Racconti in valigia: lo zaino è pronto, io no.

Racconti in valigia: lo zaino è pronto, io no.

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Abbiamo intervistato Marco, autore del libro “Lo zaino è pronto, io no ” che ci ha raccontato la sua passione per i viaggi, e il significato che questi hanno avuto nella sua vita.

Raccontaci un po’ di te e del tuo blog

Mi chiamo Marco e sono nato a Torino ormai troppi anni fa. Sono sposato e ho una figlia piccola. Lavoro per una grossa società di assicurazioni e ultimamente ho deciso di trasferirmi a vivere in campagna.

Ho un miliardo di interessi che ovviamente non riesco mai a seguire bene, ma l’unica costante di tutta la mia vita è sempre stata la passione per i viaggi. Ho visto buona parte del mondo, ma si sa, non se ne ha mai abbastanza. Molti viaggi li ho fatti in solitaria, altri con mia moglie e adesso sto “allenando” mia figlia.

Da questi viaggi è nato un libro dal titolo Lo zaino è pronto, io no, pubblicato due anni fa. Un libro che parla di Africa, Asia e Sudamerica. Un libro che racconta vicende, incontri e piccoli disastri vissuti in prima persona.

Il blog nasce come strumento di promozione del libro e, ovviamente, parla di viaggi. Non è il classico travel blog, perché oltre ai consigli pratici si possono trovare considerazioni e riflessioni sul tema del viaggio.

Se vi interessa, potete trovarlo al seguente link: https://marcolovisolo.me/

Pensi ci sia stato un viaggio che ha segnato l’inizio della tua passione? se si, quale e perché?

Se vogliamo parlare proprio dell’inizio, probabilmente il viaggio giusto è stato quello in Puglia con i miei genitori. Eravamo nella prima metà degli anni Settanta. Raggiungemmo il Gargano su una vecchia FIAT 128, costeggiando tutto l’Adriatico. Dormivamo in una tenda da campeggio talmente piccola che mio padre doveva tenere i piedi fuori.

In età adulta, il viaggio che mi ha segnato di più è stato in Messico. Sono tornato con la consapevolezza che un lungo viaggio in solitaria non ti fa scoprire nulla di veramente nuovo. Scopri solo ciò di cui sei portatore: i tuoi pregi e i tuoi difetti. Ti metti allo specchio, ti confronti con te stesso, fai emergere ciò che veramente sei. Non è che cambi tu, semplicemente cambiano i  parametri attraverso i quali ti conosci.

Qual è il tuo viaggio nel cassetto?

Sono un po’ restio a parlarne, per una questione di scaramanzia. Comunque si tratta di un lungo viaggio, di alcuni mesi, con moglie e figlia, in quella parte di mondo che sento più vicina: l’Asia. I particolari, però, sono top secret!

Hai mai stretto legami importanti durante uno dei tuoi viaggi?

Viaggiando in solitaria si fanno molti    incontri, inevitabilmente. Con alcune persone ho mantenuto i contatti per qualche tempo. In modo particolare, nonostante siano passati molti anni, continuo a sentirmi con un amico americano. Ci incontrammo casualmente in India, nel bel mezzo del deserto del Thar. Ci rispettammo subito perché ognuno di noi capì immediatamente di avere a che fare con un personaggio originale: solo i folli si avventurano nel deserto del Thar.

Da allora è capitato di incontrarci alcune volte in giro per il mondo e in ogni occasione ci domandiamo a vicenda:

«Ma tu, precisamente, che ci facevi laggiù in mezzo al deserto?»

Nessuno dei due ha mai saputo dare una risposta sensata a questa domanda.

Ringraziamo ancora Marco per averci portato nei viaggi che gli hanno cambiato la vita.  Vi ricordiamo che potete trovare il suo blog qui


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