Racconti in valigia: La magia di Cuba

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Oggi il Panda ha il piacere di intervistare Daniela, grande amante della cucina, dei viaggi e autrice del blog Love.Life.Lunch in cui condivide con i suoi lettori le sue ricette, i suoi consigli e le sue passioni.

Parlami un po’  di te e di come è nato il tuo blog; 

Love.Life.Lunch nasce nel gennaio del 2014 per unire due grandi passioni: la cucina e la scrittura. E’ nato e si è evoluto come conseguenza del mio lavoro; mi occupo infatti di comunicazione a 360°, dal 2007 lavoro nel mondo delle PR e degli eventi, sono una giornalista freelance, assistente universitaria in scienze della comunicazione e non ultimo blogger, ma nel senso che ho una piattaforma web su cui condivido le mie passioni; non mi sento foodblogger, travelblogger e tanto meno influencer.

All’inizio condividevo solo ricette ma con il tempo il blog è diventato un contenitore di vita; mi sono appassionata alla fotografia e sono migliorata tantissimo, ho cominciato a raccontare di me, dei ristoranti e dei locali che frequentavo e soprattutto ho aggiunto la sezione “viaggi” che è molto importante. Nel 2020 vorrei riuscire a dedicare più tempo al blog e seguire un calendario editoriale, ho tante ricette in mente e soprattutto ho tanti viaggi da raccontare.

Che importanza hanno i viaggi nella tua vita? 

Viaggiare rende liberi, apre la mente a nuovi orizzonti. Il viaggio è scoperta e conoscenza del diverso da sè, e diverso è sempre sinonimo di ricchezza. Il viaggio è scambio, viaggiare arricchisce in ogni senso; riempie gli occhi di bellezza, la mente di ricordi e il cuore di esperienze. Ogni luogo che si attraversa e ogni persona che si incontra per la strada è un pezzo del puzzle della vita che serve a completare la persona che vorrei essere. E’ un concetto difficile da spiegare, ma il viaggio va vissuto non spiegato. Là dove una persona è disposta a spendere 600/800 euro per una borsa io ci vedo un volo aereo.

Ritieni che sia importante per te la contaminazione culturale in cucina?

Si può prendere un aereo e andare dall’altra parte del mondo per conoscere un paese assaggiando i sapori che sono l’essenza e le tradizioni stesse di un popolo, si può portare a casa quei sapori e ricercarli nelle nostre città. Oppure si può rimanere nella propria casa e precisamente in cucina e provare a ricrearli quei sapori. Contaminare la nostra cultura culinaria con sapori esotici penso sia bellissimo, arricchisce il palato e la memoria di nuovi stimoli. Conoscere un paese vuol dire passare attraverso i suoi piatti. L’Italia è il paese del saper vivere ed è ricca di contraddizioni e contaminazioni: regione che vai, tradizione culinaria che trovi.

Ho visto che sei stata di recente a Cuba, cosa ti ha colpito maggiormente di quella terra?

Siamo stati a Cuba esattamente un anno fa, è stato il viaggio on the road più bello che abbiamo fatto finora.

Prima l’Avana, la capitale di un paese fuori dal mondo e poi 1600 chilometri tra piantagioni di tabacco a Pinar del Rio, per poi attraversare l’isola fino a Santa Clara, la città da cui è partita la rivoluzione e ancora Cinfuegos e la magnifica Trinidad, patrimonio dell’Unesco fino al Varadero dove ci siamo goduti 3 giorni di meritato riposo. La cosa che colpisce di Cuba è l’assenza di tutto ciò che è considerato “normale” nel mondo occidentale. Cuba è l’isola delle contraddizioni, i palazzi governativi impeccabili e le case dei quartieri periferici fatiscenti. Appena atterrati a l’Avana si viene catapultati in un altro pianeta, le auto colorate anni 50 lasciate dagli americani, la musica sempre e ovunque, l’allegria della gente, le file infinite di persone in attesa di ricevere la razione di riso e di olio concesso dal governo e ancora i colori e i profumi.

C’è qualche piatto tipico cubano che hai già provato a ricreare? Hai voglia di regalare ai nostri lettori una ricetta ispirata al tuo viaggio? 

Cuba non ha una vera e propria cultura culinaria, la cucina è creola: platano, patate, riso e fagioli neri sono la base di ogni piatto. Moros y cristianos è il piatto che non si può non mangiare atterrati a Cuba. E’ preparazione semplice (come tutta la cucina cubana) a base di riso thai e fagioli neri che vanno messi in ammollo e poi lessati. Una volta cotto il riso si passa tutto in padella con pancetta, peperoncino, cumino, aglio, cipolla e origano. Spesso ad accompagnare il riso c’è la carne stracciata e stracotta di vitello e di pollo (Ropa Vieja) cucinata con peperoni, un po’ di passata di pomodoro e spezie. 

Non si può andare a l’Avana e non andare a bere un Daiquiri al tavolo di Hemingway al famoso Floridita o bere un Mojito alla Bodeguita del Medio, il luogo che ha dato i natali a questo cocktail.

Grazie Daniela per averci fatti sognare attraverso i tuoi racconti e per averci fatto venir voglia di visitare Cuba.

Se volete contattarla o saperne di più su di lei e sulla sua cucina, potete trovare il suo blog qui!


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