Racconti in valigia: La cultura marocchina è una cultura molto particolare ed affascinante

Condividi questo articolo

Oggi il Panda ha il piacere di intervistare Sara, appassionata di viaggi e autrice del blog Follow my anchor, nel quale racconta ai suoi lettori delle sue esperienze, della sua vita e dà preziosi consigli a coloro che vogliono mettersi in viaggio!

Ecco per voi la sua intervista:

Raccontami qualcosa su di te e su come nasce il tuo blog

Sono Sara, nata e cresciuta a Roma, oggi vivo ad Helsinki. Il mio blog di viaggi “Follow My Anchor” nasce dal mio amore viscerale per i viaggi e per il mare, due passioni che sono riuscita ad unire grazie al mio lavoro sulle navi da crociera. 

L’ancora è un simbolo a cui sono molto affezionata, perché credo sia l’immagine che rappresenti al meglio il mio profondo legame con il mare.

Ho un ciondolino a forma di ancora che porto sempre con me, in tutti i miei viaggi.

I miei viaggi non hanno potuto rendermi più felice. E ho quindi deciso di aprire un blog per condividere i miei itinerari, le mie foto, le mie scelte buone o cattive, i miei consigli e tutto quello che ho imparato dalle mie avventure, con l’idea di far salire i miei lettori a bordo con me e seguire la mia ancora in giro per il mondo.

Cosa significa per te viaggiare?

Viaggiare è sempre stato il mio sogno, sin da bambina. Visitare luoghi mai visti prima, incontrare culture diverse, respirare odori nuovi, assaggiare i prodotti locali, mi affascina profondamente.

E quindi ho scelto lavori che mi permettessero di inseguire questo sogno, di viaggiare per il mondo. E quando inizi a viaggiare non ti fermi più.

Alcuni la chiamano “Sindrome di Wanderlust”. Io non so se la mia sindrome ha un nome. Non so neanche se la mia sia una sindrome. Sindrome mi dà l’idea di qualcosa di negativo. Quello che so è che viaggiare mi rende felice, “viaggiare mi fa vivere due volte”.

Una meta molto gettonata ultimamente è il Marocco, cosa ne pensi di questo paese?

Io sono totalmente innamorata del Marocco, tanto che ci sono andata diverse volte. 

Fare un viaggio in Marocco è come partire per un altro mondo rimanendo però sullo stesso pianeta. È incredibile pensare che esiste un posto così diverso a soli pochi chilometri dall’Italia. Sali su un aereo e solamente dopo un paio di ore ti ritrovi in una terra esotica, in un altro continente.

Il Marocco è un paese dal fascino tutto suo, dal paesaggio ricchissimo ed eterogeneo. In Marocco puoi sciare sulle vette dell’Atlante, fare surf sulle onde di Taghazout, avventurarti in cammello tra le dune del Sahara. Perderti tra le strade caotiche delle medine, girovagare tra i souk e contrattare per ore il prezzo dei fantastici prodotti e generi locali. E dopo tutte queste contrattazioni al mercato puoi finalmente rilassarti in un hammam, con acqua calda, scrub e massaggi.

Cosa ti ha affascinato di più della cultura marocchina?

La cultura marocchina è una cultura molto particolare ed affascinante. Quello che mi intriga di più è la velocità e la frenesia in cui tutto accade, la moltitudine di eventi che si presentano in pochi minuti davanti ai tuoi occhi di esploratore.

Passeggiare per le medine del Marocco è un’esperienza incredibile in cui ci si immerge completamente nello stile di vita locale.

Incontrando uomini vestiti con il loro tradizionale abito con il cappuccio che si fermano a chiacchierare con i mercanti del souk. Donne che stendono per strada i fogli di warqa. Muli carichi di mercanzia che ti tagliano la strada. Ragazzi che ti fermano continuamente per proporti un tour nella conceria, o “hashish hashish hashish” o matrimoni berberi. 

Souk stracolmi di gente e di lampade, specchi, tappeti, spezie, pellame, animali, lumache, macabre zampe di mucche, teste di cammello, ciabatte, occhiali, scarpe. La lista è infinita.

Poi a un certo punto tutto si interrompe. Pausa. Come se qualcuno avesse agitato una bacchetta magica e il tempo si fosse fermato. Si alza un canto dalle parole incomprensibili. È il richiamo alla preghiera, proveniente dagli altoparlanti dei minareti delle moschee.

Poi riprende tutto e il tempo riparte. Le chiacchiere al mercato. I muli che ti tagliano la strada. I mercanti che gridano. I battiti regolari degli artigiani che lavorano l’ottone. Conceria, hashish hashish hashish e matrimonio berbero.

Vivere di persona questa quotidianità locale è fantastico!

Grazie Sara per averci dedicato il tuo tempo, il Panda non vede l’ora di ripartire!

Vi ricordo che se volete contattare Sara trovate il suo blog qui

Sei un viaggiatore? Vuoi vivere le stesse esperienze di Sara?


Condividi questo articolo

Lascia un commento