Racconti in valigia: L’Argentina il paese più “italiano” del mondo

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Oggi il panda ha il piacere di intervistare Gaucho News, un blog che parla di Argentina a 360 gradi

Raccontami qualcosa su di te e su come nasce il tuo magazine

Gaucho News è nato da una riflessione che ha messo in luce un ‘vuoto’: il paese più ‘italiano’ del mondo non aveva un magazine con il fine editoriale di descriverlo. Forse la velleità, considerando che l’Argentina non è un paese semplice da raccontare. La linea, però, pur non dimenticandolo in assoluto, non è quella di dare risalto all’aspetto ‘italianità e derivati’ dell’Argentina, ma di presentare infiniti pregi e altrettante criticità di un paese che da sempre è fonte di curiosità per gli italiani.

Negli ultimi anni, difatti, da una analisi dei flussi di notizie pubblicate su media italiani emerge notevole interesse del pubblico italiano verso l’Argentina, in tutti i suoi aspetti. Dal calcio, categoria più ‘antica’, al tango, passando per cucina, geografia, abitudini, l’immancabile economia con i suoi ciclici momenti nefasti. E, quasi dominante negli ultimi anni, il turismo. Un settore che, anche grazie alla recente svalutazione della moneta nazionale e a una buona promozione turistica, si sta imponendo come vitale nell’economia nazionale. Gli ultimi dati ufficiali, del 2019, evidenziano un aumento crescente degli arrivi di turisti da oltre confine e anche gli italiani sono in aumento. E tutti, pare, ampiamente soddisfatti.

Gaucho News è animato da italiani e argentini, non tutti giornalisti di professione ma in qualche modo legati dall’idea di parlare di un paese che merita di uscire dalla ingiusta classificazione di ‘inaffidabile’, come spesso emerge da interpretazioni approssimate.

L’Argentina è un paese molto esteso, quali pensi siano i 3 luoghi da visitare assolutamente?

Stiamo parlando dell’ottavo paese al mondo per estensione (il primo di lingua spagnola) con il vantaggio di sviluppare la sua grandezza da nord a sud, dal cuore del Sudamerica più ‘tradizionale’ ai ghiacci dell’estremo sud del pianeta. La sua geografia fa sì che abbia al suo interno aree molto diverse tra loro. Normalmente, un primo viaggio in Argentina deve includere l’imprescindibile Buenos Aires, vivacissima, europea, seducente e glam, culturalmente elevata e estremamente accogliente.

Il nord è un altro must, con le province di Salta e Jujuy: bellezze naturali di primo livello, tradizioni, piacevole lentezza. Il paese sudamericano presenta inoltre due unicità: le Cascate dell’Iguazú e l’immensa Patagonia argentina. Di quest’ultima è imperdibile il circuito dei laghi.

Queste quattro tappe condensano i ‘fondamentali’ dell’Argentina, anche se è frequente, più che altro per ragioni di tempo e distanze, che alla capitale si abbini il nord o il sud. Tuttavia, è crescente l’interesse per le province dell’ovest, alcune delle quali presentano caratteristiche geografiche molto diverse dal resto del paese, spesso aride e surreali come la Valle della Luna, nella provincia di San Juan. Poi, Mendoza, a ridosso delle Ande, il distretto enogastronomico per una vacanza in ‘modalità relax’ e a contatto con la natura tra trekking, cavalli e degustazione di vini argentini, ormai apprezzati in tutto il mondo.

Essendo gli argentini in buona parte italiani di origine, ci sono molti elementi culturali in comune, quali sono invece le principali differenze?

Al di là dei cognomi che terminano con una vocale, personalmente non vedo ormai (il grande flusso di emigrazione verso l’Argentina si è chiuso negli anni Cinquanta) grandi elementi in comune dal punto di vista sociale. Il valore della famiglia, del pranzo domenicale ‘allargato’, per fare un esempio molto italiano, è stato superato dalla frenesia del vivere moderno, vero soprattutto a Buenos Aires. Un

aspetto che colpisce molto gli italiani che visitano l’Argentina è il fatto che i giovani vanno via di casa più facilmente rispetto a noi. Spesso è conseguenza del ruolo accentratore della capitale nel mondo del lavoro ma, al di là di questo, appare come un momento irrinunciabile nella vita di un ventenne. Poi l’indole accogliente e festaiola, anche se sulla movida noti più Spagna che Italia. E la propensione a viaggiare.

Chi viaggia in Argentina, oltre al famosissimo “asado” quali altre specialità deve provare?

Qui il gioco si fa più difficile. La cucina argentina è un grande derivato di quella italiana, spagnola e delle altre principali etnie ‘scese dalle barche’ tra il 19esimo e 20esimo secolo. Di sicuro le empanadas, quei fagottini o piccoli calzoni ripieni di carne e altri ingredienti a seconda dei casi. Fritte o al forno, sono diverse a seconda della provincia, ma sono quelle di Salta e Tucumán a essere considerate le migliori. Il ripieno ormai è dei più vari, tra carne, pollo, verdure, mais fino alle versioni gourmet, spesso arditamente lontane dalla tradizione.

Da provare è sicuramente il locro, ma decisamente nei mesi freddi. È una pietanza calda a base di mais, fagioli, carne di manzo e di maiale, pancetta e cipolla, con le diverse varianti a seconda della zona. Poi ci sono i guisos, stufati ai quali viene aggiunta pasta per renderlo ancora più completo. Anche questi rigorosamente nei giorni freddi. Il resto, salvo eccezioni, ricorda molto la cucina dei due grandi paesi di origine, tra pasta ripiena, gnocchi (tradizione è il 29 di ogni mese), insaccati e torte salate di vario genere. Meritano le facturas, piccole paste simili ai nostri cornetti che accompagnano spesso il mate.

Da provare anche le varietà di milanesas, versione tutta argentina della cotoletta. E il famoso choripán, due fette di pane spesso tostato che accolgono un chorizo, salsiccia. È quasi un obbligo assaporare la salsa chimicurri e la salsa criolla che accompagnano le carni. Ma mai dimenticare il vino argentino, ormai di ottima qualità, con la punta di diamante della qualità Malbec.

Per essere sempre aggiornati sulle ultime notizie riguardanti l’Argentina vi consigliamo di visitare Gaucho News


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