Racconti in valigia: Quando la necessità si trasforma in passione!

Condividi questo articolo

Oggi il Panda ha il piacere di intervistare Veronica, appassionata di fashion, di viaggi e autrice del blog Very Blond, in cui condivide con i suoi lettori le sue esperienze ed i suoi consigli.

Raccontami qualcosa su di te e su come nasce il tuo blog

Sono Veronica nata a Napoli il 10 maggio 1990. Alla domanda «come ti descriveresti?» non riesco mai a essere precisa. Perché Veronica è un po’ cosi: poliedrica. Esplosiva, positiva, forte, ma anche debolezze, insicurezza, smarrimento.

Sono fatta di sogni e sorrisi. Mi piace piace ascoltarmi sia quando scelgo giusto, ma soprattutto quando scelgo sbagliato. Mi piace continuare a vivere nella maniera più intensa che conosco. Mi piace continuare ad avvertire quelle sensazioni sotto pelle, quelle che pizzicano e ti si piazzano nello stomaco non facendoti dormire. Mi sento tenera, fragile, donna. E ciò a me piace. Pensavo tempo fa che tutto questo potesse distruggermi, ed invece oggi devo dire grazie per avermi reso più intera di quanto potessi immaginare.

Sono laureata in Scienze della comunicazione. Innamorata della vita, dei viaggi e dei colori.

Sono una ragazza con gli occhi puntati alle stelle, ma con i piedi sempre ben piantati a terra.

Con la nascita del mio blog “Veryblond” ( fusione divertente del mio nome con una delle caratteristiche fisiche che più mi contraddistingue, “i miei capelli biondi”) desidero dedicare la giusta attenzione alle mie passioni, dare voce sempre più concreta ai miei sogni.

La realizzazione del mio blog prende vita sperando che i miei racconti siano oltre a diari di viaggio, pensieri gentili che possano aiutare e rendere più piacevole tutto ciò che ci circonda.

Spero che siano sollievo, supporto e momento di stacco dai bombardamenti quotidiani.

Spero che oggi come ieri possano aiutare i miei lettori a stare un tantino meglio.

Li immagino sempre seduti dalla poltroncina della loro camera o dalla postazione lavorativa o universitaria dinnanzi al cellulare, a perdersi con me nelle mie emozioni, a stilare o magari “screenshottare” le nozioni più interessanti per un eventuale viaggio. Li immagino sorridenti, interessati e vogliosi di prendere il primo volo verso nuove destinazioni.

Perché viaggiare ci cura. Curarci ci rende felici.

Prendiamoci allora tutta la felicità che ci spetta.

Cosa significa per te viaggiare?

Quando viaggio mi innamoro dei palazzi, dei cieli, dei tramonti, delle pietre, delle stelle, del vento, di tutte quelle cose che percepisco come un presentimento d’amore.

L’amore per me questo è.

Ogni volta che viaggio ritorno a casa riempita di nuove parole, di inaspettati profumi. Viaggiare inebria il mio cuore di magiche emozioni, dandomi gli input giusti per affrontare tutto ciò che verrà.

Dai miei viaggi on the road, fino a quelli sorvolando i cieli più immensi, l’adrenalina che mi anima è incredibile. Viaggiare mi fa sentire felice, felice di essere viva. Il mondo è così grande, così interessante che la voglia di appropriarsi di nuovi sapori, di nuove terre, di nuovi orizzonti non può che essere sfamata.

Godere di ogni piccolo step,  imprimere quei luoghi inesplorati come polvere di stelle negli occhi sono gli ingredienti base di ogni viaggio.

Credo che tutti, ma proprio tutti, abbiamo delle persone, delle situazioni, delle scelte, dei dubbi nascosti in canzoni, nelle forme delle nuvole, nelle città, nei fondi dei cassetti. Sta a noi decidere a quale sogno credere di più. Ecco perché al ritorno dai miei viaggi prometto a me stessa di lasciarmi andare. Lasciarmi camminare, lasciare che abbia il coraggio di allungare il mio passo, lasciare che il vento spettini tutti i miei pensieri pesanti.

I viaggi alleggeriscono.

I viaggi ci insegnano a trasformare i bronci in sorrisi.

I viaggi ci cambiano.

I viaggi ci innamorano.

Ogni volta che prenoto un nuovo viaggio scocca un amore.

Cosa ti ha spinto a visitare il Marocco? Dove hai trovato le informazioni necessarie per la pianificazione?

Ci sono viaggi che hanno il potere di cambiarti dentro, arrivano all’improvviso coinvolgendoti.

Sorprendendoti sono capaci di restarti addosso come un profumo, con qualche dettaglio, nonostante le folate di vento improvvise.

Sono quei viaggi che conservano gentilezza di volti nuovi, di sorrisi sinceri e di baci speziati. Il mio viaggio a Marrakech è uno di questi viaggi tessi di favole, cieli azzurri e un po’ di poesia.

