Racconti in valigia: motoviaggiare, per rimuovere ogni barriera

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Iniziamo questa settimana approfondendo un altro stile di viaggio, il viaggio in moto. Un viaggio che permette libertà, ma che crea anche una connessione profonda tra il motociclista e ciò che lo circonda, come ci ha raccontato oggi Andrea, appassionato di moto e autore del sito Motoviaggiare.

Ecco a voi cosa ci ha raccontato:

Raccontaci un pò di te e di come nasce Motoviaggiare;

Ho iniziato ad andare in moto a 21 anni, è stato quasi un caso perché fino a quel momento non avevo mai avuto interesse per le moto. Ho capito subito le potenzialità di questo mezzo e ho iniziato presto a fare i primi viaggi. Motoviaggiare è nato nel 2012 inizialmente come semplice blog che raccontava principalmente piccoli itinerari in moto nella mia regione, l’Alto Adige. Poi, quando ho iniziato a viaggiare all’estero è diventato un vero e proprio sito internet più curato e strutturato. Lo scopo del sito è quello di condividere con altri motoviaggiatori le informazioni, le foto e le impressioni di un viaggio in moto così che possano tornare utili per la programmazione di viaggi. Proprio per questo metto a disposizione anche il download di tutti gli itinerari che un mototurista può semplicemente scaricare e inserire nel GPS da moto.

Abbiamo visto nel tuo sito numerosi ed interessanti viaggi. Quale tra questi ti ha colpito di più e perchè?

Senza dubbio il viaggio il Scozia e Galles fatto nel 2014. Venivo da un periodo particolare sotto tanti aspetti e avevo assolutamente bisogno di dare una svolta. Non avevo mai pensato ad un viaggio così lontano, al massimo ero stato in Croazia o Bosnia, e non viaggiavo da solo da un bel po’ di tempo. Quel viaggio è stato la dimostrazione che i limiti sono solo nella nostra testa.

I paesaggi che ho visto sono stati di una bellezza incredibile: ho visto Stonehenge in Inghilterra, ho guidato sulle bellissime curve delle colline del Galles, ho visto le spettacolari scogliere a strapiombo sul mare in Scozia, sono stato a vedere gli insediamenti primitivi nelle Isole Orcadi e lì ho guidato su bellissime strade a pochi centimetri sopra il livello del mare. Ero completamente “dentro” il viaggio tanto che appena tornato a casa sarei potuto ripartire immediatamente per rifarlo. Ho visto dei posti incredibili che ricordo ancora oggi e so che se lo avessi fatto con un altro mezzo non sarebbe stato lo stesso. E’ stata un’emozione enorme che non dimenticherò mai.

Come credi cambi il viaggiare “su due ruote” rispetto al viaggiare tradizionale?

Viaggiare in moto ha sempre quel fascino da viaggiatore che altri mezzi non consentono. Ricordo nel 2018 entravo a Podgorica, in Montenegro, su uno stradone a 3 corsie e le auto mi si affiancavano, tiravano giù il finestrino e mi salutavano emozionati. La moto permette di essere più “a contatto” con la gente. Auto e camper creano una sorta di “barriera” e molto spesso manca il contatto con la gente, che è parte essenziale in un viaggio itinerante.

Preferisci viaggiare in gruppo o da solo? Hai fatto conoscenze importanti per la tua vita durante i tuoi viaggi?

Preferisco viaggiare da solo, ho i miei tempi e i miei ritmi. In generale credo che in un viaggio in moto non si debba essere eccessivamente numerosi.

Nel 2011 mi trovavo in Croazia, zona laghi di Plitvice, era il primo viaggio all’estero. Ero senza navigatore e stavo cercando sulla cartina l’appartamento privato che avevo prenotato in anticipo, non era facile trovarlo perché in quella zona ce ne sono molti. Da una stradina forestale arriva una macchina con due persone. Uno dei due -un bosniaco- è un motociclista che ha lavorato in passato ad Aquisgrana e quindi ci capiamo in tedesco, che io parlo. Dico che sto cercando la mia sistemazione, lui conosce il proprietario e mi chiede di seguirlo. Mi porta fin sotto la casa, mi annuncia al proprietario di casa, che parla benissimo anche lui il tedesco. Mi viene offerta immediatamente una birra e in pochi secondi mi ritrovo al tavolo a bere birra e parlare in tedesco con un bosniaco e un signore anziano croato. Nei giorni seguenti il proprietario mi offriva i biscotti e liquori fatti in casa. Mi hanno addirittura chiesto se volevo far venire in Svizzera (a quel tempo lavoravo e vivevo lì) la loro nipote. Sono stati momenti che mi hanno colpito enormemente per la semplicità e l’umiltà di quelle persone. Ho apprezzato la gentilezza disinteressata, che purtroppo si trova sempre più raramente. Ancora oggi mi viene in mente quel momento che ricordo con piacere.

Grazie Andrea, con le tue parole ci hai fatto davvero vivere i tuoi viaggi e “sentire” le emozioni di un viaggio in moto!

Se desiderate scaricare uno degli itinerari proposti da Andrea, o volete vedere i suoi viaggi o anche solo mettervi in contatto con lui,  vi lasciamo il link al suo sito  qui.


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