Racconti in valigia: Giappone, una società rigida ma estremamente rispettosa

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Oggi il Panda ha il piacere di intervistare Giulia, un’incallita viaggiatrice che ama condividere le sue avventure e riflessioni su Puntine sul mondo

Raccontami qualcosa su di te e su come nasce il tuo blog

Sono Giulia, nata a Milano a cavallo tra due millenni e cresciuta tra la Lombardia e la Liguria, le regioni che si contendono le metà del mio cuore. In questo momento sto frequentando l’università e sto cercando di costruirmi un futuro in questo mondo in continua evoluzione; nel tempo libero canto, cerco di studiare qualche altra lingua, coccolo i miei gatti e divoro libri. Ah si, a volte tento anche di andare in palestra, ma Netflix spesso vince la battaglia. Nel mentre sogno viaggi in ogni secondo libero, dalla vacanza in California alla scalata di una montagna; qualcuno poi si avvera. “Puntine sul mondo” è nato insieme alla mia consapevolezza di ciò che volevo nella vita: viaggiare e scrivere. Avevo 16 anni e qualche decina di viaggi sulle spalle, quando mi sono resa conto che più di ogni altra cosa ciò che mi rendeva viva era partire alla scoperta di un luogo nuovo, assaggiare dei gusti diversi, conoscere tanti popoli e la loro storia, affrontando quell’ignoto con un pizzico di adrenalina sempre in corpo. Poi ho finalmente ascoltato le persone intorno a me e ho capito che scrivere era qualcosa che mi viene bene, con naturalezza, e l’ho sempre usato come valvola di sfogo senza accorgermene. Ed ecco “Puntine sul mondo”, il mio quaderno di idee, diario di viaggio nonché scatola di ricordi.

Quali pensi siano le principali differenze culturali tra Italia e Giappone?

Fin da quando ho iniziato ad interessarmi al Giappone e alla sua cultura, ho sviluppato un pensiero che forse potrebbe sembrare assurdo, e cioè che le nostre culture non sono poi così diverse. A volte quando mi chiedono cosa trovi nella società giapponese di affascinante, rispondo dicendo che il Giappone per certi versi è l’altro lato della medaglia italiana; abbiamo aspetti comuni, mentre altri sono totalmente diversi. È la regola degli opposti che si attraggono, che alla fine, insomma, non bisogna essere poi così tanto opposti, no? Quel che vedo di diverso tra la cultura nipponica e la nostra è principalmente la forma di rispetto che riponiamo nelle cose: rispetto per gli spazi, rispetto per il prossimo, rispetto per i sentimenti, rispetto per la spiritualità. Nonostante i giapponesi siano diffidenti verso gli stranieri, chiusi in se stessi e con una società molto rigida, questo non li ferma dal provare un enorme rispetto nei confronti di chi o cosa gli si pone davanti, che sia un connazionale, un gaijin o un luogo. In Italia vedo un po’ mancare questo; non che non abbiamo rispetto, anzi, ho visto dei gesti di sconosciuti che mi hanno fatto ragionare e sorridere per un’intera giornata, però purtroppo in molti casi ci manca quel “tatto”, lo definirei, per comprendere appieno cosa significhi rispettare qualcuno o qualcosa. Da questo punto di vista siamo un po’ più egoisti, pensiamo al nostro tornaconto e non a quello comune; per loro invece una mancanza verso un terzo è come una mancanza verso se stessi e un motivo di pura vergogna. Quindi state attenti a mangiare in metropolitana, che vi potrebbero linciare da un momento all’altro!

A chi consiglieresti un viaggio nel paese del sol levante?

Lo consiglierei a persone pronte a mettere in discussione il loro modo di comportarsi; a persone che vogliono scoprire un Paese così pieno di contraddizioni e di eccessi; a persone che non si stancano di percorrere distanze lunghissime, sapendo che ciò che li attende alla fine è un’altra meraviglia da vedere; a persone che vogliono girare l’Oriente ma non sanno da dove iniziare; a persone che si sorprendono anche solo guardando un fiore di ciliegio sbocciare. È una meta che in superficie può andare bene per tutti, dal bambino che prende in mano un peluche dei Pokémon al nonno che mette piede sul suolo delle bombe atomiche, perché in generale il Giappone ha davvero tanto da offrire (un po’ come l’Italia). Per capirlo fino in fondo, invece, penso ci si debba prima preparare sulla sua cultura e storia, e soprattutto bisogna avere una mentalità aperta.

Qual è il tuo prossimo viaggio in programma?

Questo 2020 l’ho iniziato col botto e ho prenotato diversi viaggi per i prossimi tre mesi: a febbraio tornerò per un weekend a Parigi e andrò per la prima volta in Belgio e in Olanda; a marzo visiterò Copenaghen per qualche giorno; ad aprile invece contro la volontà di metà dei miei conoscenti (mamma compresa) andrò in uno dei Paesi che da anni sognavo, in un punto caldo del mondo, ossia in Giordania. Solo da piccola ero stata in un Paese arabo, l’Egitto, quindi mi sento un po’ mancare questa cultura e sono davvero entusiasta di poterla conoscere girando una terra affascinante e facendo esperienze incredibili (mi sto già preparando all’odore dei cammelli sotto il sole cocente). Spero di potervelo raccontare un giorno! A presto


Per altri “assaggi di mondo” come questi e molto altro vi consigliamo di visitare Puntine sul mondo


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