Lo ricorderò perché è arrivato nel momento giusto e a lui ho affidato i miei pensieri, lasciando affondare quelli brutti. Mi ha fatto comprendere di più me stessa, i miei punti deboli e le mie fragilità.

Lo ricorderò per i suoi paesaggi sconfinati, per i tramonti toccanti e per la felicità avvolgente. E quando questa arriva me la prendo senza esitare!

Ma più di tutto gli lascerò un posto speciale nel cuore perché è stato il mio primo viaggio di gruppo. Quindici compagni di avventura, inizialmente sconosciuti, ma uniti tutti sotto una grande e forte passione: scoprire il mondo.

Il Marocco è una terra che mi ha sempre affascinato, per la sua cultura completamente differente dalla nostra, per i suoi colori, per il suo mistero e magia. E così quando mi si è prospettata questa iniziativa non ho potuto far altro che afferrarla al volo.

Avevo voglia di scoprire un luogo “nuovo”, e di toccare un nuovo continente.

Come accade per ogni viaggio prima di partire stilo una lista di tutto ciò che ho intenzione di visitare e scoprire. E anche per il Marocco fu così. Mi documento quasi sempre su Internet, leggo blog di amici colleghi, appunto ciò che più può essermi utile, e nello stesso tempo segno i posti più inusuali, quelli che magari al mio ritorno potrò essere io a proporre ai miei lettori.

Cosa ti ha colpito maggiormente di questo paese? Hai dei consigli per chi sta valutando di visitare il Marocco?

Marrakech quanto mi ha fatto sognare!

Viva, colorata ed eclettica è una delle città più grandi del Marocco. Come un vortice incessante è stata in grado di (s)travolgermi trasportandomi in luoghi che sembrano usciti direttamente dalle fiabe delle Mille e Una Notte.

Antichità e modernità convivono in questa città tra la “vecchia” Medina e la New City circondata da lussuosi Resort, negozi griffati ed enormi strade. Dai caotici “souk” alla spettacolare Piazza El Fna, dagli azzurrissimi Giardini Majorelle alla pace dei Giardini Segreti.

Dire che di Marrakech mi ha colpito solo un aspetto sarebbe davvero riduttivo.

Ogni scorcio, ogni paesaggio mi ha fatto innamorare. Forse ciò che più mi ha entusiasmato perché mai visto fino ad allora sono stati i “souk”. Sono i tipici mercati della Medina nei quali è facile perdere l’orientamento. È un viaggio coinvolgente indietro nel tempo, che da però la possibilità di immergersi tra banchi di vestiti, lampade luminose, ceramiche, mescolanze di odori, sapori e souvenirs di ogni genere.

Stare continuamente in allerta per le innumerevoli richieste di acquisti da parte dei commercianti, e dover star attenti a persone, motorini e biciclette sfreccianti, renderà il vostro primo impatto sui souk quasi “destabilizzante”. I mercati di Marrakech sono così ricchi di materiali, di tappeti variopinti, tajine di terracotta, borsette in paglia, spezie profumate e cibo che avrete l’imbarazzo della scelta su cosa acquistare.

Il mio consiglio in questo caso è di ricordare che la contrattazione per loro è una parola d’ordine: non dovete subito arrivare perciò a parlare di soldi, dovete prenderla larga per arrivare a fare ottimi affari.

Io ad esempio sono riuscita (dopo una bella “lotta”) ad acquistare per la modica cifra di 40 euro due anelli fatti a mano in argento! ( Sottolineo che il loro prezzo iniziale ad anello era di 180 euro!)

Ma di questa città mi resteranno le serate calde trascorse sulle terrazze dei ristoranti della Medina, le persone che mi hanno circondato, che hanno condiviso questo viaggio, quelle che ho incontrato. I colori delle stoffe dei souk e quelli del tramonto sulla piazza Jmaaa el Fna che si sono impressi sulla tela della mia vita. Mi resteranno i roseti curati, le palme, i mosaici.

Mi resteranno i sorrisi carichi di meraviglia, nel vederci distanti dalla loro cultura, dei bambini in strada. Mi resteranno i ricordi delle nottate a ridere e scherzare, i ricordi emozionanti nel deserto in groppa ad un dromedario. I profumi degli aranci, della marmellata a prima mattina nel Riad, del tè alla menta.

Perché ogni viaggio ha questo potere: ci colora.

Alcuni dipingono, altri lasciano tratti forti e decisi anche negli anni. Poi ci sono quelli come questo di Marrakech che mi ha colorato non solo seguendo i miei contorni ma ha riempito tutti i miei spazi bianchi. Ed alla fine ho capito che sono stata io ad aver attirato a me quei colori, e tutti questi costituiranno il disegno di ciò che sto diventando.

Se avete voglia di scoprire di più di questo viaggio basta cliccare sull’articolo del mio blog Il viaggio di Veronica a Marrakech

Vi aspetto.

Grazie Veronica per averci raccontato la tua bella esperienza!

Se volete contattarla o saperne di più su di lei, potete trovare il suo blog qui!


Condividi questo articolo

Lascia un commento