Racconti in valigia: Namibia, un viaggio interiore nel viaggio reale

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Oggi il panda ha il piacere di intervistare Quellichesonocuriosi, un blog gestito da un gruppo di amici legati dalla fame per la scoperta

Raccontami qualcosa di te e di come nasce il blog

Sono un medico radiologo alla ricerca…. della felicità? di un’ elevazione culturale o spirituale? della bellezza? di un sistema di vivere migliore? Non lo so, ma viaggiare, riassume il concetto di ricercare qualcosa, e chi cerca qualcosa lo fa perché spera, e chi spera vive. Il blog vuole essere un aiuto a quelli che sono curiosi al fine di superare paure e pregiudizi, e imparare a sognare… E vi assicuro che per poter sognare supero mille ostacoli, di lavoro e di salute.
L’ideatore del blog, Silvano, spiega meglio di me i propositi del blog: quellichesonocuriosi.it nasce grazie ad un gruppo di amici che condivide la curiosità e la passione per la scoperta di differenti realtà, culture, persone, lingue, paesaggi, ambienti, cibi in giro per il mondo. Il viaggio è sempre una scoperta ed un arricchimento interiore. I viaggi in giro per il mondo ci arricchiscono ed allo stesso tempo ci fanno aumentare la consapevolezza della “grande bellezza” che la nostra stupenda Italia ci regala in ogni piccolo anfratto anche a poca distanza da dove abiti.
Quellichesonocuriosi.it vuole divulgare queste esperienze e passioni ad altro sognatori nella speranza che le informazioni possano essere utili per organizzare viaggi e che le foto aumentino lo stimolo a partire e sognare. Ci farebbe molto piacere che ai nostri diari di viaggio, storie e fotografie si aggiungessero quelle di altri viaggiatori che condividono la nostra stessa passione. Saremo felici di pubblicare anche i loro diari nel momento in cui possano essere utili ad altri lettori.

Qual è il luogo che ti ha maggiormente colpito del tuo viaggio in Namibia?

È difficile definire un luogo che mi ha colpito di più, in Namibia non c’è un paesaggio che non ti lasci a bocca aperta, non c’è una cosa che sia scontata o già vissuta in altri viaggi. Proprio per dare una risposta direi Sossusvlei con le sue dune rosse.

C’è stato un piatto, un’usanza o curiosità che ti è rimasta impressa?

Cose impresse della Namibia ce ne sono tante. Mi piace ricordare i 100km di tensione percorsi su passi e sterrati di pietre dopo aver bucato con una ruota riparata il giorno prima o le urla dei babbuini di sera quando non riconoscevamo più il sentiero del ritorno dal plateau del Waterberg o gli occhi lucidi di quella signora malandata di una casupola del deserto cuinregalammo una tanica d’acqua o ancora il cimitero del Waterberg dedicato alle vittime dei colonialisti responsabili del genocidio del popolo autoctono per i quali non esiste nemmeno una lapide.

A chi consiglieresti un viaggio in questo splendido paese?

La Namibia e’un’ esperienza di vita formidabile, un viaggio interiore nel viaggio reale, da consigliare al vero viaggiatore, all’amante dei silenzi, dei paesaggi infiniti ed isolati, della natura. Un viaggio, direi, di secondo livello, non per la difficoltà, ma per i contenuti che non sono per tutti.

Per storie come questa e molto altro vi consigliamo di visitare Quellichesonocuriosi


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