Racconti in valigia: La passione nel DNA

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Oggi il Panda ha il piacere di intervistare Flavia, grande amante della cucina, dei viaggi e autrice del blog Cuoci cuci dici in cui condivide con i suoi lettori le sue ricette, i suoi consigli e le sue passioni.

Parlami un po’ di te e di come è nato il tuo blog;

Il mio blog nasce quasi dieci anni spinta da amici ad entrare in questo “loop”, ma poi è diventato il mio archivio di ricette, quel “ricettario” a disposizione sempre, ovunque mi trovi. Se cerco una ricetta e sono a Bologna da mio padre, o se mi trovo a Sydney e una ragazza incontrata in Hotel mi chiede la ricetta del Tiramisù, e mi piace romanticamente pensare che un giorno, lontanissimo quando non ci sarò più, i miei nipoti se cercheranno qualche vecchio “sapore” trovino la ricetta sul mio blog, perchè spesso penso che le mie nonne cucinavano davvero molto bene, ma che non avendo un quaderno di ricette, molte sono andate perse e questo mi dispiace troppo. Quando si è ragazzini si pensa ad altro e non a prendere appunti sulle ricette, per pentirsene anni dopo quando è troppo tardi.

Come nasce la tua passione per la cucina?

La mia passione per la cucina, non nasce, credo di averla proprio nel DNA. Avendo nonni e genitori grandi amanti della buona tavola, per me passare il tempo in cucina con loro, invece che a giocare in camera mia era del tutto normale. Da bambina mia nonna di Bologna mi chiamava a chiudere i tortellini, che devono essere piccini e quindi con le dita da bambina li chiudevo meglio che con le sue dita da “grande”, ho vissuto tutta la mia infanzia in Puglia e quindi vedere le amiche di mia mamma fare taralli, orecchiette e focacce era una festa, con padre e nonna Veneziani non potevo non apprezzare i piatti della Laguna, ma col nonno Siciliano non potevo non innamorarmi di Cassate e Caponata. Amo il convivio, amo stare con gli amici, amo le tradizioni legate ad un pranzo in famiglia per le feste, mi piace ricevere, eredità che custodisco gelosamente, per me anche il semplice gesto di offrire un caffè o un tè con un biscottino a chi entra in casa mia è motivo di serenità, sia un’amica o il giardiniere o l’elettricista, per me stare attorno ad una tavola imbandita corrisponde ad avere bei ricordi e per avere una bella tavola allegra serve anche una buona cucina, non necessariamente gourmet, ma fatta con amore e desiderio di far stare bene con i propri ospiti. 

“Per un tè nel periodo del Ringraziamento Americano”

Cosa significa per te viaggiare? 

Viaggiare è l’altra mia grandissima passione, per me viaggiare significa assorbire nuovi luoghi, nuove culture, nuove esperienze e portarmi ogni volta un bagaglio pieno di ricordi. Sono, e per fortuna lo è anche mio marito, che è un fantastico compagno di viaggi, malata di “Wanderlust”, appena salgo sull’aereo alla fine di ogni viaggio, per tornare a casa, stiamo già pensando alla meta successiva e facciamo partire la macchina organizzativa di cosa vedere, dove alloggiare etc etc.

Qual è stato il viaggio che porterai sempre nel cuore?

Non è facile davvero dire qual è stato il viaggio che mi porterò per sempre nel cuore, perchè li porto tutti con me, ogni posto che ho visitato nel mondo conserva qualche immagine, qualche scena che è rimasta indelebile dentro di me. Come posso dire che vedere il sole all’alba illuminare il Machu Picchu è stato più bello dell’abbraccio reale che ho fatto ad Uluru? Come posso scegliere tra le orche viste a Tofino in British Columbia e gli orsi che mi hanno attraversato la strada a Shenondoah? Come posso preferire la Piramide del Sole a Teotihuacan alle cime di quelle viste a Tikal in Guatemala? Come posso dire che i volti dei bambini del Chiapas mi hanno conquistato di più di quelli visti a Kashgar??? Ogni luogo, ogni posto visitato me lo porto con me, quotidianamente, nei racconti che faccio agli amici, quando mi cade l’occhio su una delle mille calamite appese sul mio frigo… quando sfioro le guide consunte sulla mensola in salotto, che mi hanno accompagnato nelle mie avventure, quando per nostalgia mi riguardo le foto di quei luoghi, di quei colori, di quei sapori.

