Racconti in valigia: Imparare ad essere felici dalla semplicità cambogiana

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Oggi il panda ha il piacere di intervistare Matteo, un giovane viaggiatore che ama condividere le sue avventure su Indie Road

Raccontami qualcosa su di te e su come nasce il tuo blog

Da quando ho ricordo, ho sempre amato viaggiare. Il primo vero viaggio nel 2007, a bordo della mia Matiz verde che per 4 anni mi ha portato ovunque in Europa, dalla Grecia alla Scozia, senza mai lamentarsi. Poi l’amore per la bici nel 2011, quando, con un contratto di lavoro in scadenza, decisi un po’ dal nulla di avventurarmi per 2 mesi in Islanda, con una tenda da 4 soldi e pochissima esperienza in tasca. Da lì poi un sacco di avventure a due ruote: Norvegia, Thailandia, Cambogia, Portogallo, Giappone…

E’ dalla necessità di condividere il mio bagaglio di esperienze che nasce l’idea di un blog che racconti storie e rievochi sapori ai viaggiatori in cerca di ispirazione o semplicemente nostalgici. 

La parte più difficile nel raccontare un viaggio è quella di riportare le emozioni, più che la descrizione dei luoghi, trasmettere l’autenticità del proprio vissuto senza limitarsi a rubare le parole di una guida turistica. In fondo ogni viaggio appartiene al suo viaggiatore e sono le esperienze tra un’attrazione e l’altra che rendono unico l’itinerario. Ognuno deve sentire la libertà di seguire la sua Indie Road.

Sei stato in moltissimi paesi diversi, qual è quello che ti è rimasto più impresso?

Tra tutti i paesi che ho visitato, quello che mi ha colpito di più e che porto dentro in maniera indelebile è senza dubbio la Cambogia. Risaie a perdita d’occhio e villaggi dove la gente vive felice con il poco che ha. Un Paese dove i bambini giocano con palloni improvvisati dentro alle risaie e corrono a salutarti mentre passi per strada con sorrisi enormi.
Mi ricordo come se fosse ieri di quando ho attraversato in barca il lago Tonle Sap, un lago enorme che per percorrerlo da parte a parte occorrono 8 ore di navigazione. Lungo il tragitto si incontrano degli interi villaggi galleggianti, totalmente in balia delle correnti del lago. Capanne erette su bidoni di plastica o palafitte all’interno di vere e proprie foreste acquatiche, oppure costruite su alberi solitari che emergono quasi miracolosamente dalle acque. Le persone vivono nella più totale semplicità, mangiando quello che riescono a pescare ogni giorno. Una semplicità che noi occidentali abbiamo dimenticato per rincorrere delle sofisticazioni artificiali che, alla fine, ci rendono infelici.

Quali caratteristiche deve avere un “viaggio” per essere considerato tale, e non una semplice “vacanza”?

Quello che definisce un viaggio come tale, secondo me, è senza dubbio lo stato d’animo con cui si parte. Quando si parte con l’intento di aprirsi verso il mondo, verso persone diverse, verso Paese di destinazione allora è lì che inizia il viaggio. A volte si può viaggiare anche senza cambiare città.
Un viaggio è veramente un viaggio quando le tappe sono semplicemente una scusa per mettersi spiritualmente sulla strada e lasciarsi sorprendere dagli incontri e le esperienze che quella strada ha da proporre, mentre si pretende di imitare il più possibile i locals nei più banali aspetti della vita quotidiana: mangiare, dormire, divertirsi.
Un viaggio ben riuscito è quando riesci ad abbandonare la tua routine e le tue abitudini, per crearti un’esperienza quotidiana completamente nuova e irripetibile, indissolubilmente legata al luogo in cui ti trovi.
Una vacanza, invece, non ha queste pretese. Si traslocano le proprie abitudini a un’altra latitudine e a un’altra longitudine senza pretendere di cambiarle o di lasciarsi perturbare da tutto quello che di nuovo ci circonderà.

Qual è il tuo prossimo viaggio in programma?

Ancora non ho ben definito quale sarà il prossimo viaggio, ma vorrei scoprire o il Sud America o l’Africa equatoriale, quella dei Safari, ma fuori dalle rotte turistiche, magari il Senegal, per unire l’amore per i viaggi alla passione per la fotografia naturalistica.

Per altre storie, racconti e consigli vi consigliamo di visitare Indie Road


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