dei filetti di freschissimo tonno…

Vi piace il risultato?



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