Racconti in valigia: La passione per le auto è per me una “malattia genetica”

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Oggi il Panda ha il piacere di intervistare Marco, appassionato di auto e autore del blog Storie di Rally, nel quale racconta ai suoi lettori delle sue esperienze, della sua vita e dà preziosi consigli a coloro che vogliono mettersi in viaggio!

Ecco per voi la sua intervista:

Raccontami qualcosa su di te e su come nasce il tuo blog

Mi chiamo Marco Cariati, ho 45 anni e sono nato a Cosenza. Vivo a Torino da oltre venti anni, dove esercito la professione giornalistica che, oggettivamente, in Calabria era molto difficile svolgere perché troppo spesso si aveva a che fare con editori improvvisati. Spesso, dietro la proprietà di un quotidiano c’erano esperti di cibo, salumi, palazzinari e politici. Fattore che minava quotidianamente l’autonomia dei cronisti. Prima di lasciare la mia città con quattro amici abbiamo creato una casa editrice e abbiamo fatto nascere una rivista mensile regionale di 120 pagine patinate e a colori. Si chiamava Calabria Motori e, come da nome, seguiva tutte le specialità del motorsport calabrese. Funzionava bene e per quasi dieci anni, di cui cinque sotto la mia direzione è stata una bellissima avventura. Ma a me piaceva il giornalismo nazionale, era questo il mio sogno, la mia credo legittima ambizione. Fui contattato da una delle più importanti testate del settore, TuttoRally, e decisi di accettare la sfida. La vivevo, a ragione, come un’opportunità di crescita professionale. Mi fu offerto un contratto di praticantato e accettai. A Cosenza non sarei mai riuscito a diventare professionista. Torino mi strizzava l’occhio. Di mercoledì mi arrivò la proposta e una settimana dopo ero già in Piemonte. Nel 2018 lascio la casa editrice di TuttoRally, a cui nel frattempo si erano aggiunti altri mensili e pubblicazioni, e inizio prima a collaborare e poi entro in redazione nella rivista RS e oltre (l’alternativa nazionale a TuttoRally), dove attualmente lavoro. Inoltre, sono direttore responsabile del magazine online Storie di Rally, un giornale indipendente che vuole preservare la storia e la cultura della specialità automobilistica.

Come nasce la tua passione per le auto?

La passione per le auto, in particolare, per quelle da corsa, è per me una “malattia genetica”. Ricordo che facevo la terza elementare e papà mi riprendeva perché al posto di Topolino leggevo Quattroruote e Autosprint. Erano gli anni Ottanta, gli anni dell’epopea delle auto da rally Gruppo B. Famigerate Gruppo B, perché erano terribilmente potenti e maledettamente insicure. Delle vere e proprie “bare su quattro gomme”. Ma come dicono gli inglesi, Motorsport Is Dangerous e questo conferiva ai rally un alone di sport estremo. I suoi piloti, da Markku Alen ad Aria Vatanen, Miki Biasion, Stig Blomqvist, eccetera, eccetera, erano degli eroi mitologici. Mi apparivano come creature sovraumane. Domare 400-500 cavalli per 3.000 chilometri di rally in qualunque condizione atmosferica era qualcosa che davvero in pochi potevano fare.

Hai mai fatto un viaggio on the road?

Ho fatto diversi viaggi on the road, ma nonostante sia bello viaggiare in auto e scoprire sempre posti nuovi, devo dire che salire su un’auto da corsa, in particolare da rally, è un’emozione unica e non paragonabile. Faccio un esempio: percorrere la Panamericana anche in Ferrari ti stupirà, viaggiare ai 160 all’ora con Paolo Andreucci sulla prova speciale di Careggine, con gli alberi enormi che ti sfiorano, pennellando le curve è adrenalina pura.

Se sì, dove? Altrimenti, è in programma?

Il viaggio on the road più bello della mia vita è stato paradossalmente il giro di Italia con la Maserati 3200 GT. Una prova su strada di circa 5000 e più chilometri organizzato da Ferrari Spa per alcuni giornalisti. Avevo 25 anni e pensa che all’epoca non c’erano neppure gli autovelox. Un giorno spero di arrivare a Mosca passando dalla Cina. Ci riuscirò? Chissà…

Grazie Marco per averci dedicato il tuo tempo, il Panda non vede l’ora di ripartire!

Vi ricordo che se volete contattare Marco trovate il suo blog qui

Sei un viaggiatore? Vuoi vivere le stesse esperienze di Marco?


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