Racconti in valigia: Le tradizioni culinarie parlano più del paese stesso

Racconti in valigia: Le tradizioni culinarie parlano più del paese stesso

Condividi questo articolo

Oggi il Panda ha il piacere di intervistare Valentina, appassionata di cucina e autrice del blog Profumo di limoni, nel quale racconta ai suoi lettori delle sue esperienze, della sua vita e delle sue ricette, dando preziosi consigli a coloro che vogliono mettersi ai fornelli!

Ecco per voi la sua intervista:

Raccontami qualcosa su di te e su come nasce il tuo blog 

Mi chiamo Valentina, ho 42 anni, sono l’autrice del blog Profumo di Limoni e vivo a Roma. Ho imparato a cucinare per necessità, per sfuggire alla ciclica monotonia di piatti preparati da una mamma lavoratrice. I miei primi esperimenti in cucina furono golosi e grassi piatti dettati dalla gola e dalla voglia di evadere dai piatti sani della cucina mediterranea che si mangiava in casa mia. Nello specifico, polpette di spinaci e patate col cuore filante. Pur avendo imparato poi col tempo a cucinare, non avevo mai pensato di aprire un blog. Ce ne son tanti, il web ne è saturo. Poi l’iscrizione alle selezioni della terza edizione di Masterchef prevedeva che ci fosse un blog di proprietà del candidato, o un posto in cui gli autori potessero via via vedere le pietanze preparate, studiarne l’impiattamento e in base a questo convocarti alle selezioni. Fui convocata, ma non andò bene, e mi rimase in eredità il blog. La prima ricetta che ho pubblicato è stata quella delle polpette di melanzane, perché di base il filo conduttore del mio blog è quello di stigmatizzare e lasciare una traccia virtuale delle ricette di tradizione della mia famiglia (ricetta Polpette di melanzane)

 

Pensi che attraverso i piatti tipici di un paese si possano scoprire le caratteristiche di una cultura? 

Ho sempre ritenuto che la cucina, le tradizioni culinarie, la varietà di ingredienti autoctoni di ciascun paese, parlassero molto di più del paese stesso, della sua gente, degli usi locali. Quello che infatti ti resta dopo un viaggio sono i profumi, i sapori, e quei colori che in una fotografia non ci stanno. Non si può parlare di completa conoscenza di un posto se non si è aperti ad assaggiarne i sapori, spesso anche di molto distanti dai propri. Avete mai provato, ad esempio un laksa sarawak, piatto tipico malese? Avreste mai pensato di mangiare il pollo col cocco nella versione thailandese di un curry a Parigi? (Ricetta laksa; Ricetta Curry rosso thai)

Come scegli dove mangiare quando viaggi?

Prevalentemente vado ad intuito, mi lascio trasportare dalle insegne, dai profumi che sprigiona un posto, dai consigli di travel bloggers che stimo o di coloro che in un determinato posto sono stati prima di me. Quando passo davanti un ristorante con le vetrate e i tavoli a vista, mi piace scorgere anche le espressioni di chi già è seduto, per intuire se in quel posto si mangia bene e se l’ambiente è quello adatto. Certo a volte si prendono anche solenni fregature, ma la scoperta è anche questa. Fa parte del bagaglio di esperienza che si riporta a casa insieme ai souvenir e alle foto. Cerco di studiare la storia di un paese prima di partire ed andare a visitarlo, soprattutto dal punto di vista gastronomico. Infatti i souvenir di oggi non sono più le calamite come un tempo, ma spezie, aromi, tipi di pasta, ingredienti che mi è poi possibile portare in Italia. (Ricetta Ptitim rosa)

Una meta molto ambita è Cuba, cosa ne pensi della sua cultura culinaria e di quella sud americana?

Sono stata a Cuba, stabilmente a Varadero in uno dei brillanti resort locali, Arenas Doradas, e da lì come punto di partenza, noleggiando scooter con gruppi di amici, ci spingevamo, anche un po’ incoscientemente, a visitare i paesi nei dintorni. Matanzas è quello che mi ha colpita maggiormente e, ad ora di pranzo, dopo un tour fotografico di vecchie rolls royces ridipinte nei colori sgargianti tipici dell’isola di Cuba, abbiamo scelto un ristorante locale, assolutamente vuoto, dove abbiamo mangiato benissimo. Ovviamente testare la cucina locale non era lo scopo di tutti gli amici, eravamo forse solo in 2 a voler assaggiare qualcosa di tipico, provando piatti mai sentiti nominare prima e sapori del posto, quei mix tropicali di dolce e salato, creolo con frutta, mente c’era chi ha preferito raffrancarsi chiedendo la pasta nel cuore di Cuba.

Grazie Valentina per averci dedicato il tuo tempo, il Panda non vede l’ora di ripartire!

Vi ricordiamo che, se volete contattare Valentina, volete ispirazioni e consigli sul prossimo piatto o volete seguire le sue avventure, potete trovare il suo sito  qui

Sei un viaggiatore? Vuoi vivere le stesse esperienze di Valentina?


Condividi questo articolo

Lascia un commento