Racconti in valigia: L’arte del saper viaggiare da soli

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Oggi il panda ha avuto il piacere di intervistare Tania, amante dei viaggi e autrice del blog Mamma io parto, nel quale condivide le sue esperienze, le sue avventure e i suoi consigli.

Ecco a voi l’intervista:

Raccontami qualcosa su di te e su come nasce il tuo blog; 

Mi chiamo Tania, ho 30 anni e vengo da Cesena. Sono sempre stata una persona molto curiosa e con una insaziabile sete di conoscenza, che mi ha spinta fin da quando ero più giovane a viaggiare, sia per capire di più il mondo in cui viviamo ma anche per mettere alla prova me stessa e vedere se sarei riuscita a cavarmela da sola. Infatti dopo essere sopravvissuta al mio primo viaggio da sola decisi che quello era il modo in cui avrei voluto vedere il mondo: secondo i miei tempi e alle mie condizioni, senza dover venire a compromessi con nessuno. Il mio blog nasce dopo la mia prima esperienza di viaggio in Australia con lo scopo principale di informare ed educare tutte quelle persone che vorrebbero partire per un lungo viaggio (o per sempre) ma non sanno da dove iniziare o cosa aspettarsi.  Nello specifico cerco di sfatare quel mito per cui chi viaggia per lunghi periodi è per forza figlio di papà o ricco sfondato e che al contrario, se davvero lo si vuole, si può adottare uno stile di viaggio che ci permette di mantenerci on the road senza per forza dover dare fondo a tutti i nostri risparmi. E non lo dico solo per sentito dire: sono cose che ho provato sulla mia pelle e il blog è il mio modo per condividere quello che so con il resto del mondo e gridare a tutti: si può fare!!

Quando ti sei avvicinata per la prima volta al mondo dei viaggi?

L’idea di prendere e partire all’avventura è sempre stata nella mia testa fin da molto giovane, ma è stato dopo il mio primo viaggio in solitaria che ho capito che non ne avrei più potuto fare a meno: io e una mia compagna di corso all’Università stavamo cercando di organizzare un viaggio post-laurea, ma  per svariati motivi non siamo mai riuscite ad arrivare ad un accordo. È li che ho iniziato a chiedermi se davvero valesse la pena rinunciare ad un viaggio che mi ero tanto sudata e guadagnata solo perchè non avevo qualcuno con cui condividerlo. Cosi decisi di andare un po’ allo sbaraglio e prenotare un volo per Valencia senza sapere esattamente cosa ci sarei andata a fare, ma la sola idea di partire da sola per la prima volta mi dava una sensazione di libertà mai provata prima, ed è cosi che è iniziata la mia dipendenza dai viaggi. Da li ho inizato a spingermi sempre più lontano, fino ad arrivare a fare la mia prima esperienza con il Working Holiday Visa in Australia che mi ha letteralmente sconvolta e che ha fatto diventare il viaggio il mio stile di vita.

Cosa consiglieresti a chi vuole lasciare la stabilità del proprio lavoro per intraprendere una carriera da freelance viaggiando?

Il mio consiglio è quello di avere in mente un piano preciso prima di mollare tutto e partire. Bisogna capire quali siano le reali possibilità di riuscire a lavorare da remoto in base alle proprie capacità e competenze, e magari scegliere come prima destinazione una meta che vi permetta di lavorare sul posto facilmente in modo da non dipendere finanziariamente solo dal vostro lavoro on-line. Ma allo stesso tempo è anche importante non farsi prendere dal panico e non pensare troppo a quello che potrebbe succedere.  Se dentro di voi sentite un desiderio irrefrenabile di cambiare vita e provare a fare quello che vi rende felici, andate. Credeteci e lavorate sodo per raggiungere i vostri obbiettivi e i risultati arriveranno.

Raccontami il tuo viaggio in Australia: cosa ti ha colpito maggiormente?

Il viaggio che ho fatto in Australia è stato quello che mi ha dato la spinta decisiva per mollare il mio lavoro e viaggiare a tempo pieno. Ci ho vissuto in totale due anni ed è difficile descrivere a parole quello che questo Paese mi ha regalato: ho imparato l’inglese, ho incontrato persone meravigliose con cui sono ancora in contatto, ho imparato a vivere con lo stretto necessario senza rimpiangere i lussi e le comodità che avevo a casa. Ho avuto il lusso di vivere in posti dove la gente va di solito in vacanza, facendo lavori anche umili che niente avevano a che fare con la mia laurea ma che mi permettevano di avere lo stile di vita che avevo sempre sognato. In tanti mi chiedono che cos’abbia di tanto speciale l’Australia: credo che la  cosa migliore di questo Paese sia la gente che ci vive e il modo che ha di affrontare la vita: nessuno va mai di fretta, tutti sono gentili e super-disponibili, al lavoro tutti ti trattano con rispetto anche se sei l’ultima ruota del carro. È davvero raro sentire qualcuno spazientirsi in un ufficio o in coda alle poste o a litigare per un parcheggio.

Ancora Australia: quali sono, secondo te, le mete obbligate di chi decide di partire per l’Australia?

L’Australia è talmente grande che bisogna mettere in conto di tralasciare qualcosa. Se vi trovate sulla costa Est vi consiglio naturalmente Melbourne e Sydney che sono meravigliose, Byron Bay che è una piccola cittadina hippie consigliata soprattutto a chi pratica surf. Concentratevi soprattutto sulla parte più a nord (Queensland) dove potete visitare le meravigliose Fraser Island e Whitsundays Islands insieme alla Great Barrier Reef, la barriera corallina più grande del mondo, per poi spostarvi fino a Cairns dove vivono i coccodrilli. Se invece pensaste di visitare la costa Ovest vi consiglio un roadtrip da Darwin a Perth, per esplorare la parte più selvaggia e incontaminata dell’Australia: non perdetevi il Karijini National Park e fermatevi a Exmouth per nuotare con gli squali-balena! 

Grazie Tania per averci dedicato il tuo tempo e per averci fatti sognare attraverso i tuoi racconti.

Se volete contattarla o saperne di più su di lei e sui suoi viaggi potete trovare il blog qui!


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