Cucine del mondo: la Turchia

 La cucina in ogni viaggio che faccio è il valore aggiunto, nel senso che di solito la sera, dopo aver visitato e camminato tanto, amiamo cenare in posti carini, locali con calma e relax. In ogni luogo ho mangiato bene, e da ogni posto amo sempre portarmi a casa qualche spezia o ingrediente. Una cucina che ho apprezzato particolarmente, perchè non immaginavo mi avrebbe conquistata così, è stata quella turca, perchè è stata una vera sorpresa, non è una cucina che sento nominare mai così spesso, come possono essere quella cinese, giapponese o indiana, quindi sono stata piacevolmente catturata dalle varie scelte che mi ha offerto!

Ho due ricette che ho già riprodotto sul blog, una sono i magnifici Simit, panini coperti di semi di sesamo che vendono per strada e l’altra è un’insalata di melanzane affumicate con Yogurt: Yogurtlu patlican salatasi. Ve le regalo entrambe a voi la scelta!!

YOĞURTLU PATLICAN SALATASI

(http://www.cuocicucidici.com/2018/11/yogurtlu-patlican-salatasi-insalata-di.html)

Ingredienti:

2 melanzane piccole

400 g di Yogurt greco

4 cucchiai di olio extra vergine di oliva

4 cucchiaini di Tahina

2 cucchiaini di succo di limone

2 cucchiaini di basilico fresco tritato

sale

Procedimento

Lavate le melanzane e asciugatele! Bucherellatele con una forchetta e mettetele sul Közmatik a fuoco vivace e fate bruciare tutti i lati della buccia. Quando sentirete la polpa morbida, spegnete e fate intiepidire (perchè levare la buccia ancora bollente vi assicuro non è mai una buna idea!). Tagliatele a metà e mettetele a scolare un po’ perchè sono ricche di acqua.

Nel frattempo mettete lo yogurt in una ciotola e spremete l’aglio, aggiungete il basilico tritato, la Tahina, il succo di limone, il sale e l’olio extra vergine di oliva, e mescolate bene tutto con una frusta a mano.

Sbucciate le melanzane e tagliatele e filettini aggiungetele alla salsa di yogurt e mescolate. Fate riposare, per me serve un’oretta almeno per amalgamare bene tutti i sapori, quindi considerate anche di prepararla con qualche ora di anticipo e conservarla coperta in frigo, anche se ritengo che servita a temperatura ambiente sia al massimo del sapore.

SIMIT

( http://www.cuocicucidici.com/2019/02/simit-ciambelle-di-pane-al-sesamo-turche.html )

Ingredienti

250 ml di acqua

5 g di lievito di birra secco

2 cucchiaini di zucchero

400 g di farina 00 (più quella per spolverare)

1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva

45 ml di panna fresca (leggermente montata)

1 cucchiaino di sale

250 g di saba 

150 g di semi di sesamo

Mescolate 250 g di acqua in una ciotola con il lievito e lasciate riposare 5 minuti.

Procedimento

Setacciate la farina nella ciotola della planetaria (io uso KitchenAid)e con il gancio a “foglia” (K) mescolate aggiungendo il mix di acqua e lievito, aggiungete l’olio e la panna semi montata. Impastate per circa 5 minuti, in modo da ottenere un impasto soffice (se il risultato fosse un po’ appiccicoso, aggiungete qualche spolverata di farina). Coprite la ciotola con un panno di cotone umido e fate lievitare per circa un’oretta, un’ora e mezza.

Preriscaldate il forno a 230°C.

Aggiungete il sale e impastate per altri 3-4 minuti.

Infarinate il piano di lavoro e dividete l’impasto in 8 pezzi e formate delle palline. Fate riposare 5 minuti. Con le mani infarinate allungate ogni pallina a filoncino di 50 cm circa e poi arrotolate le due estremità a mo’ di cordoncino. Unite i due finali in modo da ottenere un anello.

*Portate ad ebollizione la saba diluita con 200 ml acqua*. Nel frattempo tostate i semi di sesamo, senza mai perderli di vista, perchè si bruciano in un nanosecondo, dovranno raggiungere un bel colore dorato.

Appena il mix di saba bolle immergete ogni Simit per un minuto circa come si fa per i bagel. Scolateli con un mestolo forato ed “immergeteli” nel vassoio pieno di semi di sesamo e ricopriteli completamente.  Adagiateli su una teglia ricoperta di carta forno. Infornate per circa 20 minuti, o comunque fino a quando raggiungono un bel colore dorato deciso e risulteranno fragranti.

Serviteli caldi con burro o feta, ma vi assicuro che anche a temperatura ambiente sono favolosi.

Grazie Flavia per averci fatti sognare attraverso i tuoi racconti di viaggi e per averci fatto venire voglia di provare le tue deliziose ricette.

Se volete contattarla o saperne di più su di lei e sulla sua cucina, potete trovare il suo blog qui!


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