Racconti in valigia: “Per me un viaggio non termina mai”

Racconti in valigia: “Per me un viaggio non termina mai”

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Il Panda oggi ha intervistato  Salvatore, travel addicted, che gestisce il blog Il mondo attraverso,  nel quale i lettori possono trovare utili consigli ed ispirazioni di viaggio! Il Panda ha viaggiato con lui, nella sua storia, nei suoi viaggi preferiti alla scoperta di meravigliose destinazioni!

Siete curiosi di sapere cosa avrà raccontato al Panda? Ecco per voi la sua intervista:

Raccontami qualcosa su di te e su come nasce il tuo blog

Innanzitutto devo ammettere che, a differenza di quando parlo i miei viaggi, faccio sempre un po’ fatica a presentarmi, dire chi sono e da dove vengo. Forse perchè non ci sono abituato, e ho sempre preferito raccontare le storie delle persone che incontro e dei luoghi che visito, ed esprimere, questo si, le mie emozioni attraverso loro.

Ad ogni modo, farò del mio meglio.

Io sono Salvatore, ho 35 anni e sono nato e cresciuto in Abruzzo, precisamente a Chieti, ancora più precisamente a Chieti Scalo.

In una famiglia semplice, bella e sempre al mio fianco, e con diversi buoni amici, molti dei quali tutt’ora presenti nella mia vita. Questa enorme ricchezza (perchè tale rappresenta per me) mi ha permesso di vivere un’infanzia e un’adolescenza molto serene.

Terminato il liceo, ho poi vissuto per motivi universitari prima a L’Aquila e poi ad Ancona, laureandomi in ingegneria meccanica. Da sei anni circa invece vivo a Torino, città meravigliosa, e lavoro come impiegato in una piccola azienda a gestione famigliare.

Quando posso però, torno sempre nella mia regione, con la quale ho un legame molto forte. Non solo per far visita alla mia famiglia e agli amici, ma proprio perchè non riesco a fare a meno della mia terra.

Con questo non voglio dire che a Torino io mi trovi male, anzi, tutt’altro, ma il bisogno di rimanere ben ancorato alle mie origini è per me fondamentale.

Tanto quanto il bisogno di viaggiare.

Ho sempre viaggiato tantissimo nella mia vita.

Da solo, in famiglia, con amici, viaggi organizzati, “on the road” all’avventura, con i mezzi e gli strumenti più disparati.

E parallelamente ho sempre coltivato una mia passione personale, molto personale, tanto da tenerla solo per me fino a poco tempo fa. Pensa, non ne parlavo nemmeno con i miei migliori amici.

Durante i miei viaggi ho sempre avuto l’esigenza di scrivere. Appunti, pensieri, aneddoti, emozioni, insomma, tutto quello che in viaggio mi capita di osservare, ascoltare, vivere.

Circa un anno e mezzo fa, complice una fase della mia vita di grande riflessione personale, ho sentito la necessità di fermarmi per capire cosa volessi davvero per me stesso, cosa mi facesse davvero stare bene.

La risposta l’ho trovata proprio sotto i miei occhi : una marea di foglietti e fogliettini, block notes, post it, diari, foto, stampe di biglietti di viaggio e tanto altro di simile, tutto all’interno di un enorme scatolone riposto in un armadio di casa.

E durante quella sorprendente riscoperta ho realizzato che quello scatolone altri non era che la mia vita.

Tutti quei ricordi come simboli di ciò che realmente volevo e desideravo, e cioè viaggiare e raccontare.

E con molta naturalezza e spontaneità, ho sentito il bisogno di recuperare tutte quelle storie e di iniziare a raccontarle in un diario.

Principalmente per me stesso, come puro hobby. E da quel momento è partito tutto.

Come nasce la tua passione per i viaggi?

Come ho già detto, ho sempre viaggiato molto. Fin da bambino, e questo grazie alla mia famiglia.

Quando io e le mie sorelle eravamo piccoli, entrambi i miei genitori erano insegnanti, per cui  avevamo l’intero periodo estivo e tutte le festività scolastiche per muoverci in libertà.

La svolta ci fu nel 1993, quando mamma e papà decisero di comprare un camper.

Avevo nove anni.

Per una decina di anni circa abbiamo girato praticamente tutta Italia, e non esagero se ti dico che tutt’ora molti dei miei viaggi più belli risalgono a quel periodo.

Di sicuro sono stati fondamentali, in primis come momenti famigliari di grande condivisione; dei ricordi indimenticabili. E poi determinanti nel far crescere in me il bisogno di viaggiare. Un bisogno che oggi risulta essere totalizzante, oserei dire vitale.

Qual è la tua prossima meta? Come mai?

Il prossimo 26 Dicembre partirò per un viaggio in Tanzania.

Sarà la mia prima volta in Africa, se si escludono i miei due viaggi precedenti in Marocco (bellissimi, ma decisamente diversi).

