Racconti in valigia: La Libertà della Cucina

Racconti in valigia: La Libertà della Cucina

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Oggi il Panda ha il piacere di intervistare Vera, appassionata di cucina e autrice del blog Caramello Salato, nel quale racconta ai suoi lettori delle sue esperienze, della sua vita e delle sue ricette, dando preziosi consigli a coloro che vogliono mettersi ai fornelli!

Ecco per voi la sue intervista:

Raccontami qualcosa su di te e su come nasce il tuo blog

Ciao sono Vera, siciliana dal 1974, food blogger sin dal 2016…quando un bel giorno (fra poco sarebbe stato Natale) decisi di trasformare in realtà il desiderio di avere uno spazio tutto mio dove poter raccontare di cucina. Non avevo più scuse per rimandare, era arrivato il tempo di dare ordine alle mie ricettine, sparse in ogni dove, in agende rosse, tra le pagine di libri e riviste, dentro scatole e cassetti, in testa! Ed ecco, il mio blog!

La cucina è la mia passione, ma il mio lavoro è la scuola, dove insegno e imparo tanto dai miei piccoli bambini!

Con mio marito Alessandro e mio figlio Cristiano condivido l’amore per il buon cibo, e la tavola è il nostro momento di intimità quotidiana. La mia famiglia è tutto l’amore che c’è. La nostra casa, è un porto sicuro e quando abbiamo bisogno di una pausa dalla vita di tutti i giorni, valigia sul letto e via, in giro ad assaggiare mondi nuovi.

Come nasce la tua passione per la cucina? Dolce o salato?

Fin da bambina mi piaceva stare in cucina ad osservare. Mi ricordo ancora seduta con il mento poggiato sul tavolo e con gli occhi sgranati mentre qualcuna delle donne di casa cucinava e io lì, incantata! Mia madre che profumava di torta di mele, le mie nonne di pasta fresca e caponata, le mie zie… le regine degli impasti! Credo che difficilmente dimenticherò il sapore del pollo al forno all’americana che preparava una vecchia zia di mio padre nella sua indimenticabile pirofila d’alluminio!

Inconsapevole cominciavo ad innamorarmi…Dolce o salato? Rispondo… caramellosalato! Come la mia vita! Un po’ e un po’!

Che vita sarebbe senza un delizioso dolcetto? Che fine farebbe una fetta di buon pane senza un seducente ricciolo di burro o senza una goccia di delizioso miele? Che senso avrebbe il pomodoro se non ci fossero gli spaghetti? Se proprio dovessi mangiare un solo piatto per il resto della mia vita allora sarebbe uno di questi…

Quale esperienza di viaggio che hai avuto è per te indimenticabile?

Non saprei se Parigi e croissant… o Salento e pasticciotto… scones e clotted cream all’ora del tè a Covent Garden… una passeggiata al Viktualienmarkt di Monaco di Baviera con in mano un bretzel gigante… una cena stellata sur la Sorgue o un’insalata di pomodori anciennes con vista sull’anfiteatro di Arles… ma per due pancakes con miele e yogurt greco con romantica vista sulla Caldera di Santorini anche 30km in motorino… io e Ale due folli, ma ne è valsa la pena!

Amo il mare e adoro viaggiare e dalla diversità delle cose del mondo traggo ispirazione… un luogo, un ristorante, uno chef, una foto, una rivista, un libro o anche una verdura di stagione!

Una storia di cucina ti porta lontano… è libertà. Di fantasticare, di creare, di dare gusto e di aggiungere amore!

Perché ci sono posti in cui ognuno di noi ritrova se stesso… e dove riprende a respirare; quando tutto è troppo io mi fermo, chiudo gli occhi e assaporo, torno indietro nel tempo, e poi riparto per creare e raccontare… Nelle mie pentole una ratatouille di esperienze e di ricordi!

Ci puoi raccontare il piatto tipico o il tuo preferito di questo luogo e le emozioni che hai provato ad assaporarlo per la prima volta.

Romantico aperitivo a Colmar, la Petite Venise, da fermare il tempo in questa alsaziana brasserie La Fleur de sel… non si poteva desiderare un nome migliore per questo ameno posticino con una piccola e accogliente terrazza sul canale, al tramonto, il rumore dell’acqua e la luce soffusa dei lampioni… e poi quella cantilena francese, insomma un luogo ideale per un amore a prima vista, come quello fra me e la Tarte flambée! …o Flammkuchen!

Una specie di pizza stesa sottilissima, ricoperta con una crema a base di panna acida, di forma ovale o rettangolare, con un bordo molto crunchy, cotta in forno a temperatura molto alta e da mangiare rigorosamente con le mani!

Io l’ho preparata, mille e mille volte, con la ricetta tradizionale alsaziana per l’impasto, confidatami dalla signora del negozio di souvenir dove ho acquistato lo stampo da kouglof… ma questa è un ‘altra storia!

Anche se la versione originale prevede l’utilizzo di cipolle e pancetta sulla base di creme fraîche ed erbette, io l’ho rivisitata sempre e con grande successo, come in questo ultimo mood autunnale… zucca e nocciole su una crema alla robiola, petali di speck, foglioline di maggiorana fresca e scorzette di limone!

Di questa tarte è curiosa l’origine dato che è nata, per caso, nelle campagne in Alsazia, oltre un secolo fa, come strumento per verificare la temperatura dei forni a legna dove cuocere il pane. Questa base di impasto steso molto sottile, funzionava come una specie di termometro, veniva cotta a fiamma viva e appena era dorata, croccante e non bruciata significava che era il momento di infornare. Piuttosto che gettarla via, veniva condita con quello che c’era e poi messa a tavola, tagliata, arrotolata e mangiata con le mani. Da quel momento di festa, la Flammkuchen è diventata un piatto popolare!

Sia nella versione salata con formaggi, salumi e verdure sia nella versione dolce con mele e vaniglia o con pere e cioccolato o anche con miele e ricotta… questa pizza d’oltralpe è facile da preparare, ha una cottura veloce ed è originale da servire per un aperitivo.

Solo a guardarla mi viene l’acquolina… e mentre scorro le foto della mia vacanza in Alsazia mi ricordo del suo profumo, di quell’atmosfera, di quella luce fioca e del venticello…

Grazie Vera per averci dedicato il tuo tempo, il Panda non vede l’ora di ripartire!

Vi ricordo che se volete contattare Vera trovate il suo blog qui

Sei un viaggiatore? Vuoi vivere le stesse esperienze di Vera?


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