Una prima volta che aspetto da tanto tempo.

Sarà un viaggio wild, ricco di tanta avventura e natura.

Esaudirò uno dei miei desideri più grandi, ovvero compiere un Safari in uno dei parchi più belli al Mondo, Il Serengeti National Park.

Andrò alla scoperta di Zanzibar, un’isola tanto turistica quanto selvaggia, che credo e spero mi sorprenderà.

Ma non sarà solo un classico tour on the road.

Alla base di questo viaggio vi è un progetto di beneficenza molto importante al quale tengo particolarmente, e che si chiama #TuttiSiamoComunità.

Una campagna di raccolta fondi a favore dell’associazione “Smiley Hand Organization Tanzania”, una Ong fondata nel Febbraio del 2018 per promuovere progetti per l’educazione e la salute della comunità Maasai di Baraka, in Tanzania, in particolare a favore  dei bambini di questo villaggio.

Tante sono le iniziative che la Ong sta portando avanti, e la mia raccolta fondi sarà indirizzata a due in particolare : la realizzazione di una piccola libreria e la costruzione di una cucina in muratura per la scuola dell’infanzia della comunità di Baraka.

Sono venuto a conoscenza di questa associazione grazie a uno dei fondatori, l’italiano Nicola Maguolo, una persona straordinaria che vive lì in Tanzania, e che insieme ai capi tribù del villaggio è già riuscita a fare tantissimo per questa comunità.

Un popolo che rischia di scomparire, a causa dei forti cambiamenti climatici, del turismo di massa esasperato, e soprattutto a causa del rigido governo tanzano, il quale ha avviato programmi per spingere i Maasai ad abbandonare le proprie abitudini di vita nomadi.

E in questi casi, a soffrire di più come al solito sono i bambini, molti di questi orfani fin da piccoli e con ben poche possibilità di uscire a testa alta da una dura realtà che vuole condannarli all’ignoranza, e quindi al silenzio.

Mi recherò personalmente e, ci tengo a sottolinearlo,  totalmente a mie spese nel villaggio Maasai, conoscerò e trascorrerò del tempo con gli abitanti della comunità e consegnerò il ricavato della raccolta direttamente nelle mani dell’associazione.

Penso che sarà una delle esperienze più belle e toccanti di tutta la mia vita, e spero di riuscire davvero a rendermi utile.

Qual è il viaggio che più ti è rimasto nel cuore? Come mai?

Questa è la domanda più difficile, ma forse anche la più bella. Non c’è cosa più entusiasmante per me che raccontare dei miei viaggi passati.

Per me un viaggio non termina mai, o almeno fin quando si ha voglia di raccontarlo agli altri.

Ce ne sono almeno tre a cui sono particolarmente legato, mi è davvero impossibile scegliere, e credimi ho già provveduto a fare una grande e difficile scrematura.

Per cui, non me ne volere, ma te li accennerò tutti e tre molto brevemente.

Il primo è senza dubbio il mio viaggio in Australia nel 2013.

Se iniziassi a parlarti nei dettagli di questo viaggio non la smetterei più, perciò mi limiterò a dire che è stato fondamentale, perché ha rappresentato il mio primo viaggio da solo importante, intercontinentale e durato quasi due mesi. Oltre ovviamente per la bellezza mozzafiato della destinazione in sé, ma questo è noto a tutti.

Un vero punto di svolta per me. Da allora il mio sguardo verso il mondo è cambiato per sempre.

Il secondo viaggio importante è stato quello in Islanda, nell’Agosto del 2018.

Un’isola di una bellezza infinita, davvero unica.

Ed è stato un viaggio determinante, perché in seguito al mio tour islandese ho iniziato a scrivere sul mio sito e a farmi conoscere sui social, e sono entrato in contatto con tanti viaggiatori, alcuni dei quali oggi posso definire veri amici.

Ultimo ma non ultimo, il mio recente viaggio estivo in ebike in giro per l’Italia.

Un’esperienza straordinaria, quasi 1000 chilometri da Torino a Chieti, le mie due città.

Talmente incredibile per me, che non sono né un atleta né tantomeno un ciclista, che ancora a volte stento a credere di averla vissuta.

Mi ha fatto scoprire una energia che non pensavo minimamente di avere, e mi ha reso molto più sicuro, convinto di ciò che voglio e degli obiettivi che desidero raggiungere.

Un viaggio lento e libero attraverso l’Italia e le sue meraviglie, grazie al quale ho conosciuto persone di una generosità infinita, che mi hanno ospitato e aiutato durante tutto il percorso.

Non lo dimenticherò mai.

Non so voi, ma il Panda ha già fatto la valigia per partire all’avventura!

Se volete seguire le avventure di Salvatore, oppure volete ispirazione per il prossimo viaggio  o mettervi in contatto diretto con lui,  vi lasciamo il link al suo sito qui.


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